Inclusione scolastica, un valore per tutti.

Milano, 3 Dicembre 2012

Il gruppo “SostegnoNoTagli” si rivolge alle scuole, alle famiglie e a tutta la società civile.

Manifesto inclusivo

Con il presente Manifesto il gruppo “SostegnoNoTagli” intende richiamare l’attenzione sul valore fondamentale di alcuni strumenti a disposizione delle scuole per renderle davvero un luogo inclusivo, di crescita e di benessere per tutti, fondato sul rispetto delle singole competenze e sulla collaborazione reciproca.
La legge italiana sull’inclusione nelle scuole e gli strumenti ad essa correlati sono un patrimonio nazionale, che molti paesi ci invidiano, che rischia di andare perso, a svantaggio dell’intera collettività, per effetto di una crescente limitazione della spesa pubblica e di un progressivo disinteresse e carenza di attenzione al bene supremo dei bambini, dei ragazzi e del concetto stesso di inclusione.
“SostegnoNoTagli” è un gruppo spontaneo costituito da genitori, insegnanti e tutti coloro che operano nella scuola per una reale inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali di Milano e Provincia.
Come richiamato nelle Linee Guida Ministeriali sull’Integrazione Scolastica del 2009, che si rifà alla legislazione vigente, le scuole italiane dispongono di una serie di strumenti il cui utilizzo, se adeguato ed realizzato con attenzione ed interesse, è in grado di garantire la realizzazione di un concreto processo inclusivo a vantaggio di tutti coloro che gravitano all’interno della scuola.
E’ fondamentale infatti sottolineare che l’inclusione non è un aspetto che riguarda pochi (gli studenti con disabilità) ma un aspetto che riguarda tutti all’interno e fuori della scuola in quanto, se ben realizzata, consente di vivere in un contesto di maggior benessere che favorisce la crescita, gli apprendimenti ed il lavoro di tutte le parti coinvolte, sia sul piano sociale che della didattica (non dimentichiamo che l’attenzione agli alunni con bisogni speciali ha spesso generato approcci educativi innovativi del cui valore aggiunto godono tutti, alunni ed insegnanti)
Ma cosa si intende esattamente per inclusione? Inclusione significa che il contesto si adatta e accoglie la singola persona secondo le sue esigenze al fine di garantirne i diritti riconosciuti per legge ovvero quei diritti riconosciuti a tutti in modo uguale (a scuola, principalmente, il diritto allo studio). Non è la persona quindi che si deve adattare a un contesto fisso e rigido (e, se non è in grado, esserne esclusa), ma è il contesto che deve modificarsi affinché ogni alunno possa essere responsabilmente accolto e i suoi diritti, uguali a quelli di tutti, possano essere pienamente garantiti.
Quindi, una scuola così organizzata è capace di includere gli alunni più fragili ed è in grado di accogliere consapevolmente garantendo a tutti la possibilità di crescere e di apprendere in un clima di benessere e di attenzione, non solo rispettando, ma anche valorizzando le diversità.
Il gruppo “SostegnoNoTagli”, consapevole che spesso gli strumenti o aspetti volti all’inclusione vengono poco considerati o addirittura non utilizzati, nonostante siano previsti per legge, si prefigge con questo Manifesto di evidenziare l’importanza degli stessi in un’ottica che consenta di uscire dalla burocrazia, di cui sono stati spesso velati, per riportare alla luce i contenuti per i quali sono stati pensati ed il valore di cui dispongono.
La burocrazia priva infatti gli strumenti di senso e significato riducendoli a meri adempimenti di legge: il tempo per espletarli diventa povero di motivazioni e quindi pesante. I contenuti consentono invece di scoprire i valori, attribuendo agli strumenti la loro vera luce in grado di renderli funzionali ed adeguati agli scopi per cui sono stati pensati: il tempo dedicato viene percepito come utile e risulta quindi costruttivo.

