Che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa. Ovvero, l’Araba Fenice

Ci è pervenuta, tramite lo studio legale che si occupa del caso del Maestro Flavio Maracchia, obiettore di coscienza contro la somministrazione delle prove INVALSI, qualche notizia sul ricorso avverso il DPR 28/03/2013 n. 80 (regolamento del sistema nazionale di valutazione) che l’FLC-CGIL ha presentato al TAR-Lazio in data 13/09/2013 e per i motivi aggiunti il 14/11/ 2014.

In breve: Il TAR non ha ancora messo in calendario l’esame e l’attesa si protrarrà ancora per qualche mese. Ciò potrebbe volere dire che il ricorrente non ha chiesto e/o comunque non ha ottenuto la sospensiva e la procedura d’urgenza. Ma significa anche che i giochi non sono chiusi.

Malgrado la scarsa propensione alle metafore guerriere, gli opliti, i fanti greci cari a Flavio Maracchia, ci tornano utili. Come gruppo NoINVALSI proviamo a non scappare, a continuare ad attaccare, malgrado le sorti della lotta contro La Buona Scuola siano piuttosto incerte.
Nello specifico il contagio che vorremmo diffondere è quello dell’avversione al sistema nazionale di valutazione. Per questo consideriamo la battaglia di Flavio contro la sanzione ricevuta per non aver svolto le prove INVALSI un terreno da non abbandonare. Come saprà chi ci legge abbiamo sostenuto la presentazione del ricorso in appello dopo la vergognosa sentenza di primo grado, scritta male, argomentata peggio, frutto di disattenzione al tema specifico e alla scuola in generale.

Sempre nell’ottica di non abbandonare il campo, abbiamo in svariate occasioni chiesto alla FLC-CGIL informazioni sul ricorso, ma la FLC tace. Non pubblica nulla in merito sul sito, non risponde a domande dirette (Renata chiese al Segretario Pantaleo di informare sul caso i presenti ad seminario piuttosto affollato, svoltosi al Liceo Mamiani, ma non ci fu alcuna risposta). Purtroppo spiace segnalare la scarsa attenzione in merito anche da parte di altre OOSS (Sana competizione? Ad ognuno il proprio fronte? Disuniti si vince?), ma soprattutto da parte degli iscritti alla FLC. Anche quelli critici, quei compagni che frequentiamo nelle assemblee autoconvocate, per composizione e finalità orizzontali, in rotta con i vertici burocratizzati.
Tornando al rapporto tattica-strategia, pensiamo che anche le battaglie perse sono importanti in una guerra di logoramento. E ci scusiamo di nuovo per la metafora che in questo caso dispone di buoni padri. Sollevare una questione tanto grave come un vizio di costituzionalità, la illegittimità, e dunque la susseguente nullità, di un decreto approvato a Governo dimesso, è comunque una buonissima tattica di assalto alle schiere confindustriali-renziane-invalsiane. Anche se il TAR respingerà il ricorso, la questione sollevata potrebbe provocare molto scompiglio. Nel caso del nostro compagno Flavio potrebbe instillare nei giudici di appello più che qualche dubbio. Perché lo ribadiamo, malgrado la scarsa attenzione rivolta anche a questo caso dai sindacati maggiori (solo Stefano d’Errico, portavoce degli UNICOBAS, ha risposto al nostro appello di sostegno) non si tratta di un episodio isolato, di un fatto personale, si tratta di difenderne uno per difenderne cento. Insomma, il contagio…

Gruppo NoINVALSI


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