Chi valuterà i valutatori?

InvalsiLa disposizione  del 9 novembre 2015 n. 19 della Presidente dell’INVALSI ha dato avvio al Servizio Nazionale di Valutazione (SNV) previsto dal Regolamento n. 80/2013. Leggo l’informazione dal sito dell’FLC-CGIL (www.flcgil.it) come mi è stato suggerito da alcuni compagni in modo da poter svolgere alcune osservazioni nel merito dell’iniziativa e sul commento del sindacato di categoria.
Con questa disposizione si è costituita la Conferenza per il  Coordinamento Funzionale del SNV composta dalla Presidente dell’Istituto Anna Maria Ajello, dal Presidente dell’INDIRE Giovanni Biondi, dal rappresentante del MIUR Giancarlo Cerini; il gruppo che si è già riunito due volte e ha pubblicato un documento di sintesi dei lavori, reperibile sul sito  (www.invalsi.it)
I componenti sono a tutti noti. La Presidente, figura piuttosto sbiadita, inoffensiva a fronte del più vivace Direttore dell’INVALSI, Paolo Mazzoli, buon comunicatore, capace di dire cose banalissime sulla scuola come nella recente, lunga intervista sulle prove censuarie. (www.genitoreattivo.wordpress.com 12 dicembre e 24 dicembre 2015); l’onnipresente Giancarlo Cerini, Dirigente Tecnico (ispettore) dell’Emilia Romagna; Giovanni Biondi, capo della decotta agenzia per la formazione più volte surclassata dalle iniziative trasversali dell’INVALSI e minacciata di estinzione (dal 2007 Agenzia per l’Autonomia Scolastica poi ripristinata come INDIRE nel 2012).
I compiti della Conferenza – che riassumo – sono di avvio e supervisione delle  diverse fasi in cui si articolerà la valutazione esterna, ovvero quella che segue la redazione da parte delle scuole del Rapporto di Autovalutazione (RAV); fra le decisioni assunte figura il cronoprogramma:
1. la pubblicazione del documento divulgativo contenente proposte e indicazioni di lavoro ricavate dalle esperienze sperimentali VALeS, VM, USQ; gli acronimi riguardano attività le cui voci sono valutazione, sviluppo, miglioramento, ecc; ne abbiamo dato conto utilizzando la testimonianza di una dirigente che ha fatto parte del nucleo VALeS in cui denunciava la vergognosa preparazione e la ancora più farraginosa fase di lavoro sul campo (www.genitoreattivo.wordpress.com 26 gennaio 2015);
2. la modalità di selezione campionaria delle scuole per zona geografica e ciclo (da 350 a 400)
3. l’individuazione degli esperti in due distinte categorie, quelli interni alle scuole, e gli autentici “saggi”, dirigenti scolastici, pedagogisti, studiosi di ricerca qualitativa, ricercatori di management delle organizzazioni;
4. l’avvio da febbraio del “training” dei nuclei (da 50 a100)
5. la calendarizzazione delle visite (durata 3 gg) che si concluderanno con “l’exit meeting” (incontro finale) a carattere “confidenziale” e con la pubblicazione del rapporto entro 30 giorni dalla visita.

Seleziono due riflessioni critiche e due proposte della FLC:
i) la bontà della scelta campionaria, soprattutto in assenza di indicatori di valutazione certi (come già accaduto per il RAV “schiacciato” sui dati delle prove INVALSI);  l’“incredibile” conferma del reclutamento extra lege degli ispettori-valutatori;
ii) l’eliminazione della prova nazionale a fine primo ciclo; la moratoria per le prove censuarie (“obbligatorie” per tutte le classi coinvolte).
La pagina si conclude con la sconsolata considerazione della perdita di senso della Valutazione Nazionale.

