Università: i problemi non sono i titoli di studio della ministra Fedeli

ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca)

Anvur RoarsL’Agenzia è un ente pubblico vigilato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), incaricato dei seguenti compiti: 1)• Valutazione esterna della qualità delle attività delle università e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici; 2)• Indirizzo delle attività di valutazione demandate ai nuclei di valutazione interna degli atenei e degli enti di ricerca; 3)• Valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei programmi pubblici di finanziamento e di incentivazione alle attività di ricerca e di innovazione.

La “invalsizzazione” dell’intera vita formativa dei giovani, ed oltre, per quanto riguarda il segmento dell’Università e della Ricerca, ha come protagonista l’ANVUR che con l’INVALSI ha almeno due forti analogie.

La prima è che sono entrambi ispirati da una filosofia della valutazione esclusivamente “quantitativa” che riesce a mascherarsi, per i non addetti all’insegnamento ed alla ricerca, nella “quantificazione della qualità”. Una maschera difficile da stracciare soprattutto se non si riesce a sottrarsi al paradigma del neoliberismo ed alla sua ottusità tetragona ai fenomeni educativi e sociali, responsabile della riduzione delle istituzioni della Repubblica a mere aziende dispensatrici di merci.

La seconda è che attraverso la “valutazione” anche l’ANVUR riesce ad “informare” di sé l’intero operato e la vita delle istituzioni Universitarie e di Ricerca (finanziamenti, protocolli, procedure, reclutamento gerarchizzazione, competizione, insegnanti/ricercatori…): una cappa soffocante per l’intero percorso formativo.

L’INVALSI ha come caratteristica specifica e spudorata la possibilità di mascherarsi come “Ente di Ricerca”, (art. 1 dello Statuto), che in qualche forma, insieme alla pretesa autonomia, ne salvaguarda anche la irresponsabilità e l’impunità. Insomma sia Scuola che Università sono profondamente infiltrate da “agenti demolitori” ai quali, fino ad oggi, si è riusciti ad opporre soltanto una flebile resistenza incapace o inadatta a coinvolgere opinione pubblica e istituzioni.

Gruppo NoINVALSI – Roma

Di seguito invitiamo a leggere l’articolo di Marco Bella apparso su Roars il 4 gennaio 2017 che ci fa riflettere su come l’Anvur e l’Invalsi siano fatti della stessa pasta.

Università: i problemi non sono i titoli di studio della ministra Fedeli

Mentre il web si scatenava sulla pettinatura della Ministra Fedeli, il 19 dicembre, Andrea Graziosi, presidente dell’ANVUR ha presentato i dati preliminari della VQR* 2011-2014. Nel mondo accademico, i risultati di una ricerca scientifica si annunciano in forma divulgativa alla stampa generalista solo dopo che i dati siano stati già verificati da esperti nel campo, ad esempio dopo che un articolo è stato accettato da una prestigiosa rivista scientifica con rigorosa peer-review. È sorprendente che proprio la valutazione degli articoli scientifici prodotti in Italia abbia invece seguito la strada opposta, ovvero prima l’annuncio e i presunti risultati, senza che sia ancora avvenuta la pubblicazione dei dati in forma verificabile. Questo è un comportamento che si riscontra comunemente nelle pseudoscienze, nelle quali ci sono proclami di risultati sorprendenti ma l’accesso ai dati è precluso alla comunità scientifica. Dichiara il presidente Graziosi:

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*Valutazione Qualità della Ricerca (N.d.r.)

 


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