Storia di una sanzione disciplinare (puntata 47)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

La lettera di solidarietà  dei genitori al maestro obiettore

Questa la lettera di solidarietà che il comitato dei genitori dell’istituto comprensivo di via Ferraironi di Roma ha inviato al Maestro Flavio Marracchia obiettore di coscienza Invalsi. Ricordiamo che, sempre i genitori del medesimo istituto, negli scorsi anni si sono resi protagonisti di un efficacissimo boicottaggio dei quiz non mandando i propri figli a scuola nei giorni delle prove.

Il comitato dei genitori dell’istituto comprensivo di Via Ferraironi (ex-Iqbal Masih/Pisacane/Baracca) esprime la propria solidarietà al maestro Flavio Maracchia, punito per essersi rifiutato, facendo obiezione di coscienza, di “somministrare” i test invalsi ai suoi alunni di quinta elementare.
Come genitori riteniamo la pratica dei test invalsi lesiva dei diritti dei bambini e ne denunciamo l’impatto distruttivo sulla scuola pubblica, perché:
– il cronometro e’ la negazione del rispetto dei tempi di tutti, dei tempi distesi, del tempo pieno;
– i test a crocette omologano e promuovono la competitività invece di insegnare la cooperazione;
– i bambini diversamente abili e di altre culture sono invisibili e non fanno neanche numero;
– non vogliamo che i nostri figli siano schedati nel corso della loro formazione;
– riteniamo insopportabile oltre che ipocrita che si spendano milioni di euro per gli ispettori mentre si tagliano maestre, risorse e tempo alla scuola pubblica;
– i diversi governi italiani, e non solo quelli italiani, hanno deciso di imporre le prove invalsi per classificare le scuole tra quelle di serie A e quelle di serie B: noi lottiamo invece per la scuola pubblica di qualità uguale per tutti, dell’inclusione e delle pari opportunità;
– i testi invalsi, mentre vengono descritti come misurazione asettica degli apprendimenti, costringono invece gli insegnanti ad adeguarsi a pratiche e obbiettivi didattici assolutamente discutibili, attraverso un ente che non ha competenze pedagogiche ma si impone soltanto con ricatti economici e disciplinari (ai singoli e alle scuole);
– i test invalsi inducono competizione anche tra gli insegnanti, contribuendo all’attacco alla collegialità e alla cooperazione nel lavoro: nella programmazione, nella verifica, nel ragionamento e nell’intervento sulle criticità.
Come genitori negli anni scorsi ci siamo organizzati per boicottare i test invalsi non mandando i nostri figli a scuola nei giorni delle prove: le percentuali di presenza sono state bassissime e intere classi hanno disertato la scuola, dando un muto benvenuto agli osservatori mandati dall’Invalsi. Anche quest’anno proseguiremo la nostra lotta perché i nostri figli andando a scuola incontrino pratiche didattiche libere e non maestre costrette a rivolgersi ai bambini seguendo i dettami di regolamenti diseducativi invece che i propri principi educativi.

Vogliamo quindi ringraziare il maestro Flavio Maracchia perché, accanto alla nostra mobilitazione che ci consente di rivendicare la nostra libertà di scelta e la nostra protesta come genitori, il suo gesto consente di fare emergere il punto di vista e la presa di posizione didattica e pedagogica di chi nella scuola ci lavora dedicandoci impegno quotidiano e riflessioni approfondite e consapevoli. E’ un gesto che ci fa sperare che la scuola possa tornare ad essere in tutti i giorni dell’anno un luogo dove possiamo mandare i nostri figli senza temere discriminazioni, vessazioni, insulsaggini.

W la scuola del tempo Pieno. W la scuola del tempo perso

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