Insegnanti, la punizione arriva col decreto d’urgenza

Nel riquadro a pagina 5 de il Manifesto del 29 ottobre dal titolo “SCUOLA/ SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA”, forse a causa dell’indispensabile sintesi, è stato trattato molto genericamente il “decreto scuola” che il 30 ottobre ha fatto il suo esordio in aula alle Camera dei Deputati.
Tra i molti aspetti che meriterebbero un approfondimento mi limito a ricordarne due. Il primo procedurale, ma sostanziale per come stanno andando le cose per la scuola negli ultimi 20 anni, è che, ancora una volta, il Governo ha deciso di procedere con un Decreto Legge per un provvedimento che solo molto parzialmente ha il carattere di “straordinario di necessità e urgenza”, e però consente di aggirare che i temi passino al vaglio dell’opinione pubblica e delle eventuali mobilitazione ma anche venga aggirata la possibilità che il Parlamento affronti con serietà e consapevolezza gli argomenti posti dal provvedimento.
Il secondo, ma fortemente connesso con il primo aspetto procedurale, è quello posto dagli articoli 16 e 18 del disegno di legge. L’argomento di entrambi è l’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione).
L’articolo 16 è quello che istituisce: “l’aggiornamento obbligatorio del personale scolastico… per migliorare gli esiti nelle valutazioni nazionali INVALSI e degli apprendimenti, in particolare nelle scuole in cui tali esiti presentano maggiore criticità”. (Il testo in grassetto è l’effetto peggiorativo degli emendamenti della VII Commissione).

I risultati perversi di questo testo sono almeno:

  1. Trasformare l’aspirazione degli insegnanti ad un aggiornamento serio ed efficace proposto dall’amministrazione in sede universitaria, in un obbligo, coatto e punitivo.

  2. Stabilire che il miglioramento degli esiti nelle valutazioni nazionali Invalsi costituisce un obiettivo fondamentale e normativo per la scuola del nostro paese.

  3. Dare all’INVALSI il potere di determinare quali debbano essere i contenuti e le metodologie da adottare nelle scuole.

  4. Dare all’INVALSI il potere di premiare o punire gli insegnati in relazione all’obbedienza che essi mettono in atto rispetto alle “prove oggettive e standardizzate” elaborate e imposte dall’INVALSI stesso.

Per realizzare ciò il Disegno di legge riesce a stanziare 10 milioni di euro per il solo 2014 mentre da anni il MIUR non spende una lira né per l’aggiornamento volontario degli insegnanti né per finanziare dipartimenti, cattedre universitarie per lo svolgimento di attività di ricerca e studio sugli apprendimenti e le modalità del loro svolgimento.
L’articolo 18 stanzia 8,1 milioni di lire per l’assunzione di “Dirigenti tecnici per il sistema nazionale di Valutazione”. Si tratta degli Ispettori Scolastici, ormai in via di estinzione al MIUR dove dovrebbero svolgere funzioni fondamentali e dove non vengono assunti neanche quelli vincitori del concorso del 2008. Segno che l’INVALSI è ben più potente del querulo MIUR e dei subalterni ministri che si sono succeduti. Questi Ispettori dovranno essere formati dall’INVALSI e poi far parte dei Nuclei di Valutazione Esterna sguinzagliati sempre dall’INVASI presso “le situazioni da sottoporre a verifica, sulla base di indicatori di efficienza ed efficacia previamente definiti dall’INVALSI medesimo” (punto b) comma 1, articolo 6 DPR n. 80/2013).
Michel Foucault avrebbe scritto un nuovo libro “Sorvegliare e punire” – “Nascita della prigione/scuola.”

Piero Castello


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...