De Nicolao, redattore ROARS: PREFERISCO DI NO!

Forse qualche nostro lettore non sa cosa sia ROARS (https://www.roars.it/online/). I ricercatori universitari che ne fanno parte dicono di se stessi:

CHI SIAMO L’Associazione Roars è stata fondata il 26 giugno 2013, è apolitica, non ha fini di lucro, e persegue finalità di carattere culturale, relative in particolare alle politiche della ricerca, ai sistemi di valutazione, alla formazione terziaria.

Detta un po’ in soldoni per genitori non ricercatori, un’associazione che da sei anni critica a suon di contestazioni scientifiche e principi maturati all’interno della comunità scientifica, l’operato, la metodologia, gli esiti del lavoro dell’ANVUR.
Detta sempre un po’ rozzamente l’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), un centro di ricerca per la valutazione della ricerca e dell’università. Pressappoco l’alter ego dell’INVALSI a livello universitario e della ricerca.
Come fa l’INVALSI nella scuola, l’ANVUR produce migliaia di tabelle, milioni di numeri che servono a non capire nulla del reale valore delle Università e delle Ricerche. Ma servono bene a mascherare i conformismi cognitivi e forse anche il carattere clientelare e il livello si sudditanza ai poteri costituiti.
L’ANVUR, ha rispetto all’INVALSI, la buona creanza di non dirsi ente di ricerca, ma si definisce quale veramente è Agenzia Governativa che gestisce la valutazione facendola apparire “oggettiva e standardizzata”: ROARS e il suo sito centinaia di volte hanno contestato con successo questa pretesa Oggettività.
Noi di NoINVALSI condividiamo i giudizi di ROARS, ma aggiungiamo che l’oggettività nella valutazione dei fenomeni sociali, e addirittura per i viventi, non solo non può esistere, ma essa viene sbandierata fraudolentemente e maschera sempre una dipendenza almeno sospetta.
De Nicolao ci racconta con la sua vicenda che ci si può sottrarre alla tirannia del potere, e degli alti emolumenti semplicemente dicendo NO! E scegliere di preservare la propria dignità. Un grazie sentito a De Nicolao, sperando che l’amore per la propria dignità contagi i molti che non la tengono in grande considerazione.

Gruppo NoINVALSI di Roma

Direttivo Anvur: preferisco di no!

di Giuseppe De Nicola

Poco più di un anno fa mi ero candidato, insieme ad altri due redattori di Roars, per entrare nella rosa dei candidati tra cui il ministro sceglierà i prossimi membri del consiglio direttivo dell’ANVUR. Nel corso dell’audizione, avevo illustrato i principi a cui mi sarei ispirato se fossi stato scelto per far parte del direttivo. Poco dopo essere stato selezionato nella rosa, li avevo resi pubblici in forma sintetica: Vedi testo in calce.

Essendo recentemente giunto alla conclusione che non esistano le condizioni per operare nelle direzioni e secondo le linee guida a cui avevo dichiarato che mi sarei ispirato, ho valutato che un eventuale impegno nel Direttivo Anvur non avrebbe ragione di essere anteposto alle esigenze famigliari e ai compiti di didattica e di ricerca.

Per tale ragione, il 2 dicembre 2019 ho comunicato preventivamente al Ministro Fioramonti, tramite PEC, la mia indisponibilità ad accettare un’eventuale nomina a Consigliere Anvur.

Giuseppe De Nicolao

Giuseppe De Nicolao 13 Gennaio 2019 at 12:53

Di comune accordo con il resto della Redazione di Roars, tre redattori (Alberto Baccini, Giuseppe De Nicolao e Paola Galimberti) hanno presentato le loro candidature. Baccini e Galimberti si erano già candidati anche nel 2016, senza essere selezionati a far parte della lista finale dei 15 candidati. Quel bando, a differenza di quest’ultimo, richiedeva ai candidati la presentazione di sintetiche linee programmatiche, che erano state rese pubbliche. Quelle di Baccini e Galimberti sono consultabili qui:

https://www.roars.it/online/esaminati-inauditi-bocciati/

Tra i tre redattori che avevano presentato domanda, solo io sono stato incluso nella lista dei 15 Candidati selezionati dal Comitato per la costituzione del consiglio direttivo dell’ANVUR. All’interno di questa lista i futuri componenti del direttivo Anvur saranno nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro, sentite le competenti Commissioni parlamentari.

Nel corso dell’audizione dell’8.1.2019, ho parlato di tre pilastri.

1. Rigore e trasparenza amministrativa. Esempi da non ripetere: opacità nella nomina di valutatori e gruppi di lavoro, riviste la cui classificazione è stata decisa in sede di giustizia amministrativa, risultati della valutazione cambiati (senza comunicarlo) dopo la pubblicazione, 1,3 miliardi di Euro del dipartimenti di eccellenza distribuiti in base a una classifica i cui calcoli non sono replicabili (la richiesta FOIA è stata respinta).

2. Rigore scientifico: indicatori e metodi scientometrici non devono essere in contrasto con lo stato dell’arte della conoscenza scientifica. Idem per gli approcci valutativi che devono tener conto dello stato dell’arte in discipline quali filosofia, storia e sociologia della scienza. La valutazione deve adattare i suoi strumenti alla realtà che osserva. Non deve accadere che venga chiesto alla pratica scientifica di adattarsi a rigide griglie valutative. Esempi da non ripetere: enfasi su classifiche metodologicamente sbagliate e assegnazione di ingenti premialità (dip. eccellenza) sulla base di indicatori fai da te.

3. Responsabilità. Non è possibile lavarsi le mani relativamente agli effetti delle valutazioni prodotte dall’agenzia, scaricando le “conseguenze non volute” sull’uso errato che se ne farebbe in altra sede, per esempio localmente negli atenei. Non per nulla in UK si parla di “responsible metrics”. Più in generale spetta all’agenzia fare uso delle sue risorse materiali e di personale per analizzare le tendenze, i pericoli e le opportunità della ricerca italiana, alla luce del più avanzato dibattito internazionale. Open science, crisi della replicabilità, frode scientifica e promozione della “sound science” sono temi su cui sarebbe necessario sensibilizzare l’opinione pubblica e fornire elementi conoscitivi ai decisori politici.


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