Il fanfarone di regime si mette all’opera

dati invalsiIl solito direttore di ricerca dell’INVALSI, il dott. Ricci, è sceso in campo con le sue solite, negli anni, fanfaronate sulla scuola italiana (comportamento abituale in ogni circostanza in cui sia possibile ascoltarlo, o leggerlo): «di grande soddisfazione», dice Roberto Ricci, responsabile dell’area Prove dell’ente che eroga i test. Oggi 550.774 alunni di seconda elementare e 562.455 di quinta, hanno affrontato i quiz di italiano. Quelli delle seconde, anche la prova di lettura. Complessivamente, l’adesione è stata del 97,5% nelle classi seconde, del 97,46% nelle quinte. (Leggermente) meglio dell’anno scorso, quando consegnarono le prove svolte il 97,46% degli alunni di seconda e il 96,32% di quelli di quinta. »

Sono anni che documentiamo la sagacia comunicativa manifestata dall’INVALSI nel negare l’ informazione agli italiani sulla partecipazione di alunni e studenti alle prove annuali. Sappiamo che il solo detentore dei dati pubblicizzati dal Ricci è l’INVALSI medesimo. Infatti, in tempo reale può venire a conoscenza di quanti alunni stanno partecipando alle prove. Siamo certi che nemmeno il Ministero conosca i dati reali… finirà per avere, eventualmente, quelli che l’INVALSI avrà la compiacenza di fornirgli.

Nel 2015, il nostro gruppo NoINVALSI documentò analiticamente la inattendibilità e la manipolazione dei resoconti (). Si trattava dei grafici del rapporto sulle prove (sempre fonte INVALSI) relativi alla percentuale di partecipazione regionale ( sotto il 25%, dal 25 al 50%, 50 e il 70%, tra il 75 e il 90%, dal 90 al 99%). Qui sotto, quanto dicemmo allora:

 I DATI TRUCCATI

Il Rapporto INVALSI-2015 presenta i tassi di partecipazione alle prove INVALSI al paragrafo 1.4 “L’attendibilità dei dati”.

La loro rappresentazione è affidata a tavole suddivise per regioni e, pur essendo alquanto indicativa, non consente gli approfondimenti che sarebbero necessari. Infatti, mancano sia i dati disaggregati almeno a livello di provincia, sia i dati complessivi, quelli nazionali, indispensabili a fornire un’attendibile quadro d’insieme. Il rapporto si limita al campione (quello ricavato prima delle prove con le scuole “vigilate” dagli osservatori esterni: 6.655 su 115.826, il 5,7 per cento dell’intera popolazione).

Più che una minimizzazione del fenomeno della “renitenza”, sembra un tentativo di occultamento di un fenomeno la cui vastità e gravità è di fondamentale importanza per la valutazione complessiva e specifica di tutta la procedura.

Occultamento, perché i dati inclusi nel rapporto non consentono di valutare il fenomeno di renitenza per qualità (cheating, omissioni nel completamento, rifiuto assoluto alla compilazione) e per quantità (numerosità), per esempio tra gli studenti. Questo aspetto si evince solo tra le righe laddove emerge che il dato più eclatante è l’astensione alle superiori di secondo grado. Se poi fossero stati presentati i dati disaggregati per provincia si sarebbero potute elaborare le ipotesi sulle motivazioni. Tutte questioni che l’Istituto non ha interesse a indagare.”

Il risultato della nostra denuncia fu forse efficace: l’anno successivo il capitolo dedicato alla partecipazione scomparve. Un bell’esempio di trasparenza! ():

OGGI: DI MALE IN PEGGIO

Anche quest’anno dovremmo “credere” e fidarci dell’INVALSI: nel primo giorno di prove l’Istituto annuncia che di 1.113.229 bambine/i (totale tra alunni dei seconda e quinta classe), un milione e 85mila bambini siano andati a scuola e abbiano fatto le prove, e solo 27.832 le prove non le abbiano fatte.

Pur sospettando che sia una fake new (in parola povere: una notizia-bubbola), non potremo mai dimostrarlo perché l’INVALSI , e il dichiarante Ricci, non ci danno un solo dato per il riscontro e la verifica. Anche un bambino ormai sa che l’INVALSI produce milioni di numeri, migliaia di tabelle, migliaia di grafici, ma non riesce a pubblicare nemmeno una tabella seria, credibile E che dire dei giornalisti che pubblicano quel che passa loro Ricci, come i velinari al tempo del fascismo, senza nemmeno porre una domanda di chiarimento, di approfondimento? Se ne può leggere sotto un esempio. I numeri sono quelli che dovrebbero fornire il MIUR o l’ISTAT, senza fare comunicati, sulle loro pubblicazioni. Ma l’ordine gerarchico nella linea di potere e in quella della funzione statistica ufficiale, non valgono con L’INVALSI.

