Per continuare a dire NO!

Note intorno a una iniziativa che vuole rilanciare dal basso forme di resistenza alla valutazione standardizzata.

di Renata Puleo

Il 20 ottobre, presso la sede dell’associazione Anicia, abbiamo avviato l’iniziativa “Entriamo nel merito”. Lo scopo è creare gruppi territoriali di docenti e studenti che ragionino sulla valutazione cosiddetta oggettiva che, di fatto, sottrae i processi valutativi di tipo formativo e sommativo agli insegnanti. Nell’ottica della formazione di capitale umano ad uso del mercato si sta assistendo alla marginalizzazione e alla svendita della scuola pubblica. Ragionare dal basso, facendo emergere le idee sulla valutazione che dirigono l’azione quotidiana dei docenti di ogni ordine e grado, è lo scopo che ci proponiamo Mario, Riccardo e io (e, come abbiamo constatato, anche altre e altri) come “levatrici” di un pensiero e di una pratica sull’oggetto “valutazione degli apprendimenti”.

Su questa pagina abbiamo pubblicato l’invito all’iniziativa, a cui rimando, con tre nuvolette introduttive e la nostra proposta di “inchiesta”. Le ripercorro sinteticamente.

1. Sulla supposta oggettività. L’esempio della semiotica medica e dei percorsi di umanizzazione della medicina costituiscono un esempio tipico della domanda relativa all’oggettività/soggettività delle attività di indagine, di diagnosi, di prognosi. Operazioni che smontano il “pregiudizio” sulla scientificità inoppugnabile del sapere medico e della lettura oggettiva dei suoi protocolli: qualsiasi comportamento umano è complesso, mutevole nel tempo e nello spazio e, come ci insegna anche la fisica quantistica, la sua lettura è soggetta ad effetti distorsivi continui. Dal che si deduce, in analogia, per il caso scolastico:

  1. ogni valutazione-giudizio (linea di separazione, crinale, ecc) è sempre frutto di uno sguardo orientato, tipico di un osservatore parziale. Nel caso dei test sappiamo che il mainstream – la propaganda ministeriale e mediatica – sottolinea che i test vengono preparati da “esperti”. Ora, qualsiasi expetise si esercita in gruppi di lavoro legati a paradigmi e a convenzioni lì, in quel contesto, stabiliti (nel caso della scuola si deve andare al tormentone sulla competenze, le key skills che dovrebbero inghiottire anche gli obiettivi disciplinari nel vasto programma di formazione del capitale umano per il mercato)
  2. dato per scontato il punto precedente non ne discente la rinuncia alla valutazione, né tanto meno la caduta in una nichilistica relatività. Si tratta di pensare alla valutazione degli apprendimenti – e al suo feedback sull’insegnamento – come un’operazione frutto di sguardi incrociati, in gruppi cooperativi, il cui risultato è sempre in fieri, sempre provvisorio. Anche la valutazione sommativa, finale, a fine percorso, sarà comunque aperta a nuove verifiche dei risultati e dei sistemi per rilevarli.

2. Sui contesti. INVALSI (e ANVUR, per l’assegnazione dei fondi alla ricerca e il controllo peer-review delle pubblicazioni) scambiano l’omogeneità, la standardizzazione delle prove (censuarie e campionarie) e delle verifiche di congruità, per equità, tanto da fare della valutazione un giudizio morale sul comportamento delle scuole (si vedano le frequenti dichiarazioni in tal senso di Roberto Ricci, responsabile-prove per l’INVALSI) e dei ricercatori. La profonda differenza fra i contesti (città-campagna, geopolitica delle regioni italiane, paesi aderenti al PISA/OCSE, difformità dei curricula scolastici, personalizzazione delle proposte didattiche, libertà di insegnamento prevista nel nostro paese dalla Costituzione) rende impossibile la standardizzazione imposta. Essa sta provocando una torsione deleteria fra didattica, progetto educativo e prove. I test orientano la didattica e eliminano i percorsi individualizzati, le scoperte casuali, gli attesi imprevisti, impoverendo la ricerca pedagogica e didattica.

3. Sulla maniacalità, sull’accumulazione. Si è diffusa grazie ai test e ai dispostivi ad essi correlati (Rav; Questionari, Certificazioni, ecc) una “filosofia dei protocolli”. Si tratta di una forma di disciplinamento della scuola come generatrice delle manovre di disciplina sociale della popolazione ad uso della governance neoliberale.

Alla compilazione ossessiva di scale, algoritmi, protocolli, scale, ecc viene sacrificata la relazione fra docenti e discenti e fra gli alunni come gruppo di pari. L’errore perde la sua connotazione di “erranza” come cammino e ricerca per assumere il ruolo rigido di comportamento sbagliato, sanzionabile, con effetto di esclusione e di marginalizzazione.

4. La nostra proposta lavora dunque su questi presupposti e tende ad indagare le idee, le impressioni, gli orientamenti dei docenti e degli studenti sul tema della valutazione.

Non come formatori ma come sollecitatori di discorsi intorno al tema, proporremo alcune coppie di verbi e di sostantivi (es. meritare-merito) in uso nel linguaggio utilizzato per la valutazione delle competenze, così come vengono declinate dalle agenzie di valutazione nazionali e internazionali e dalle aziende oggi impegnate nei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro. Il tentativo sarà quello di decostruire i significati consolidati e di indagare il senso loro attribuito dal mondo della scuola, come percolato verso il basso delle ideologie dominanti e come effetti di resilienza/resistenza al pensiero unico.


One response to “Per continuare a dire NO!

  • pierocastello

    Sono disponibile per la partecipazione ad un gruppo territoriale che potrebbe essere quello di Roma-est (gianicolense, trastevere ostiense,
    XII municipio. Quando arriveremo almeno a tre adesioni in zona potremmo fare lun primo incontro…forse?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...