Storia di una sanzione disciplinare (puntata 12)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Analisi del testo ed argomentazioni della sanzione (parte I)

Non è facile affrontare l’argomento senza usare un certo tecnicismo che dovrebbe essere di interesse specifico per tutti gli insegnanti, ma poco interessante per i genitori. Cercherò di tenere la barra ferma sulla “libertà di Insegnamento” che comunque potrebbe interessare genitori e cittadini attivi ed attenti alla scuola pubblica.

Dunque la ragione di fondo della sanzione, secondo la dirigente sarebbe:

Accertato che il docente di cui trattasi ha violato le disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) del 29/11/2007”…….

Il primo fatto che colpisce è che in una vicenda decisamente orientata dalle ragioni addotte dal Maestro Flavio (nelle motivazioni addotte all’obiezione di Coscienza, nella “Memoria” consegnata alla D.S., nella discussione nel corso del Contraddittorio) in funzione della Libertà d’Insegnamento e della critica, tutta pedagogica, alle prove Invalsi, si evochi una normativa di tipo negoziale e secondaria rispetto al diritto Sancito dalla Costituzione e normato dalle numerose leggi.

La seconda è che vengano citati gli articoli 28 e 29 in modo del tutto generico mentre l’art. 28 è composto da ben 10 commi e l’articolo 29 da 5 commi tutti assai importanti per la vita della scuola ma 15 commi tutti diversi tra loro per argomento e rilevanza.

Dunque la nostra critica si esercita sulla base di una presunzione di pertinenza in sostituzione di una chiara definizione dell’atto della Dirigente. E’ quindi un’impresa cercare di individuare il comma pertinente che fa entrare in ballo l’articolo 28. Se procediamo per esclusione non rimangono da esaminare che il comma 3. e il comma 4.

Il comma 3. dice: “Gli obblighi di lavoro del personale docente sono correlati e funzionali alle esigenze come indicato dal comma 2.”

Il richiamato comma 2 afferma: “Nel rispetto della libertà d’insegnamento, i competenti organi delle istituzioni scolastiche regolano lo svolgimento delle attività didattiche nel modo più adeguato ai ritmi di apprendimento degli alunni. … “

Quindi più che una mancata pertinenza qui si tratta di un comma che, stando ad una lettura attenta, e di un articolo decisamente a favore del Maestro Flavio che, appunto si richiama, alla libertà di insegnamento e all’autonomia professionale che si realizzano attraverso delibere ad hoc del Collegio dei Docenti che non c’è stata e non è documentabile.

Il comma 4. dice: Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento ed in attività funzionali alla prestazione di insegnamento.

Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Di tale piano è data informazione alle OO.SS. di cui all’art. 7.”

Ora è indubbio che il comma, e per la sua formulazione e per il contesto in cui si colloca, ha valore di garanzia per il calendario annuale e l’orario di lavoro per gli insegnanti e che esso serve ad elencare, quantificare, ordinare, e calendarizzare l’attività di lavoro dei docenti. È’, pertanto, del tutto non pertinente ed improprio considerare il comma come fonte del dovere dei docenti a somministrare o correggere le prove Invalsi. E peraltro nè la somministrazione delle prove Invalsi né alcuna attività dell’Invalsi è mai citata nell’intero contratto, figuriamoci l’obbligo a svolgerle. Ciò sebbene già da anni l’Invalsi fosse stato istituito e da anni avesse intrapreso l’opera di valutazione che lo statuto gli attribuisce.

Stupisce infine il fatto che venga non citato e rimosso l’articolo precedente del contratto, articolo 27 che avrebbe valore dirimente circa gli obblighi dei docenti di somministrare loro le prove dell’Invalsi, dice, infatti, l’articolo 27:

1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti,che si sviluppano col maturare dell’esperienza didattica, l’attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica. I contenuti della prestazione professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell’offerta formativa della scuola.”

Ora leggendo attentamente l’intero articolo non c’è dubbio che la “somministrazione delle prove Invasi” non faccia parte dei compiti e delle funzioni dei docenti della scuola italiana. Ma c’è da aggiungere che i caratteri e la natura della valutazione, che è compito fondante e irrinunciabile degli insegnanti, è un tipo di valutazione del tutto diversa e del tutto incompatibile con la “somministrazione di prove oggettive e standardizzate il cui scopo prevalente è quello di valutare il sistema scolastico”.

Incompatibile ma diciamo anche antagonista, mentre la valutazione pedagogica e didattica svolta dal docente implica l’esistenza di un prima ed un dopo, un percorso d’insegnamento ed una relazione pedagogica in atto, l’attività dell’invalsi i protocolli che la definiscono e la realizzano escludono il coinvolgimento dei somministratori dal rapporto insegnamento/apprendimento.

Quindi, a nostro parere non si tratta di attività soltanto incompatibili, la valutazione all’interno del percorso di insegnamento e la somministrazione di prove oggettive e standardizzate, sono attività tra loro decisamente antagoniste che impediscono ad un insegnante responsabile e coscienzioso di somministrare le prove invalsi, operazione che avrebbe quale effetto, alla lunga, di inficiare l’intero percorso di insegnamento cui i docenti devono attenersi.

Non per niente nel documento (Checchi, Ichino, Vittadini) fondativo, del percorso Invalsi, allegato alla direttiva del Miur per l’attività dell’Invalsi per l’anno 2009 si prevedeva al punto 4) che i somministratori delle prove fossero:

a) Le prove devono essere somministrate da personale esterno alla scuola e valutate centralmente in modo standardizzato

Mentre per la correzione si prevede al punto 6):”Il Ministero dovrà reperire i fondi per compensare adeguatamente i correttori che dovranno valutare le prove. Per il reperimento dei correttori si possono esplorare le seguenti soluzioni:

  1. Ricorrere a professori di scuole di altra regione, selezionati causalmente e ai quali non venga comunicata l’origine dellle prove da correggere;

  2. Studenti universitari iscritti a corsi di dottorato.”

Ora è impensabili che fosse dovuto anche al mancato reperimento dei fondi debba venire leso il diritto costituzionale della libertà d’insegnamento e al contempo vanificare l’affidabilità e la serietà dell’intera operazione peraltro già notevolmente costosa.

