Storia di una sanzione disciplinare (puntata 21)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

È raro ma… a volte succede!

Diversamente da alcune maestre della scuola di Flavio io non penso affatto che la posizione dei Dirigenti scolastici sia quella delle “vittime” tra l’incudine dei lavoratori e il martello del MIUR. Penso all’opposto del ruolo indispensabile ed importante che i dirigenti e la loro funzione giocano nel processo del degrado della scuola pubblica. Le prove INVALSI costituiscono una cartina di tornasole di rara efficacia, a fronte di una norma che definisce “attività ordinaria” lo svolgimento delle prove INVALSI la stragrande maggioranza dei Dirigenti riesce a millantare le prove come “obbligatorie”.
Questo atteggiamento, assunto dal 95% dei Dirigenti, testimonia la loro aspirazione ad “interpretare” la volontà espressa in qualsiasi forma dal “potere” che li sovrasta (e che stabilisce l’entità della loro remunerazione variabile), come la “legge” che non sono.

Così in questi anni abbiamo assistito a “strisciamenti” inverecondi che hanno definito “Legge”, una qualsiasi circolare che non aveva alcuna fonte normativa a monte, le “note” che anziché chiarire la norma in oggetto diventano norma, un parere di un avvocato come “la sentenza del Consiglio di Stato”…. una strage continua della certezza del diritto, una tensione continua ad intuire prima, interpretare poi, imporre quindi ai Collegi ed ai docenti singoli la “la nuova normativa” ad insegnanti sempre più frastornati, rassegnati e arrendevoli una “norma” inesistente frutto solo di un’ansia di conformismo e obbedienza non dovuta.
In questa loro funzione i Dirigenti vengono sostenuti da schiere di docenti, passivi, disinformati, acritici che sembrano impersonare, ancora una volta la “banalità del male” definita da Anna Harendt  oltre 50 anni orsono.  I Dirigenti quindi rappresentano, sempre secondo me, l’anello forte di una catena di comando che ha aggirato il Parlamento, il Ministero (ormai ridotto ad una scatola vuota), il buon senso e il dettato costituzionale della libertà di insegnamento, ed ha come punti di riferimento diretti, il MEF (ministero dell’Economia e Finanze) che decide i tagli degli organici, i “pensatoi” (Associazione tre elle, fondazione Agnelli, Compagnia di San Paolo) che dettano legge, senza alcuna legittimazione, agli stessi Ministri, le “agenzie” tipo INVALSI che senza nessuna legittimazione dettano i “nuovi programmi” agli insegnanti tutti.
Ma anche tra i Dirigenti esiste una grande varietà. Quella che pubblichiamo qui sotto è l’esempio di una varietà rara, quella riflessiva, attenta che pur avendo intrapreso la strada sanzionatoria, ci pensa, s’informa, riflette e decide per l’ARCHIVIAZIONE come sarebbe legittimo aspettarsi anche dalla dirigente del maestro Flavio. Qui sotto pubblichiamo questa ARCHIVIAZINE motivata con argomenti di rilievo che se non faranno pensare la dirigente in questione potrebbero comunque costituire un utile informazione per noi genitori e tanti insegnanti.

Piero Castello


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