Con l’alternanza scuola-lavoro l’istruzione s’inchina al modello McDonald’s

Alternanza scuola lavoro

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Il 18 ottobre il ministero dell’istruzione (Miur) ha presentato il progetto Campioni per l’alternanza. Si tratta di un protocollo d’intesa con sedici aziende per l’alternanza scuola-lavoro nel triennio delle superiori, ed è il modello con cui il ministero ha deciso di lavorare da qui in avanti.

Di alternanza scuola-lavoro parlavamo – e criticamente – già lo scorso febbraio, spiegando cos’era questa nuova disposizione della legge 107 (la cosiddetta Buona scuola): gli studenti dei licei devono fare obbligatoriamente almeno duecento ore di attività aggiuntiva nel corso del triennio, gli studenti dei tecnici e dei professionali devono fare almeno quattrocento ore.

Nel 2015, primo anno di sperimentazione, per molti dirigenti scolastici è stato complicato trovare le aziende disposte ad accogliere – e formare – centinaia di migliaia di studenti. Eppure, il numero fornito dal ministero sugli studenti partecipanti del 2015/2016 è 652.641, e la previsione è di portarlo a 1,1 milioni e 1,5 milioni rispettivamente nel 2016/17 e 2017/18.

Per questo l’accordo Campioni per l’alternanza è stato accolto dal ministero con entusiasmo: le prime sedici aziende coinvolte – Accenture, Bosch, Consiglio nazionale forense, Coop, Dallara, Eni, Fondo ambiente italiano, Fca, General

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