Bologna chiama Milano

Referendum scuola pubblica Milano

Appello per la costruzione di un comitato art.33

6 giugno assemblea pubblica a Milano
La scuola pubblica ha bisogno di te: sostienila!

Il 20 aprile scorso con alcuni docenti ed educatori ci siamo incontrati per costituire il comitato referendario contro il finanziamento pubblico alle scuole paritarie private.
La nostra finalità principale e quella di avviare un percorso di mobilitazione per istituire una consultazione referendaria dei cittadini che in questi anni hanno assistito, loro malgrado, allo smantellamento della Scuola statale: una deriva perpetrata attraverso un taglio della spesa e degli investimenti da parte delle politiche governative degli ultimi anni, mentre
istituzioni comunali, regionali e nazionali continuano a finanziare con soldi pubblici – e con cifre che aumentano notevolmente di anno in anno – le istituzioni scolastiche paritarie private.
Riteniamo che occorra richiamare tutti i cittadini a una maggiore partecipazione affinché si torni a rispettare il dettato costituzionale che all’art. 33 così recita: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.
E dunque importante che questa lotta venga portata avanti da tutti coloro i quali ritengono che i soldi pubblici debbano essere investiti esclusivamente nella scuola pubblica statale.
La scuola statale è il bene comune da tutelare, la palestra di laicità pubblica da riqualificare e sulla quale investire. Il privato non è qualcosa che può sussidiare il pubblico perché l’interesse di chi possiede un’istituzione privata è chiaramente quello di fare profitto attraverso il pagamento di rette mensili che vanno oltre il contributo pubblico (e che la maggior parte delle famiglie non puo sostenere), o attraverso lo sfruttamento del personale docente sottopagato, asservito e ricattabile.
A fronte di ciò i fondi pubblici alle scuole private sono in aumento, mentre lo Stato riduce i fondi per il diritto allo studio e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Le Regioni o i Comuni pubblicano le cospicue cifre, anche milionarie, elargite alle scuole paritarie private, il tutto nel disagio sempre più profondo delle famiglie (che devono colmare economicamente da sole le lacune in termini di risorse pubbliche), dei docenti, dei precari della scuola a cui è negata l’assunzione seppur prestano servizio da 5, 10 o 20 anni in piena violazione della normativa europea (clausola 4 della direttiva 1999/70/CE, recepita dall’art. 6 del d.lgs. 368/01).


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