Approfondiamo quindi i principali strumenti:

GLHI Gruppo Lavoro Handicap d’Istituto
Motore propulsore e biglietto da visita del processo di inclusione di tutti gli alunni.

Il GLHI, oltre ad essere un organo contemplato dalla legge, la cui costituzione non è quindi discrezionale, è in grado di svolgere la funzione di “motore propulsore” e di “biglietto da visita” della scuola rispetto alla presa in carico, da parte di tutte le componenti, degli alunni con bisogni educativi speciali nel loro percorso educativo e didattico in un’ottica inclusiva e generalizzata che pone l’attenzione sul singolo ed all’insieme per un benessere condiviso. La sua esistenza e il suo regolare funzionamento e bene infatti siano riportati nel POF – Piano dell’Offerta Formativa – della scuola con precisione ed attenzione e in linee generali citato nel Patto di Corresponsabilità a testimonianza dell’impegno verso una reale e partecipata accoglienza degli alunni con bisogni educativi speciali.
E’ importante ricordare che al GLHI possono partecipare anche insegnanti curricolari, insieme a quelli di sostegno, e rappresentanti dei genitori degli alunni in generale, non solo quelli con figli con disabilità, proprio perché lo strumento è stato pensato per apportare alla scuola un valore aggiunto in termini di condivisione, consapevolezza delle singole prospettive da cui si osserva il percorso scolastico degli alunni, messa a fattor comune di competenze tanto diverse quanto preziose.
Un GLHI responsabile e correttamente funzionante è quindi uno strumento di valore per l’andamento ed il benessere di tutta la scuola.

GLHO Gruppo Lavoro Handicap Operativo
Momento privilegiato d’incontro per il progetto di vita del singolo alunno con disabilità.

Se, come abbiamo visto, il GLHI è lo strumento volto a realizzare e a monitorare il processo di inclusione a livello di tutta la scuola, il GLHO è uno strumento pensato e finalizzato ad entrare nello specifico dei singoli alunni con disabilità. Gli incontri svolti durante l’anno fra le diverse figure che concorrono a realizzare il progetto di vita dell’alunno con bisogni educativi speciali sono preziosi momenti di scambio, confronto e collaborazione. Ciascuno concorre con la sua esperienza e competenza a preparare il  percorso, definendone modalità e obiettivi, che porterà l’alunno alla piena partecipazione scolastica e al suo successo formativo. L’alunno è al centro del progetto e nulla può essere tralasciato o lasciato al caso o alla buona volontà delle singole persone. Ogni insegnante, terapista, clinico, operatore o famigliare o consulente di quest’ultimo è un portatore di ‘saperi’ e pertanto va coinvolto e ascoltato. La partecipazione di tutti è quindi non solo prevista per legge ma anche indispensabile alla realizzazione di una reale inclusione dell’alunno con disabilità. I GLHO possono essere svolti ogni qualvolta se ne senta la necessità, per condividere idee, dubbi, aspettative e la famiglia deve essere sempre presente o comunque essere preventivamente informata di eventuali incontri extra che gli insegnanti e gli operatori sanitari intendessero realizzare.
Un GLHO condiviso e collaborativo è quindi uno strumento fondamentale per realizzare un valido processo di inclusione in grado di garantire il diritto allo studio dei singoli alunni con disabilità.

PEI Piano Educativo Individualizzato
Un progetto che varca i confini della scuola per confluire nel Progetto di Vita della persona con disabilità.

