Gli isegnanti Rosalba Falzone e Mauro Zanella in scipero della fame per chiedere al Presidente Mattarella di essere ascoltati

Riceviamo dall’amico Mauro Zanella e pubblichiamo.

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Carissimi genitori, carissimi amici e colleghi, io e Rosalba Falzone abbiamo iniziato lunedì mattina, subito dopo l’ultima colazione, uno sciopero della fame a tempo indeterminato.
Non si tratta di un digiuno di protesta, forma di lotta che prevede un tempo prestabilito e limitato e che può avere carattere di massa con staffette a rotazione.
Nel nostro caso la fine dello sciopero della fame non dipende da noi.
Il nostro sciopero della fame ha due obiettivi: il primo e principale è chiedere al nostro Presidente della Repubblica di ricevere una delegazione dell’Associazione “Per la Scuola della Repubblica” ente accreditato dal Ministero della Pubblica Istruzione per la formazione degli insegnanti.
A rappresentarci ci saranno quindi persone esperte nel campo giuridico per esporre al Presidente On. Sergio Mattarella i motivi per cui riteniamo incostituzionale quello che ad oggi, mercoledì 8 giugno, è ancora un DDL, ma che molto presto, probabilmente e salvo miracolose sorprese ad oggi molto improbabili, diventerà una legge approvata dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei Deputati e portata all’attenzione del Presidente per la promulgazione.
In questo senso la fine del nostro sciopero, estrema arma non violenta di protesta, e, di conseguenza, la nostra salute fisica vengono poste, con fiducioso ottimismo, nelle mani del nostro Presidente.
Ci siamo visti costretti ad iniziare la protesta prima della definitiva approvazione della Camera dei Deputati perché temiamo un’accelerazione che ci impedirebbe di promuovere un tipo di lotta che ha i suoi tempi.
Date le alte temperature abbiamo infatti escluso uno sciopero della sete che in pochissimo tempo ci avrebbe portati a rischiare la vita senza dare il tempo al Presidente di esaminare con il giusto discernimento la nostra ragionevole richiesta.
Tuttavia ci sono margini di rischio che aumenteranno di giorno in giorno e sinceramente vorremmo evitare ai nostri famigliari di vivere con eccessiva apprensione questi giorni che dovrebbero essere di serenità e riposo.
Abbiamo fiducia nel fatto che il nostro Presidente accolga la nostra richiesta di dialogo diretto.
L’On. Sergio Mattarella conosce le tematiche che riguardano la Scuola poiché è stato Ministro della Pubblica Istruzione.
L’On. Mattarella è un uomo che ha mostrato indipendenza come giudice Costituzionale e che ha dei valori forti che guidano da decenni la sua azione politica iniziata in forma attiva e diretta dopo l’assassinio del fratello Piersanti, Presidente della Regione Sicilia e strenuo oppositore della Mafia e nemico di quella parte di mafia che si è annidata nei palazzi del potere.
Ci auguriamo quindi di interrompere nei prossimi giorni la nostra protesta che ha un carattere “estremo” poiché estrema è la situazione in cui noi ci troviamo: un esecutivo che ha imposto una devastante controriforma neoliberista contro il diritto allo studio che imporrà alle nostre scuole autoritarismo, gerarchia e competitività fine a se stessa (i principi del neoliberismo) tentando di affossare il modello democratico, laico, partecipativo, accogliente e solidale che si era affermato sul campo grazie all’impegno della stragrande maggioranza degli insegnanti e ad alcune coraggiose e vere riforme approvate negli scorsi decenni (la Scuola Media unica, il Tempo Pieno e il Tempo Prolungato, l’inserimento e l’integrazione dei bambini diversamente abili con la chiusura delle classi differenziali e delle scuole speciali… l’inserimento dei bambini rom e sinti, con la chiusura delle classi Lacio Drom, e l’inserimento dei bambini stranieri senza passare dalle cosiddette “Classi Ponte”…).
Altro andava invece fatto: Abrogare la controriforma Gelmini e ripristinare un vero Tempo Pieno e il tempo modulare, con le relative compresenze da finalizzare a progetti di inclusione, recupero o ampliamento dell’offerta formativa, abrogazione nella scuola primaria e secondaria di Primo grado dei voti numerici per ritornare ai giudizi…
Andava considerata come testo base di una vera riforma la Legge di Iniziativa Popolare emersa dal mondo della scuola.
Il governo doveva trovare il modo di implementare le risorse economiche destinate alla Istruzione, alla messa a norma delle strutture scolastiche ormai fatiscenti, all’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari di cui la scuola ha assoluta necessità (e come da sentenza della corte europea), per fornire risorse da destinare alla didattica e all’innovazione.
Le risorse destinate al diritto allo studio sono investimenti e non spesa: investimenti necessari tanto più in un momento di crisi economica se dalla crisi si vuole uscire innovando e scommettendo sul futuro.
Il governo ha imposto ai senatori dei partiti di maggioranza il ricatto della Fiducia e la minaccia di misure disciplinari (inaccettabili e incostituzionali poiché i parlamentari rappresentano la nazione senza vincoli di mandato).
Il governo ha quindi affossato il carattere parlamentare della nostra Repubblica sfruttando il fatto che deputati e senatori vennero eletti con una legge antidemocratica e successivamente dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.
Il governo ha umiliato l’intero mondo della Scuola rifiutando un vero dialogo, sfidando tutti i sindacati che ora infatti si ritrovano uniti in un inedito fronte di resistenza.
Non si può governare contro il mondo della Scuola, presidio di libertà e democrazia in ogni angolo del nostro amato Paese.
Lo sciopero del 5 maggio è stato un referendum sulla politica del governo e sulla sua proposta di controriforma, un referendum la cui partecipazione costava un forte sacrificio economico a lavoratori impoveriti ai limiti della soglia di povertà (o qualcuno pensa che una coppia di insegnanti possa permettersi di comprare una casa a Roma?)
Il verdetto è stato unanime e storico: mai vi è stata una simile adesione ad uno sciopero nella storia della scuola italiana.
Chiediamo ai colleghi, agli studenti e ai genitori di non fermare la resistenza portata avanti fino ad ora con grande generosità in maniera attiva da una parte importante ma insufficiente di persone.
Chiediamo, ad esempio, di scrivere con urgenza, ai deputati del proprio collegio o della propria parte politica invitandoli a non subire ricatti e a avere il “coraggio dei giusti” respingendo, a parte lo stralcio delle assunzioni, la controriforme.
Chiediamo a chi se la sente di affiancarci in uno sciopero della fame, sotto controllo medico, o in un digiuno di protesta o in mille altre forme di mobilitazione possibili…
Infine una ultima considerazione: il Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, è garante della Costituzione e dell’unità nazionale.
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha spaccato la nazione umiliando un organo della Repubblica.
La Democrazia, la Costituzione, la tenuta della Repubblica sono oggi nelle mani del Presidente…più modestamente nelle mani del Presidente poniamo fiduciosi anche la nostra salute e la nostra stessa vita.
Mauro Carlo Zanella Insegnante elementare con 29 anni di servizio docente nella Scuola Elementare “Emanuela Loi”
Via della Pisana
Roma
(tel. 3294555291)


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