L’alternanza scuola lavoro nel 2016

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(1° puntata)

FACCIAMO QUATTRO CONTI

La legge 107/2015 stanziava 100 milioni l’anno per l’attuazione dell’Alternanza Scuola Lavoro.

La ministra Giannini nel suo comunicato del 18 ottobre ha dichiarato che gli studenti che avevano realizzato il nuovo obbligo Nell’anno scolastico 2015/2016 hanno partecipato 652.641 ragazzi” “Quelli che hanno frequentato per il primo anno il nuovo obbligo sono stati 455.062” :

  • Studenti del Liceo: 227.308, erano 12.371 nel 2014/15 (+1.737%)

  • Studenti degli Istituti Tecnici: 140.699, erano 31.592 nel 2014/15 (+345%)

  • Studenti degli Istituti Professionali: 87.055, erano 45.789 nel 2014/15 (+90%)”

Se i soldi stanziati non hanno subito variazioni, per ciascuno studente sono stati spesi 153,22 euro, nell’ipotesi che le risorse dello stato siano state distribuite tutte egualitariamente tra le imprese ospitanti.

Delle 149.795 imprese che hanno ospitato gli studenti si sa poco o niente (chiediamo a studenti, genitori e professori di mandarci racconti e notizie delle loro esperienze. Senza queste testimonianze dovremo “bere” acriticamente i trionfalistici comunicati (le veline dei tempi passati) della ministra e dei suoi successori. Ma intanto proviamo a fare una proiezione di ciò che la ministra non ci dice, né ci dirà mai: QUANTO INCASSANO LE AZIENDE CHE SI PRESTANO AD “OSPITARE” GLI STUDENTI.

UN’IPOTESI SUI RICAVI DELLE IMPRESE

In mancanza di altri dati più completi ed analitici proviamo ad applicare ad ognuna delle 16 aziende con le quali la ministra ha già stipulato la convenzione per il prossimo anno.

Certo è solo un campione, ma può servire per orientarsi nel cercare la risposta alla domanda
A cosa serve l’alternanza Scuola-Lavoro: e a chi serve, e quanto serve?

Le 16 imprese che costituiscono il fiore all’occhiello del MIUR sono, elencate in un allegato al comunicato stampa (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs181016) che fornisce per ognuna di esse una scarna scheda che, tra l’altro, contiene i numeri degli studenti che ospiterà nei prossimi 3 anni. Ne diamo un resoconto essenziale. Con la proiezione dei proventi che potrà trarre dalla propria ospitalità.

Imprese

Numero studenti primo anno

Ricavi 1° anno
in Euro

1) BOSCH

1.000

153.000

2) Consiglio Naz. Forense

4.170

638.000

3) COOP

500

76.500

4) DALLARA

114

17.442

5) GE ITALIA (General Electric)

600

91.800

6) HEWLETT PACKARD

400

61.200

7) IBM

500

76.500

8) INTESA SAN PAOLO

1.000

153.000

9) MC DONALD’S ITALIA

10.000

1.530.000

10) ZARA

576

82008

11) ACCENTURE

300

45.900

12) FCA Group

1.000

153.000

13) ENI (Ente Naz.le Idrocarburi)

750

114.650

14) LOCCIONI

84

12.852

15) FAI (Fondo Ambiente Italiano)

5.000

765.000

16) POSTE Italiane

1.000

153.000

TOTALE

26.994**

4.130.082

Come si è detto, la tabella serve soltanto a dare un’idea dell’ordine di grandezza con cui vengono “retribuite” imprese ed amministrazioni. Gli importi comunque cresceranno mano a mano che tutti i programmi arriveranno a regime triennale e quando l’Alternanza colpirà l’intera popolazione scolastica (1,5 milioni di studenti). Ma quello che preoccupa maggiormente è la richiesta perentoria avanzata dalla Confindustria di aumentare gli emolumenti destinati alle imprese.

