Dove stava e dove sta l’Invalsi?

Scuola elementre Brunacci MilanoLeggendo la lettera dei genitori della scuola Brunacci, tra le altre domande si impone con urgenza la seguente: dove stava e dove sta l’istituto INVALSI mentre avvenivano e avvengono tutti i fatti denunciati dai genitori nella loro lettera che andiamo a pubblicare?
La prima risposta, che viene sulla punta della lingua è: ”INVALSI assente!” ed effettivamente nella lettera non viene mai nominato. La risposta ha invece una sua pertinenza: l’istituto INVALSI, per la quantità di risorse che sottrae alla Scuola, non solo non è servito e non serve a niente ma è attore protagonista del degrado in atto. Mentre le risorse scompaiono, non solo economiche ma anche di energie impiegate per la redazione di grotteschi Rapporti di Auto Valutazione, i problemi rimangono e si aggravano. La didattica quotidiana viene piegata in funzione delle famigerate prove standardizzate.
Incontrando i personaggi che rappresentano in veste ufficiale l’INVALSI, la funzione che più piace loro evocare dell’istituto risulta essere: “Realizzare la fotografia, misurare il sistema scolastico nazionale, rendere possibile il confronto tra le scuole e tra i vari sistemi scolastici e, soprattutto, fornire ai decisori politici, i dati, i criteri, i suggerimenti per gli interventi necessari al miglioramento del sistema”.
Chi ha dato la prima risposta “INVALSI assente” sembra che abbia colto nel segno.
Sappiamo che esiste ormai un coacervo di normativa che stabiliscono quali debbano essere, o dovrebbero essere, le funzioni e i compiti dell’Istituto. Una polluzione normativa cumulata nei suoi pochi anni di vita che autorizza questi personaggi a dire tutto e il contrario di tutto.
A nostro avviso quella risposta arrivata sulla punta della lingua è giusta, ma anche decisamente incompleta, bisogna ribadire con forza che l’INVALSI sta dentro tutto lo sfacelo descritto dai genitori milanesi, ne è una delle cause incombenti.
Acutamente i genitori della Brunacci analizzano il ruolo e le funzioni degli insegnanti e i progetti didattici perché la scuola dei loro figli sia efficace ed educativamente significativa non fermandosi alla scontata se pur concreta denuncia della carta igienica mancante.
Così evidenziano il dramma della carenza di insegnanti, della loro stabilità, della continuità didattica che dovrebbero assicurare, sulla loro responsabilizzazione, su come organizzano gli spazi educativi, se curano l’interdisciplinarità, la crescita dell’autonomia nei bambini, la quantità di ore scolastiche, il valore del personale non docente, per fare una “vera buona scuola” che sia una comunità educante, responsabile e accogliente. Non ignorano altri problemi, l’edificio, la manutenzione, la sicurezza, non li snobbano ma stanno parlando d’altro.
A noi sembra che dietro ogni richiesta dei genitori si agiti il fantasma dell’INVALSI, perché l’idea di scuola Fast Food perseguita caparbiamente dall’istituto ha bisogno di poco.
Facciamo solo alcuni esempi:
– a che servono tanti insegnanti se per misurare gli apprendimenti ci sono i quiz oggettivi e standardizzati? Basta qualche manuale, qualche video e magari qualche maestra che mantenga la disciplina.
– A che serve la continuità didattica, il progetto educativo, il lavoro di gruppo, l’accoglienza, la responsabilità, l’ospitalità? Servono a niente, non sono misurabili, non quantificabili, meglio evitarli creano problemi, non hanno niente a che fare con gli apprendimenti misurabili, facciamo in modo che non intralcino il funzionamento della “buona scuola”, e caso mai, ci pensino le famiglie a casa.
– Organizzare lo spazio in funzione dei bambini? Il coinvolgimento dei genitori e addirittura dei bidelli? La scuola “bene comune”? Tutti inutili orpelli del passato! Bastano i bonus, i premi salariali, gli straordinari, uno staff solerte e prono scelto direttamente dal dirigente scolastico per formare la sua squadra fedele.
Genitori della Brunacci, siamo interamente e convintamente dalla vostra parte. Solo chi ha un’idea di come dovrebbe essere la scuola può capire fino in fondo i danni che sta causando l’invalsizzazione di scuole insegnanti e cervelli.

Fortunato e Piero del Gruppo NoINVASI – Roma


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