3.000 euro l’anno per uno studente che vuole lavorare

Il caporalato legale del governo Gentiloni

Alternanza Scuola Lavoro e legge di bilancio (1)

Si stenta a crederlo: uno studente potrà trovare lavoro nella ditta per la quale ha già fatto centinaia di ore di lavoro gratis nell’ultimo triennio scolastico, se oltre essere stato ubbidiente, silenzioso e solerte, pagherà la “tangente” di 3.000 euro l’anno, nella modalità di una estorsione a beneficio dei padroni.

Non è una delle ormai centinaia di angherie che le aziende inventano per ricattare, sottomettere e sottopagare i giovani neo assunti. NO! È proprio lo stato che, nel Disegno Di Legge n. 2960, la legge di Bilancio per il 2018, prevede all’articolo 16, comma 9: “I datori di lavoro privati che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, a tutele crescenti… studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola lavoro… (godranno) l’esonero totale dal versamento dei complessivi contributi previdenziali per un importo pari a 3.000 euro su base annua…”.

Dopo i voucher il Governo Gentiloni rilancia la sua vocazione ad istituire il “Caporalato legale di stato”. Infatti i 3.000 euro di contributi l’anno che il giovane ex studente dovrà pagare per poter essere assunto, non sono che una parte del suo salario. 

Salario differito quello di cui poter fruire attraverso la previdenza, l’indennità di malattia, l’indennità di gravidanza, gli assegni familiari, indennità di disoccupazione… quelle tutele che i suoi nonni e genitori hanno creato e finanziato per 70 anni al fine di rendere i diritti costituzionali reali ed esigibili. Quel salario contributivo che costituisce la parte più evoluta e sociale della retribuzione, destinato alla sicurezza sociale, alla difesa dai rischi connessi alla malattia, alla disoccupazione, alla vecchia, all’inabilità. Un caporalato, quello dello stato mirato, in modo lucido, ad impedire l’esercizio dei diritti costituzionali, malgrado lo stravolgimento della Costituzione sia stato bloccato dall’esito del Referendum di dicembre.

Lo specchietto per le allodole.

Il Governo confeziona specchietti per allodole affinché la pratica dell’ASL non venga rifiutata e rigettata, mentre cresce nel paese la consapevolezza intorno ai suoi veri scopi: disciplinamento del capitale umano e creazione di forza lavoro gratuita. Consapevolezza di cui hanno dato misura le manifestazioni degli studenti, sabato, in tutta Italia (e non a caso dai grandi media criminalizzate!).

Tabella per articolo sulla ASL, IMMAGINE, PRELEVATA DIRETTAMENTE DALLA RELAZIONE TECNICA

Questa tabella copiata dalla Relazione Tecnica che accompagna il testo del Disegno di Legge documenta la portata e il senso del provvedimento.

La colonna centrale riporta l’importo totale del provvedimento nei primi 6 anni di attuazione per la bellezza di 560,4 milioni di euro che dai salari dei neoassunti passeranno nelle tasche dei padroni, i “datori di lavoro”. Non sono bruscolini, mancheranno tutti dalle casse dell’INPS, che raccoglie le contribuzioni dei lavoratori atte a costituire il fondo utile a erogare prensioni e indennità, disposizioni fondamentali per una vita dignitosa di cittadini e lavoratori.

Come mostra la seconda colonna della tabella l’entità dei neo assunti è irrisoria e svela la natura truffaldina del provvedimento. Infatti il numero dei nuovi contratti, che verranno stipulati in occasione del turnover, varierà negli anni fino a stabilizzarsi sui 56.000 .

Ciò significa che dopo i primi due anni verranno assunti con il caporalato in atto l’1% (2018), il 2% (2019), fino al 3% massimo (dal 2020) del milione e mezzo di studenti impegnanti coattivamente ogni anno nell’Alternanza Scuola Lavoro. Quindi un specchietto per far credere a studenti genitori ed insegnanti che l’alternanza consente un reale avvicinamento al lavoro.

L’intenzione del governo è chiaramente quella di mettere in competizione gli studenti, stimolare l’ubbidienza, la subalternità, il conformismo silenzioso. Bisogna che i giovani e le loro famiglie credano che il sacrificio di oggi paga un domani lavorativo. Il domani lavorativo sarà ancora organizzato sullo sfruttamento a cui non sarà possibile opporre una reazione critica di contrasto.

I fiori all’occhiello di qualche rara esperienza positiva saranno esibiti per nascondere centinaia di migliaia di sottomissioni, sotto la spada di Damocle della minaccia alla disoccupazione, all’esclusione ed emarginazione sociale.

Piero Castello, Gruppo NoINVALSI – Roma


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