Storia di una sanzione disciplinare (puntata 16)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Una professoressa di Firenze ha compiuto un’utile analisi di quanto incide la fortuna (o il caso) nella valutazione fatta con le prove ’INVALSI sugli alunni delle terze medie. L’analisi documenta il livello tragico di “torsione” e abbattimento dei risultati ottenuti con i test delle prove che intrinsecamente risultano non idonee a misurare conoscenze e saperi e la cui “oggettività” nel misurare gli apprendimenti è decisamente inesistente.

Test Invalsi & Fortuna

Il mito dell’obiettività: un’analisi dell’attribuzione del punteggio nei quiz Invalsi

I test standardizzati sono obiettivi?

L’unico momento obiettivo della maggior parte dei test standardizzati è quello dell’attribuzione del punteggio se fatto da una macchina accuratamente programmata. Decidere quali elementi vanno inclusi nei test, come vanno formulate le domande, quali sono le risposte da definire come “corrette”, come somministrare il test e l’uso dei risultati sono tutti passaggi realizzati soggettivamente da esseri umani.

(da: faq sui testi standardizzati)

Il sistema di attribuzione del punteggio nei test Invalsi è obiettivo, cioè garantisce un punteggio equo, in cui non incida o perlomeno abbia scarsa incidenza, la fortuna?

Mettiamo da parte il contenuto dei test, la loro “qualità”, la congruenza con quello che si studia a scuola, tralasciamo anche la questione di quanto incida l’ambiente familiare e sociale, tralasciamo anche i contenuti pedagogici, l’eccessiva lunghezza del test, l’astrusità e l’ambiguità delle domande, in pratica tralasciamo tutto quanto e immaginiamo che i test Invalsi siamo i migliori test possibili, perfetti, coerenti, ben calibrati ed esatti, accettiamo questo paradosso per soffermarci su un solo aspetto: la fortuna.

Quanto incide la fortuna sui test Invalsi?

Procediamo con ordine.

Prendiamo il caso di due studenti-tipo, uno studente A, decisamente fortunato e uno studente Z, decisamente sfortunato e analizziamo l’esito del loro esame sulla base del punteggio attribuito secondo i criteri stabiliti dall’Invalsi (le griglie di correzione sono facilmente reperibili sul sito dll’Invalsi).

L’esame di riferimento è la prova Invalsi dell’esame di Stato della terza media dell’anno scolastico 2011-2012.Nel viene fuori la seguente tabella (ma potete divertirvi ad elaborarne altre, altrettanto paradossali).

Studente A

Il nostro studente-tipo, dotato di molta fortuna, ha realizzato un punteggio finale di 74 ed ha quindi ottenuto come voto finale 8.

Per ottenere questo punteggio ha ottenuto 40 punti nella prova di italiano e 34 punti nella prova di matematica.

Per ottenere i 40 punti della prova di italiano ha risposte correttamente a:

– 22 domande del blocco A ottenendo 30 punti

– 12 domande del blocco B ottenendo 10 punti

– Ha risposto bene, in totale, a 34 domande ottenendo un punteggio di 40

Nella prova di matematica i 34 punti sono ottenuti così:

– 16 domande del blocco A pari a 25 punti

– 4 domande del blocco B pari a 5 punti

– 3 domande del blocco C pari a 4 punti

– Ha risposto bene a 23 domande pari a 34 punti

Complessivamente nelle due prove, il nostro studente fortunato ha risposto bene a 57 domande ed ha avuto come voto 8

.

Studente Z

Il nostro studente-tipo, decisamente sfortunato, ha ottenuto il punteggio finale di 64 ed ha ottenuto come voto finale 6.

Per ottenere questo punteggio ha ottenuto 30 punti nella prova di italiano e 34 punti nella prova di matematica.

Per ottenere i 30 punti della prova di italiano ha risposte correttamente a:

– 13 domande del blocco A pari a 15 punti

– 19 domande del blocco B pari a 14 punti

– 2 domande del blocco C pari a 1 punto

– Ha risposto bene, in totale, a 34 domande con un punteggio di 30

Nella prova di matematica i 34 punti sono ottenuti così:

– 15 domande del blocco A pari a 20 punti

– 13 domande del blocco B pari a 10 punti

– 3 domande del blocco C pari a 4 punti

– Ha risposto bene a 31 domande pari a 34 punti

Complessivamente nelle due prove, il nostro studente sfortunato ha risposto bene a 65 domande ed ha avuto come voto 6.

Un sostenitore dei quiz Invalsi potrebbe obiettare che non è significativo il numero totale di risposte esatte, ma la qualità delle domande: il nostro studente fortunato potrebbe avere risposto a domande più difficili.

E’ lo stesso Invalsi a smentire questa possibilità.

il nostro studente fortunato si contraddistingue per aver risposto correttamente ad un numero più elevato di domande del blocco A (38 domande, contro le 28 dello studente sfortunato). Il nostro studente sfortunato ha risposto correttamente ad un numero più elevato di domande del blocco B (32 domande, rispetto alle 16 del suo compagno fortunato).

Nella “Griglia per l’attribuzione del voto della prova nazionale”, nella sezione italiano, l’Invalsi dichiara che:

Il blocco A è costituito da un sottoinsieme di domande o item1 che sono state individuate secondo i

seguenti criteri:

1) relativa “facilità” rispetto alle altre domande sulla base delle risposte date dagli alunni in sede di pretest;

2) copertura equilibrata di tutte e quattro le parti del fascicolo di Italiano;

3) coerenza sia con le Indicazioni Nazionali sia con le prassi più diffuse a livello d’insegnamento nelle

scuole.

Nella sezione relativa alla matematica l’Invalsi ribadisce che:

Il blocco A è costituito da domande o item individuati con i seguenti criteri:

1) copertura equilibrata di tutti e quattro gli ambiti oggetto di valutazione definiti dal Quadro di

Riferimento (Numeri; Spazio e figure; Relazioni e funzioni; Dati e previsioni);

2) relativa “facilità” rispetto alle altre domande dello stesso ambito sulla base delle risposte date dagli

alunni in sede di pre-test;

3) riferimento a contenuti significativi nell’ambito dell’insegnamento-apprendimento della matematica;

4) coerenza sia con le Indicazioni Nazionali sia con le prassi didattiche più diffuse nelle scuole.

Quindi, non solo il nostro studente sfortunato ha risposto a più domande, ma ha risposto anche a domande più difficili! Anzi, forse è proprio questo il suo problema: non segue la previsione statistica delle risposte fornite dai suoi coetanei, cioè risponde correttamente alle domande che ai suoi compagni risultano più difficili e si “perde” nelle domande più semplici per la maggioranza dei suoi coetanei. In altri termini, usa modalità di pensiero divergenti.

Il peso preponderante dato alle domande del blocco A ha una sua spiegazione: aumentare il punteggio ottenuto dai ragazzi con difficoltà scolastiche.

Senza questa iper-valutazione delle domande facili (o meglio, di quelle che risultano facili alla maggioranza degli alunni) diversi alunni in difficoltà, ammessi all’esame di terza media, magari dopo aver seguito un percorso di recupero, verrebbero bocciati in sede di esame, a causa delle scellerata decisione di far derivare il voto finale dell’esame di terza media dalla media statistica di tutte le prove di esame e del voto di ammissione.

Una sola soluzione è auspicabile:

I quiz Invalsi nell’esame di terza media vanno aboliti.

Silvana Vacirca


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