Come si vede non sono proprio briciole le spese pubbliche sostenute dallo Stato per “convincere” le imprese ad ospitare gli studenti che lavoreranno gratis.. Colpisce però la somma dei ricavi della Mcdonald’s che riesce a “raggranellare” in un triennio la bellezza di oltre 4 milioni e mezzo di euro; si tratta del budget di una grande industria, tutto esentasse, senza investimenti, senza manutenzione ad hoc.

Già questi soli numeri dovrebbero essere sufficienti per coloro i quali, cittadini, studenti, genitori e docenti, hanno creduto alle balle dei vari governi, confermate da una radicata ideologia corrente, che avevano paventato che l’ingresso delle imprese nella scuola pubblica avrebbe comportato un qualche vantaggio economico… è esattamente il contrario: l’ingresso, nel sistema scolastico serve, indiscutibilmente, alle imprese come una nuova fonte di lucro.

DA DOVE VIENE LA VERA CONVENIENZA PER LE IMPRESE

Non abbiamo dubbi che la maggior fonte di profitto, o più propriamente rendita, arriverà alle imprese dal poter disporre di un ulteriore esercito di riserva per procedere con la produzione con sempre minor costi del lavoro.

Se, per semplificare, gli studenti devono recarsi a lavoro in media per 300 ore nell’ultimo triennio delle scuole superiori (in realtà sono 200 ore per i licei e 400 ore per Istituti Tecnici e professionali), il sistema delle imprese potrà contare su 450 milioni di ore di lavoro gratuito in un triennio.

Le ore di lavoro medio annuo per i lavoratori della UE sono circa 1.500, esattamente 1.475. (Stefano Perri: http//www.economiaepolitica.it/primo-piano/lavorare-tutti-lavorare-meno-come-in-germania/), il conto è presto fatto: si tratta della disponibilità per le imprese di circa 100.000 lavoratori a costo zero salario per ogni anno.

Se prendiamo una remunerazione minima lorda per un lavoratore ad inizio carriera di 20.000 euro annui ( salario mensile di 800 euro netto) possiamo, con buona approssimazione, arrivare a dire che il sistema delle imprese avrà a disposizione, ogni anno, circa 100.000 lavoratori il cui valore a salario minimo si aggira supera oltre i due miliardi di euro l’anno.

Tanto per essere concreti la McDonald’s con 10.000 studenti che lavorano gratis per 100 ore ciascuno cumuleranno un milione di ore di lavoro che diviso per le 1.500 ore di lavoro annuo di un lavoratore dipendente europeo, corrispondono a 666,7 lavoratori annui a tempo pieno, tutto gratis, senza contributi sociali né assicurativi.

Il costo complessivo di questi 666,7 lavoratori in un anno sarebbe, per l’impresa, la bella cifra di oltre 13 milioni: tutti salari risparmiati che si trasformano in dividendi per gli azionisti della società..

E poi rimangono nel complesso almeno 100mila lavoratori in meno e 100mila disoccupati in più: un bel colpaccio per “lorsignori”.

Fulvio e Piero, Pensionati autorganizzati COBAS – Roma


One response to “L’alternanza scuola lavoro nel 2016

  • renata

    Una precisazione, anzi una sottolineatura. Nel lanciare l’ALS di quest’anno, è stata aggiunto alla nuova vesta grafica del manuale un progetto specifico: “I campioni dell’alternanza”. Si tratta delle 16 aziende di cui parlano Piero e Fulvio che si sono distinte per i) numero di studenti coinvolti; ii) esperienze di qualità; iii) percorsi innovativi di formazione. Dunque in un anno sarebbero riuscite laddove alla scuola servono anni di impegno, soprattutto in ordine al terzo punto. Le schede con cui si presentano non sono solo “scarne”, sono imbarazzanti. I progetti occupano mezza paginetta e i box scritti dai vari Amministratori Delegati e Presidenti, un inno al nulla.Ho trascritto integralmente quello di Poste Italiane nell’articolo “Lavorare è fatica” (pagine fb NoINVALSI) Renata

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