Da Gruppo NoINVALSI – Roma

Dal Corriere.it

Prove Invalsi al via: al test di Italiano ha partecipato il 97,5% delle classi

Nella prima giornata, prove svolte da più di un milione di bambini, nonostante scioperi e boicottaggi annunciati. Le novità in arrivo dal prossimo anno: prove obbligatorie, computer based, per essere ammessi agli esami di Antonella De Gregorio (Ansa)

Archiviata la prima giornata di prove Invalsi, con una partecipazione «di grande soddisfazione», dice Roberto Ricci, responsabile dell’area Prove dell’ente che eroga i test. Oggi 550.774 alunni di seconda elementare e 562.455 di quinta, hanno affrontato i quiz di italiano. Quelli delle seconde, anche la prova di lettura. Complessivamente, l’adesione è stata del 97,5% nelle classi seconde, del 97,46% nelle quinte. (Leggermente) meglio dell’anno scorso, quando consegnarono le prove svolte il 97,46% degli alunni di seconda e il 96,32% di quelli di quinta. Gli scioperi annunciati dai sindacati autonomi e i sabotaggi minacciati nei giorni scorsi contro i quiz «come strumento di valutazione delle scuole, degli studenti e del personale» non hanno rallentato la corsa della macchina organizzativa, che punta «al monitoraggio dei livelli di apprendimento conseguiti dal sistema scolastico, nel suo insieme», non dei singoli alunni, come sostiene ogni volta l’Invalsi. Quest’anno si erano messi di traverso pure i Cinque Stelle, schierati a favore del boicottaggio di test che – a loro parere – tratterebbero i bambini e i ragazzi «come prodotti del supermercato».

Boicottaggio

Gli appelli a invalidare o a non far sostenere la prova si ripetono ogni anno, ma – a guardare le statistiche degli anni scorsi – non hanno grande presa: la partecipazione supera sempre il 90/95%. È previsto un secondo sciopero il 9 maggio, data di avvio dei test per i ragazzi delle secondarie superiori, anche se non è ancora certo che si farà. La commissione di Garanzia, infatti, intende imporne la revoca. «Attendiamo per domani la risposta – affermano i sindacati che definiscono questa ingerenza “ingiusta e discriminatoria” – e poi prenderemo le nostre decisioni, ferma restando la nostra volontà di non esporre docenti e Ata a possibili, per quanto sommamente ingiuste, sanzioni pecuniarie». Ma le prove, almeno a Roma, potrebbero inciampare anche nell’assemblea convocata dai sindacalisti della Cgil-scuola venerdì, «in contemporanea» col test di matematica delle primarie .

Il calendario

Intanto, venerdì 5 si replica con la matematica, sempre per le classi seconda e quinta della primaria, che dovranno compilare anche il Questionario studente. Il 9 maggio sarà la volta dei test per le superiori: coinvolti nelle prove di matematica e di Italiano saranno 543mila studenti di seconda. Anche per loro la tornata di test sarà completata dal Questionario studente, somministrato, ove possibile, in formato elettronico. Mentre il 15 giugno è in calendario la prova nazionale nell’ambito degli esami di terza media: altri 571mila studenti, che portano il totale degli studenti coinvolti dalla prova Invalsi a 2,2 milioni.

Le novità

Intanto, dal prossimo anno entreranno in vigore le novità introdotte dai decreti attuativi della legge 107: i test saranno computer based; in terza media il test non farà più parte dell’esame di licenza e non inciderà sul voto finale. E si svolgerà nel mese di aprile. Inoltre, insieme a italiano e matematica, i ragazzi verranno testati anche sulla conoscenza dell’Inglese. Dal 2018/19, poi, per quanto riguarda le superiori, i test verranno estesi anche alle quinte: gli studenti verranno sottoposti a quiz in inglese, italiano, matematica e gli esiti saranno riportati all’esame di Maturità. La partecipazione alle prove, sia alle medie che alle superiori, sarà obbligatoria, pena la non ammissione agli esami conclusivi.

3 maggio 2017 (modifica il 4 maggio 2017 | 10:41)

Invalsi, 97,5% classi ha partecipato a test

orizzontescuola.it/invalsi-975-classi-partecipato-test/ 3/5/2017

Lo rende noto l’Istituto di valutazione che fornisce anche la percentuale di adesione complessiva: 97,52% nelle classi seconde e 97,46% nelle quinte. In particolare la partecipazione delle classi campione si attesta al 97,87% nelle seconde classi e al 97,46% nelle quinte e quella delle classi non campione fanno registrare un’adesione del 97,50% nelle seconde e del 97,46% nelle quinte. “Il grado di partecipazione delle classi alla prova d’Italiano per la classe II e V primaria è tale – conclude l’Istituto – da garantire ampiamente la significatività della rilevazione sia per le classi campione sia per quelle non campione”. In queste stesse classi venerdì, 5 maggio, si svolgerà la prova di Matematica mentre la prossima settimana (il 9 maggio) sono in programma le prove nella II secondaria di secondo grado. L’Invalsi ringrazia quindi i docenti, i dirigenti e gli stessi alunni che hanno partecipato alla rilevazione.

 


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