A volte succede anche…

Succede che un giudice faccia giustizia e un Dirigente Scolastico, insipiente e prepotente, venga smentito, penalizzato e condannato. Succede raramente ma inequivocabilmente.

Il dirigente scolastico, ingegner Antonio Piroddi, sulla scia di molti suoi colleghi, ma con una punta di insipienza in più, ha pensato di irrogare una sanzione fuori di senno che avrebbe dovuto assolvere il compito di: “colpirne uno per educarne 100”. In pratica gli insegnanti devono imparare che la Costituzione si ferma sulla soglia della scuola.
Devono dimenticarsi che “
tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione” (art.21) “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge” (Art.23), “L’arte e le scienze sono libere e libero ne è l’insegnamento” (art.33).
Per il dirigente tutto lo spirito libertario della Costituzione, nata dalla liberazione dall’occupazione nazi-fascista, è ormai obsoleto, bisognerebbe tornare al preside Podestà per essere all’altezza dei tempi.

Quindi bravo il Giudice di Lanusei, ma bravi soprattutto gli insegnanti, tenaci, convinti e pronti a difendere i propri diritti e la propria dignità. I docenti sardi non sono gli unici a non lasciarsi intimidire da dirigenti prepotenti, ministri subalterni, e funzionari INVALSI, ma loro stanno reagendo con particolare frequenza ed hanno contribuito, anche con il sostegno di una sede COBAS particolarmente agguerrita, alla costruzione di un clima culturale e giurisdizionale più favorevole a che la Costituzione non venga calpestata nelle scuole d’Italia.

Qui sotto trovate gli stralci più significativi dei testi che riassumono grossolanamente la vicenda. In allegato troverete sia l’atto del dirigente scolastico che sanziona il collega, sia la sentenza del Giudice del lavoro di Lanusei che annulla la sanzione e condanna il Dirigente al pagamento delle spese.

Piero del Gruppo NoINVALSI – Roma



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