Per quanto mi riguarda credo che potremmo essere soddisfatti delle proposte se non rivelassero la consueta ambiguità della FLC sul ruolo dell’INVALSI e del SNV.  Ben più deciso era il testo del ricorso al TAR-Lazio presentato il 13 settembre 2013 (diventato un vero rompicapo!) laddove si metteva in gioco la credibilità di tutto il sistema di valutazione regolato dal dispositivo n. 80; si citava il parere del Consiglio di Stato (16/01/2013) che evidenziava come un eventuale nucleo di valutazione esterno alle scuole di nomina INVALSI fosse un contingente illegittimo, privo delle prerogative di legge, visto che bandire posti per il corpo ispettivo spetta al MIUR. Oggi, su questo aspetto, il ministero crea ulteriore confusione indicendo il concorso per 48 posti di ispettore. Faranno parte dei nuclei del SNV? Parteciperanno alla formazione prevista dall’INVALSI dopo, durante l’espletamento concorsuale? Non avranno nulla a che vedere con l’avvio delle visite? Ancora, nel merito delle riflessioni della FLC sottolineo come venga sempre ignorata la “fonte” intellettuale e operativa dell’INVALSI, gli ispiratori della Fondazione Agnelli e della TREELLLE, questione non da poco quando si parla di deviazione di scopo dalle funzioni di valutazione per il miglioramento, perversione, dico io, non contingente,  ma strutturale. Giorni fa, trovandomi a Torino, ho avuto modo di leggere il testo di una intervista a Andrea Gavosto, Direttore della Fondazione Agnelli, sul quotidiano  La Stampa e di ascoltarlo al TG Regionale-Piemonte, entrambi organi di informazione allineati al regime. Il tema era la graduatoria effettuata dalla Fondazione sulle migliori scuole secondarie piemontesi che rivelava come la stretta collaborazione fra istituti e imprese private (vedi alla voce Alternanza-Scuola-Lavoro!!!) aveva già favorito l’inserimento lavorativo degli studenti provenienti dai primi classificati. Gavosto di fatto affermava fra le righe che chi fa politica scolastica in Italia, dettando l’agenda al Governo, sono i padroni.
Se poi si ha voglia di entrare nel sito dell’INVALSI, si possono analizzare, attraverso slides e video, i documenti sul SNV avviato, qui solo riassunti. Il gruppo responsabile della documentazione on line, è guidato da Donatella Poliandri, già distintasi per superficialità, arroganza e impreparazione durante le fasi di formazione e di gestione  del progetto VALeS, su citato. Ne estrapolo alcune perle: gli esperti leggeranno documenti prodotti dalle scuole, verranno effettuate interviste in omaggio alle tecniche di valutazione qualitativa ma, ovviamente, si valuteranno i dati relativi alle prove INVALSI; fra i documenti autoprodotti (si fa per dire…) all’apice dell’interesse ci sarà il RAV ma, attenzione, non per farne una meta-valutazione sullo stile di compilazione, bensì per ritrovarvi elementi utili alla valutazione esterna e alle sue priorità. Ancora una volta tutto nel segno dell’autoreferenzialità del valutatore ufficiale.

Ieri, chiudendo i lavori del Comitato per il No al referendum confermativo sulla trasformazione del Senato, venivano ribaditi alcuni principi che mi tornano utili in queste righe. Coloro che si muovono ambiguamente fra “si, no, ni”,  su problemi importantissimi per il nostro paese, e la questione del SNV/INVALSI lo è, creano un danno enorme destabilizzando, con il loro comportamento incoerente, l’opinione pubblica. Insomma, quel che  fa l’FLC da quando esiste l’INVALSI.
Concludo con un piccolo omaggio a Paolo Mazzoli, laureato in fisica. Niels Bohr, fisico quantistico, scriveva nel 1929 a  proposito dei problemi di osservazione e misura dei fenomeni:
“  […] non è possibile trascurare l’interazione tra oggetto e strumento di misura […] ritorna […] il problema dell’oggettività dei fenomeni, che ha sempre attirato su di sé tanta attenzione nelle discussioni filosofiche […] dobbiamo, in generale, essere preparati ad accettare il fatto che una spiegazione completa di una stessa questione possa richiedere diversi punti di vista che non ammettono una spiegazione unitaria” (“I quanti e la vita”, Bollati Boringhieri Torino, 1965 p 6 passim). Concludeva dicendo che l’analogia fra i problemi di misurazione dei fenomeni di fisica atomica e quelli posti dai comportamenti umani in generale non era azzardata, e si scusava per l’incursione di un fisico teorico su un terreno umanistico. Io, citandolo, faccio medesima ammenda, al contrario. La sostanza è che i parametri di valutazione sono necessariamente soggettivi, lo sguardo dell’osservatore è legato alla sua storia ideologica e personale. Il contesto delle scuole italiane è quanto di più variegato si possa supporre. Oggi, nel disastro dell’avvio dell’anno scolastico dopo la 107, troviamo: un organico di insegnanti e di amministrativi a brandelli, l’assenza di una formazione unitaria, classi affollate, una disponibilità scarsa di fondi a parte i 500 “sesterzi” elargiti da Renzi, il pasticcio del POF triennale. Cosa potrebbe rappresentare il campione rispetto alla situazione complessiva e, soprattutto, cosa proporre se non l’azzeramento del Regolamento 80 e della legge 107? Soprattutto, se lo scopo dell’INVALSI è fare da macchina da guerra al controllore e punire, odierno pensiero unico, di quale affidabilità potrà mai essere dotato questo istituto per offrire consulenze al miglioramento del sistema?

Renata Puleo, NoINVALSI


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