“I bambini fanno a gara per fare le prove!”. Ecco la pistola fumante dei progetti INVALSI nella scuola materna.

Tra le news che scorrono sulla home page del sito INVALSI si possono leggere gli avvisi relativi ai bandi per gli incarichi di esperto prima-infanzia e per sostenere la sperimentazione del RAV INFANZIA, di cui scrive Rossella Latempa nell’articolo di Roars.it del 30 maggio 2019. Poiché il MIUR è un sistema poroso, le diatribe e le manovre interne filtrano e costituiscono una fonte di indiscrezioni funzionali a sostenere l’una o l’altra fazione. Ma anche all’INVALSI qualcuno ha interesse a sfogare malumori. Così al Gruppo NoINVALSI arrivano due informazioni riservate. La prima – si tratta di voci autorevoli – concerne proprio i bandi (questi, quelli già espletati?) e i loro costi. A quanto pare ci sono rilievi della Corte dei Conti perché il budget dell’Istituto non copre la spesa e la richiesta è che rimedi il MIUR. Manovra che ovviamente potrebbe esporre lo stesso Ministero. La seconda – di cui abbiamo prova cartacea – è nel merito della vicenda RAV. Il 30 marzo – con nota rivolta a Paolo Mazzoli – le sfere più alte del Ministero bloccano l’avvio della sperimentazione. Due le ragioni: 1. i questionari predisposti dallo staff Mazzoli – Ajello – Strigher (& C) vengono giudicati inadeguati allo scopo; 2. i tempi sono ormai troppo avanzati e, come si sa, molte cose cambiano nelle scuole fra la fine di un anno scolastico e l’inizio del successivo, dunque si rischia di lavorare su dati e su risposte non più pertinenti all’autovalutazione. L’INVALSI, come si può leggere nel resoconto di Rossella, va avanti comunque, pur con una struttura più leggera rispetto alle prime formulazioni (nota del 16 maggio). Ma la questione più sconcertante è che dal 4 novembre 2018 i funzionari del Dipartimento scrivono all’istituto innumerevoli email di critica a tutto l’impianto. I 4 questionari (genitori, dirigenti, docenti, scuola) predisposti assommano a un totale di 287 domande con tempi enormi di compilazione (40′-60′ ciascuno). Ma la discussione – durata fino a metà aprile scorso – è soprattutto intorno ai contenuti e agli scopi dei questionari. Le domande riguardano dati sensibili sull’idea di bambino, di educazione religiosa, di stili educativi, il richiamo ai “valori” dunque, si direbbero ”non finalizzate al RAV ma sono di fatto un’indagine sulla scuola dell’Infanzia” con “connessioni con le ricerche internazionali” (quelle a cui fa menzione Rossella?). La Stringher, che pare nelle email essere l’interlocutrice privilegiata, accetta di predisporre solo due questionari ma, come abbiamo detto, la sperimentazione parte comunque. Non conosciamo il testo dei questionari cassati e solo le scuole che entrano in piattaforma accedono ai questionari diffusi. La Presidente INVALSI Ajello si è molto piccata quando, alla tavola rotonda convocata il 15 maggio al CNEL dal Viceministro Fioramonti sul tema della valutazione, a cui ero stata invitata, ho accennato alle ricerche internazionali svolte dalla Stringher sulla fascia 3/5 anni e ha negato che l’Istituto ci stia lavorando. A quanto pare al MIUR i funzionari non ne sono convinti.
Di seguito l’articolo di Rossella Latempa.

Renata Puleo, Gruppo NoINVALSI.

“I bambini fanno a gara per fare le prove!”. Ecco la pistola fumante dei progetti INVALSI nella scuola materna

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