Fare l’appello: una chiamata in campo

Appellarsi ad una opinione pubblica non ancora soggiogata dalle sirene della scuola renziana.
Chiamare a una riflessione sui danni che la legge 107/2015 ha inferto al sistema nazionale di istruzione obbligato ad adattarsi alle esigenze delle imprese private e del mercato.
Questo il significato del documento che pubblichiamo e che ha già raggiunto oltre 800 adesioni.
Se l’appello conta “solo” sette temi è perché ciascuno di essi è appunto tematico, apre a riflessioni ampie, articolate, in grado di mettere in crisi i dispositivi di cui la famigerata Buona Scuola si serve per sancire lo smantellamento della scuola voluta dalla Costituzione Repubblicana.
I primi firmatari e redattori del documento sono “gente di scuola”. L’esigenza di rivolgersi a studenti, genitori, insegnanti, dirigenti, soggetti politici, è venuta loro dal confronto con una realtà di lavoro deprimente e dal desiderio di ripensare anche i grandi temi del rapporto fra ciò che ha carattere pubblico, statale, privato nell’ampia gamma dei bisogni e dei desideri che possono costituire un Buen Vivir.
La conoscenza e la politica si nutrono vicendevolmente. Parole abusate, ovvero sfruttate al limite del senso, hanno perso ogni capacità di significare e minano questo connubio: merito, competenza, responsabilità individuale, valore, ecc. Occorre riportarle nel contesto storico-sociale, ridare loro ordine simbolico. Un ordine dentro un quadro etico basato sul meritare nella obbligazione verso l’Altro, sulla competenza d’uso della Lingua che ci rende l’animale che parla e che si parla, sulla responsabilità chiamata a misurarsi nel nesso errore/erranza/dubbio, sul valore che viene della cooperazione e non come esito dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Per questo ci preme portare all’attenzione i temi del rapporto fra formazione e lavoro, fra processo educativo e valutazione formativa, fra tecnologia, scienza e scelte etiche, fra norma, diritto e legittimità.
Non chiediamo solo di firmare, chiediamo di portare nelle scuole, nei luoghi di riunione, nelle case uno stimolo alla discussione. Così come chiediamo alle forze politiche di includere nei loro programmi una “sospensione” degli effetti della legge 107/15.
Non ne va solo della scuola, ne va del futuro di un intero paese.

Renata Puleo

Link per firmare: https://sites.google.com/site/appelloperlascuolapubblica

 

Appello per la Scuola Pubblica

Un documento sulla Scuola e sull’Istruzione. Da leggere, pensare e sottoscrivere.‬

Rafael Araujo, Blue morpho golden ratio sequence.

Dalla Costituzione della Repubblica italiana:

Art. 3: ” [..]E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Art. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.  La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.  Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”

 

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