Questione di questionari?

Segnaliamo l’articolo del Gruppo NoInvalsi recentemente pubblicato sulla rivista ROARS nella rubrica Lettere.

“Esse, est percepi”. Chissà se il dottor Ricci, responsabile delle area-prove dell’INVALSI, matematico e statistico ignaro, come afferma, di tutto quanto attiene alle materie umanistiche, si è votato alla filosofia di Barkeley , magari apprezzandone la critica allo scetticismo.

Ma forse siamo troppo generose. I questionari “percettivi” che da qualche anno l’Istituto diffonde accompagnando i test, si basano su più semplici (o grossolani, a grossa grana) intenti. Si tratta per bambini, genitori e studenti di mostrare opinioni, sensazioni, punti di vista “di pancia”, così come vengono alla coscienza senza troppo ragionare. Si può rispondere su quello che le domande insinuano, senza ben comprendere quale implicazione potranno avere le risposte fornite. Certo, ogni volta si precisa che si tratta di indagini molto bonarie, prive di intenti di controllo sulle materie indagate, semplici aggregati che saranno elaborati in forma anonima, a utilizzo statistico (e qui entra in campo ancora Ricci, con il suo strumentario numerico, proiettivo, dove il campione è anche…

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