Il PEI, che deve avere un approccio rivolto al Progetto di vita dell’alunno con disabilità, va perfezionato entro e non oltre i primi due mesi di scuola con un’efficace attività programmatoria collegiale che identifichi le proposte relative all’individuazione delle risorse necessarie, formulate dal Gruppo di Lavoro Handicap Operativo. Segue la compilazione del Profilo Dinamico Funzionale ed è il frutto della partecipazione attiva e della collaborazione fra gli insegnanti di classe e quello specializzato di sostegno, gli educatori, gli operatori sociosanitari, la famiglia e chiunque concorra al progetto di vita dell’alunno. E’ un documento dinamico, da aggiornare di anno in anno o più frequentemente se necessario, che accompagna l’alunno secondo una progettualità definita e concordata, tenendo conto delle risorse, dell’aspetto didattico-formativo, psicologico e relazionale.
Si tratta di un progetto che, partendo dalle competenze e abilità dell’alunno, contiene le modalità e i processi necessari al raggiungimento degli obiettivi didattici, educativi, relazionali e di autonomia. Prevede l’individuazione e l’adozione di strategie e strumenti alternativi di insegnamento e di verifica rispetto al programma di classe che, se è effettivamente necessario, può essere semplificato o differenziato.
Come efficace strumento di lavoro, deve essere costruito sulla base delle “effettive esigenze rilevate” e recare l’indicazione del numero di ore di sostegno, di assistenza educativa e alla comunicazione assegnate (e buona norma segnalare anche se tali ore, uniche disponibili, non risultano adeguate ai bisogni effettivi individuati).
Il PEI non deve mai essere considerato un mero atto burocratico, ma uno strumento prezioso che accompagna l’alunno in tutta la sua esperienza scolastica e che, proprio in quanto tale, dovrebbe essere disponibile e utilizzabile sin dal primo giorno di scuola dagli  insegnanti di classe tanto quanto dall’insegnante di sostegno. Il PEI assume un’importanza ancora maggiore vista l’impossibilità, nella maggior parte dei casi, di garantire la continuità didattica e delle figure scolastiche di riferimento per l’alunno con bisogni educativi speciali.
Come già espresso la sua definizione prevede la partecipazione attiva anche della famiglia che è chiamata, se d’accordo con i contenuti, anche a sottoscriverlo insieme a tutte le altre figure coinvolte nella sua stesura.
Il PEI infatti è in sostanza un vero e proprio contratto formativo fra scuola, famiglia e agenzie del territorio.
Un PEI ragionato, condiviso e ben strutturato è quindi lo strumento fondamentale per consentire all’alunno con disabilità un’efficace inclusione al fine di garantirne il diritto allo studio quale aspetto fondamentale del proprio Progetto di Vita.

Alla luce degli strumenti principali sopra esposti, ci preme evidenziare che la loro efficacia si basa sempre ed esclusivamente sulla collaborazione aperta, consapevole e disponibile, richiesta per legge, di tutte le figure che ruotano intorno agli alunni con bisogni speciali (insegnanti curriculari, insegnanti di sostegno, educatori, operatori sociosanitari, esperti, famiglia).
La mancanza di tale aspetto fondamentale rischia di vanificare gli sforzi e quindi deve essere sempre richiesto, stimolato ed attivato: se inizialmente lo sforzo può apparire un po’ gravoso, con il tempo quasi sempre si avrà modo di verificare che la collaborazione sarà il valore aggiunto in grado di realizzare un reale processo inclusivo di crescita e di apprendimento.
L’alunno con disabilità, quindi, non è di competenza esclusiva dell’insegnante di sostegno, come spesso accade, ma dell’intero consiglio di classe, esattamente come i suoi compagni. Risulta pertanto evidente che anche la continuità didattica ed educativa sono fondamentalin per la buona riuscita del percorso intrapreso.

Un processo realmente inclusivo crea benessere e incrementa le possibilità autentiche di apprendimento di tutti gli alunni.
Un processo inclusivo inesistente o solo apparente determina un incremento delle difficoltà dell’alunno con bisogni speciali (“creazione della disabilità”) con evidenti e a volte drammatici risvolti, tanto per il singolo quanto per tutti gli altri alunni e le figure coinvolte.
Diamo sempre più valore all’inclusione scolastica e garantiamone la qualità condividendo tutti, dai dirigenti ai collaboratori ATA, un impegno responsabile.

INCLUSIONE: un valore per tutti

Gruppo “SostegnoNoTagli”


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