Competizione e meritocrazia a scuola. C’è chi dice NO

RAV, RVE, NEVChe mille fiori nascano…

Indirizzate al nostro blog pubblichiamo le email con in calce la Mozione del Collegio dei Docenti di un Istituto Comprensivo (infanzia, elementari e medie) che riguarda come dice il titolo: Il Comitato di Valutazione, Il Fondo Premiale per gli insegnanti, il Bonus, altra elemosina elargita agli insegnanti che mostrino subalternità e ai miseri poteri scolastici e soprattutto conformismo cognitivo che li fa allineare con le volontà espresse dai poteri fuori e dentro la scuola.
Come si capisce
leggendo la mozione i tre argomenti sono intrecciati, fortemente legati tra di loro, ma per genitori e studenti non è sempre facile capire che a monte di questi tre argomenti, come principio ordinatore, ci sono gli esiti delle prove INVALSI.
I famigerati quiz (nobilitati dalla parola test) che dovrebbero misurare gli apprendimenti degli studenti in forma oggettiva e standardizzata… Possibilità che non esiste né per l’oggettività né per la standardizzazione quando si parla dei viventi, e tantomeno quando tratta di giovani umani.
Ma è importante per chi sta dall’altra parte della cattedra, capire che
le prove INVALSI non costituiscono soltanto il principio ordinatore dei tre aspetti documentati e rifiutati dalla mozione, ma sono il principio ordinatore di una serie di altre attività che la scuola e i docenti sono obbligati a fare perché la catena di comando che inizia con l’INVALSI, tenga e subordini la scuola per tutto l’anno scolastico.
Il RAV (
rapporto di autovalutazione), il Comitato di Valutazione Interno, Il PTOF (piano triennale offerta formativa), il NEV (nucleo esterno valutazione), il RVE (rapporto di valutazione esterno), l’attività di formazione degli Ispettori e degli esperti, sono una costellazione che ruota intorno all’INVALSI, alle prove cosiddette oggettive e standardizzate.
Districarsi in questo mare di
acronimi, di attività esplicite ed implicite, se non è un compito facile nemmeno per i docenti (che vorrebbero fare il loro mestiere: insegnare!), figuriamoci per genitori e per gli studenti i quali spesso nemmeno conoscono il peso burocratico da cui le scuole sono oberate.

Informare genitori, studenti e insegnanti, discutere ed arrivare ad una sempre più efficace opposizione a questo ambaradan è il compito che si è dato questo blog.
È indispensabile per svolgere questo compito che ci sia un’ attiva collaborazione di tutte le componenti scolastiche mediante l’invio di testimonianze, di narrazioni, di documenti, di delibere, ma anche di domande capaci di moltiplicare e approfondire i termini del dibattito.

Gruppo NoINVALSI – Roma

ECCO LE EMAIL COSì COME LE ABBIAMO RICEVUTE:

Ciao a tutti, vi ragguaglio su quanto avvenuto nel mio Istituto.

Si sono candidate 3 docenti e il comitato è stato eletto con il consenso dichiarato o tacito della maggioranza dei colleghi, soprattutto delle elementari, nonostante che nell’assemblea sindacale tenutasi poco prima di Natale la stragrande maggioranza dei presenti (59 su 60) si fosse espressa per la non elezione del comitato.

Su 200 votanti circa ci sono state 90 schede bianche o nulle  con la scritta “no al comitato di valutazione”.

L’RSU ha tentato di fare un intervento per procrastinare a nuova data l’elezione ma è stata verbalmente maltrattata dalla preside.

Giunti alla presentazione del PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa N.d.R) elaborato da una commissione, durata 1 minuto, ho preso la parola per dichiarare la mia contrarietà al piano di miglioramento basato esclusivamente sulla diminuzione del gap tra i risultati dell prove INVALSI di matematica e quelle di italiano…

Ho fatto presente che il compito della scuola media è orientativo e formativo e che nulla hanno di formativo queste prove standardizzate, e tantomeno il tentativo di obbligare i dipartimenti ad elaborare prove standardizzate uguali per tutte le classi di pari livello in entrata, itinere ed uscita, cosa che obbligherebbe tutti i docenti ad insegnare le stesse cose e negli stessi tempi, indipendentemente dagli alunni che si trovano di fronte. Oltretutto ciò confligge in maniera palese con la libertà d’insegnamento. Dopo essere stato interrotto più volte, col tentativo di sottrarmi il microfono…, sono stato anche deriso dalla preside che sorridendo mi ha apostrofato dicendomi che avrei potuto inserirmi nella commissione PTOF contribuendo alla sua stesura e che, volendo, poteva inserirmi anche in tutte le altre commissioni. Vista l’impossibilità di interloquire con un personaggio incapace, ignorante ed arrogante e vista la subalternità e connivenza di una parte cospicua del collegio che rideva a tali stolte provocazioni, non ho risposto, ho posato il microfono e ho abbandonato l’aula con alcuni colleghi.

Quella che si è consumata ieri è una delle pagine più nere (e non mi dilungo su molte altre nefandezze) cui abbia potuto assistere durante gli anni trascorsi a scuola.

Per fortuna stamattina ho ricevuto numerosi attestati di solidarietà da parte di colleghi, con i quali cercheremo di arginare la marea tramite una opzione metodologica di minoranza.

Pensavo che il mio intervento fosse stato sostanzialmente inutile e poco efficace, ma la reazione suscitata in molti colleghi, unita alle scuse che oggi stesso una delle docenti elaborarci del PTOF mi ha fatto personalmente, forse mi fanno un po’ ricredere. Per lo meno molti colleghi (o almeno chi ha un briciolo di spirito critico) si sono resi conto della stupidità, arroganza e disprezzo delle regole che caratterizzano la nostra neoassunta preside.

Ciò non toglie che ” mala tempora currunt”

Un caro saluto a tutti

Ale


Allego mozione del collegio docenti di Montegalda (VI), ICS “Giuseppe Toaldo”.
Per completezza e correttezza, si sappia che è passata a maggioranza (su 78), con 4 contrari e 2 astenuti. I quattro contrari si sono poi offerti per il comitato di valutazione e sono stati votati da 10 persone…

Gianluca
Ps Scusate gli errori nella mozione, legati alla fretta (nella mattinata si è tenuta una concitata assemblea…)

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