Storia di una sanzione disciplinare (puntata 56)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Il quizzaccio

A leggere quanto segue, si direbbe che il fascino del “gioco molto serio” lanciato da questo blog abbia fatto breccia anche nella Ajello, neo presidente Invalsi protagonista di questa intervista. Se così fosse ne andremmo orgogliosi.
Condividiamo quindi gli “apprezzamenti” per la prova di lettura in seconda elementare dello scorso anno (sollecitiamo chi non l’abbia ancora fatto a cimentarsi con il gioco).
Ma non condividiamo molto altro del Ajello – pensiero.

1) Non minimizziamo gli strafalcioni alle sole domande. Come abbiamo documentato nella puntata 55 si tratta di un’errata impostazione di sistema dovuta ad una totale estraneità dei dirigenti dell’Invalsi al mondo della ricerca, al mondo della pedagogia e della scuola, una vera banda di falsari e truffatori.
2) Non pensiamo affatto che l’Invalsi possa essere redento da un personale un po’ più scaltro e preparato e neanche se nutrito di ottima volontà. Le critiche che andiamo muovendo alla valutazione degli apprendimenti con l’uso dei test oggettivi e standardizzati è molto più radicale: i test, anche i migliori, hanno, almeno, l’effetto di selezionare gli insegnamenti ed i programmi in funzione della loro misurabilità con metodi quantitativi.
3) Non condividiamo che sia stato l’ingresso dell’Invalsi a segnare l’introduzione della “cultura della valutazione” nella scuola italiana. Anzi, pensiamo esattamente il contrario, l’Invalsi ha congiurato per distruggere una cultura della valutazione splendida ed unica nel nostro paese. Basta ricordare la legge 517 del 1977 che ha abolito le pagelle ed introdotto nella scuola dell’obbligo le schede ed i giudizi che avevano una buona dose di narratività, caratteristica fondamentale per una valutazione pedagogica ed educativa. Il carattere collegiale e cooperativo che aveva assunto la valutazione in tutti gli ordini di scuola. Il protagonismo di bambini e giovani nelle buone pratiche storiche degli strumenti di valutazione. Persino la valutazione di sistema era prevista, di base e democratica, negli organi collegiali che avevano tra i loro compiti la valutazione problematica della/e scuola/e  a tutti i livelli a cui agivano. Certo mancava la valutazione con i quiz…ma non era un gran danno, forse era l’effetto  di una approfondita cultura della valutazione che era riuscita anche ad espellere, in alcuni ordine di scuola, perfino la valutazione decimale.
4) Il discorso potrebbe continuare per pagine e pagine…e noi cercheremo di farlo tutto sin dalla prossima puntata mettendo a confronto “la valutazione quantitativa e quella qualitativa”, un nodo di fondo senza aver sciolto il quale anche la presidente Ajello non sarebbe che un gattino cieco alla ricerca della mamma.

La presidente dell’INVALSI dichiara di non capire gli indovinelli della II elementare! Ma dove li pescano ‘sti geni della propaganda?
 Sembra poi rinviare l’introduzione dei quiz alla maturità (ricordo che la direttiva triennale del MIUR parlava di introdurli all’esame di maturità nell’arco di un triennio che scadrebbe alla maturità del 2015).
Ecco di seguito l’intervista ad Anna Maria Ajello presidente dell’istituto INVALSI.
Piero Castello

“BASTA TRABOCCHETTI: DAL PROSSIMO ANNO CAMBIERÀ IL TEST INVALSI”

La presidente Ajello: ma la valutazione è importante, deve restare

di Flavia Amabile – 6 maggio 2014

ROMA – Mai più domande trabocchetto, mai più quiz inutilmente arzigogolati: la promessa è della presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello alla vigilia della nuova tornata di test che prendono il via da oggi (6 maggio 2014 n.d.r.) coinvolgendo oltre due milioni di studenti fino a giugno. Gli ultimi a sostenere la prova saranno i ragazzi di terza media per i quali il test sarà prova d’esame.
Con i test Invalsi tornano anche le polemiche. Lei ha scritto ai docenti alla vigilia delle prove accennando allo sviluppo di pratiche didattiche più efficaci.

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One response to “Storia di una sanzione disciplinare (puntata 56)

  • salento

    Certo che se lo dice la Ajello che sti quiz sono una cialtronata…
    14.000.000 (quattordici milioni) di euro l’anno per imbastire “prove sulla base di tranelli o furbizie” (testuali parole sue).
    Quindi fin’ora abbiamo scherzato?
    Quanta carta igienica avremmo fornito alle scuole con tutti quei soldi?
    Ma non ne dovrebbe rispondere qualcuno di questa porcata?

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