Ai Segretari, ai Portavoce di:

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No InvalsiIl 30 aprile 2014 l’Insegnante di Scuola Primaria Flavio Maracchia ha depositato mediante il suo legale un ricorso avverso un provvedimento disciplinare (avvertimento scritto con richiamo ai doveri d’ufficio) con cui la Dirigente Scolastica Carmelina Impera gli contestava la non somministrazione dei test INVALSI di matematica alla classe quinta in cui prestava servizio. Il Maestro Flavio aveva argomentato il suo rifiuto avanzando una riserva di obiezione di coscienza, ampiamente argomentata, il cui nucleo di senso consisteva nel ritenere i test non congruenti con lo stile d’insegnamento impartito, in riferimento al principio di libertà costituzionalmente protetto (art 33). La Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, non produceva proprie deduzioni e delegava la Dirigente Scolastica a rappresentare il MIUR con propria memoria.

La sentenza del Giudice designato dal Tribunale di Roma (Sez. Lavoro 4°), pronunciata al termine dell’udienza pubblica del 28 maggio 2014, respingeva l’istanza del ricorrente. Le motivazioni contenute nel testo si basavano esclusivamente sulla memoria della Dirigente contenente informazioni false (riferimento ad una delibera del Collegio Docenti, la cui convocazione non prevedeva il punto all’O.d.G., tanto che nel verbale non appare la parola “INVALSI”;l’Istituto non è citato neanche nel POF), richiami normativi lacunosi, interpretazioni del mandato conferito dal MIUR all’INVALSI per attività non previste nemmeno dal suo Statuto. Il Giudice concludeva con l’affermazione che l’insussistenza del ricorso era determinata anche dalla lieve entità del provvedimento disciplinare comminato.

Il Maestro Flavio ha deciso di ricorrere avverso questa sentenza e ha affidato al suo legale il mandato di presentare l’istanza (le nuove spese legali – a cui potrebbero aggiungersi quelle derivanti da un ulteriore respingimento – sono state sostenute anche da alcuni membri del Gruppo NoINVALSI di Roma). A maggio del 2015 si è nuovamente negato alla somministrazione dei test non suscitando alcuna reazione da parte della Dirigente Scolastica. Altri Dirigenti a fronte di analoghi rifiuti alla somministrazione (Liceo “Mamiani” di Roma, l’Istituto Comprensivo “Fortuzzi” di Bologna, fra i più noti) non hanno ritenuto di dover infliggere sanzioni. Sorge spontanea la riflessione sulla posizione di molti dirigenti e docenti intorno alla obbligatorietà dei test INVALSI.

Dato sommariamente conto della vicenda, di cui si possono leggere gli atti qui allegati, ci chiediamo quale posizione intendano assumere le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni in indirizzo che, per altro, hanno manifestato in più occasioni la loro opposizione, o la loro perplessità, circa la costituzione stessa dell’Istituto INVALSI e del Sistema Nazionale di Valutazione. Ricordiamo che la FLC-CGIL ha presentato istanza di annullamento al TAR-Lazio (ricorso introduttivo 13/09/2013; motivi aggiunti 14/11/2014 a seguito dell’emanazione della Direttiva 14/09/2014 n.11 e della Circolare 21/10/2014 n. 47) del Regolamento DPR 28/03/2013 n. 80, viziato per illegittimità costituzionale, eccesso di potere, incompetenza. Purtroppo nulla è dato sapere sul percorso legale del ricorso, depositato dallo studio legale Angiolini & Associati di Milano.

Sappiamo che alcune organizzazioni sindacali ritengono “persa” la battaglia legale contro l’imperante presenza dell’INVALSI, pur considerando il legame organico fra i suoi scopi e quanto previsto in materia di valutazione nazionale, ai diversi livelli, dalla Legge 107/2015. Ovviamente, siamo d’accordo che le lotte siano una questione essenzialmente politica e non materia di soli provvedimenti legali. Ma siamo altresì convinti che atti di “esonero”, di “sospensione” dai propri presunti oneri da parte dei docenti che si rifiutano di aderire agli effetti devastanti di dispositivi di governance, rappresentino una battaglia squisitamente politica. Soprattutto alla luce della crescente opposizione ai test in tutto il mondo, come pratica non solo scolastica, ma legata alla triade merito-competizione-valutazione ispirata da organizzazioni interessate a processi di valorizzazione privatistica dei cosiddetti “capitali umani”.

Si tratta, a parer nostro, di sostenere le azioni legali, anche quelle destinate al fallimento, con un loro inquadramento all’interno di più vaste opposizioni alle manovre in atto tese a devastare la scuola pubblica. Le sconfitte sono sempre servite ai movimenti di lotta per ripartire da una più diffusa coscienza dei lavoratori rispetto ai propri diritti e alle violazioni degli stessi. Soprattutto quando in gioco, come nel caso della scuola, c’è il destino educativo di migliaia di studenti e dunque il futuro dell’intero Paese.

 

Roma, 10 novembre 2015
Gruppo NoINVALSI


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