Per quanto riguarda l’articolo 29 del CCNL, ancora più oscura appare la sua evocazione nel contesto della motivazione della sanzione. Infatti, il punto relativamente attinente la materia potrebbe essere il comma 2 che recita:

2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative:

a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;

b) alla correzione degli elaborati;

c) ai rapporti individuali con le famiglie.”

Ma come si legge, al di là di ogni ragionevole dubbio non si riscontra proprio alcun riferimento alle prove Invalsi.

ALLEGATI I: TRE ARTICOLI DEL CONTRATTO VIGENTE DELLA SCUOLA

Art. 27 – Profilo professionale docente

1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell’esperienza didattica, l’attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica. I contenuti della prestazione professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell’offerta formativa della scuola.

Art. 28 – Attività di insegnamento

1. Le istituzioni scolastiche adottano ogni modalità organizzativa che sia espressione di autonomia progettuale e sia coerente con gli obiettivi generali e specifici di ciascun tipo e indirizzo di studio, curando la promozione e il sostegno dei processi innovativi e il miglioramento dell’offerta formativa.

2. Nel rispetto della libertà d’insegnamento, i competenti organi delle istituzioni scolastiche regolano lo svolgimento delle attività didattiche nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. A tal fine possono adottare le forme di flessibilità previste dal Regolamento sulla autonomia didattica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche di cui all’art. 21 della legge n. 59 del 15 marzo 1997 – e, in particolare, dell’art. 4 dello stesso Regolamento -, tenendo conto della disciplina contrattuale.

3. Gli obblighi di lavoro del personale docente sono correlati e funzionali alle esigenze come indicato al comma 2.

4. Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento ed in attività funzionali alla prestazione di insegnamento.

Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Di tale piano è data informazione alle OO.SS. di cui all’art. 7.

5. Nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola elementare e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali. Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni. Nell’ambito delle 22 ore d’insegnamento, la quota oraria eventualmente eccedente l’attività frontale e di assistenza alla mensa è destinata, previa programmazione, ad attività di arricchimento dell’offerta formativa e di recupero individualizzato o per gruppi ristretti di alunni con ritardo nei processi di apprendimento, anche con riferimento ad a lunni stranieri, in particolare provenienti da Paesi extracomunitari. Nel caso in cui il collegio dei docenti non abbia effettuato tale programmazione o non abbia impegnato totalmente la quota oraria eccedente l’attività frontale e di assistenza alla mensa, tali ore saranno destinate per supplenze in sostituzione di docenti assenti fino ad un massimo di cinque giorni nell’ambito del plesso di servizio.

6. Negli istituti e scuole di istruzione secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d’arte, i docenti, il cui orario di cattedra sia inferiore alle 18 ore settimanali, sono tenuti al completamento dell’orario di insegnamento da realizzarsi mediante la copertura di ore di insegnamento disponibili in classi collaterali non utilizzate per la costituzione di cattedre orario, in interventi didattici ed educativi integrativi, con particolare riguardo, per la scuola dell’obbligo, alle finalità indicate al comma 2, nonché mediante l’utilizzazione in eventuali supplenze e, in mancanza, rimanendo a disposizione anche per attività parascolastiche ed interscolastiche.

7. Al di fuori dei casi previsti dal comma successivo, qualunque riduzione della durata dell’unità oraria di lezione ne comporta il recupero nell’ambito delle attività didattiche programmate dall’istituzione scolastica. La relativa delibera è assunta dal collegio dei docenti.

8. Per quanto attiene la riduzione dell’ora di lezione per cause di forza maggiore determinate da motivi estranei alla didattica, la materia resta regolata dalle circolari ministeriali n. 243 del 22 settembre 1979 e n. 192 del 3 luglio 1980 nonché dalle ulteriori circolari in materia che le hanno confermate. La relativa delibera è assunta dal consiglio di circolo o d’istituto.

9. L’orario di insegnamento, anche con riferimento al completamento dell’orario d’obbligo, può essere articolato, sulla base della pianificazione annuale delle attività e nelle forme previste dai vigenti ordinamenti, in maniera flessibile e su base plurisettimanale, in misura, di norma, non eccedente le quattro ore.

10. Per il personale insegnante che opera per la vigilanza e l’assistenza degli alunni durante il servizio di mensa o durante il periodo della ricreazione il tempo impiegato nelle predette attività rientra a tutti gli effetti nell’orario di attività didattica.

Art. 29 – Attività funzionali all’insegnamento

1. L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.

2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative:

a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;

b) alla correzione degli elaborati;

c) ai rapporti individuali con le famiglie.

3. Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da:

a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue;

b) la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione. Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti; nella predetta programmazione occorrerà tener conto degli oneri di servizio degli insegnanti con un numero di classi superiore a sei in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue;

c) lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione.

4. Per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli studenti, in relazione alle diverse modalità organizzative del servizio, il consiglio d’istituto sulla base delle proposte del collegio dei docenti definisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli studenti, assicurando la concreta accessibilità al servizio, pur compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell’istituto e prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra istituto e famiglie.

5. Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi.

Di seguito un paio di articoli freschi freschi sull’istituto INVALSI:
Che cos’è l’INVALSI – Il Fattoi Quotidiano
Invalsi: dove tutto è precario, anche la scuola – Il Manifesto


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...