Dal scuola del tempo pieno alla scuola parcheggio

scuola parcheggio

Le lotte per la scuola democratica e popolare hanno avuto a partire già dagli anni ’70 un caposaldo, le iniziative per il Tempo Pieno. Una caratteristica delle lotte per il Tempo Pieno alle elementari è stata quella di aver tenuto insieme i problemi della cura, della qualità e quella della quantità: 40 ore settimanali indispensabili per consentire una didattica forte, con bambine/i protagonisti dell’apprendimento, con il gioco, il lavoro di gruppo, la lettura, le attività cognitive tutte mediate dal corpo e l’attività, ma anche l’attenzione alle necessità del contesto sociale, del territorio, del lavoro dei genitori, degli adulti.
Nei cinquanta anni che hanno seguito la sua nascita le lotte per la difesa del tempo pieno – sempre sotto attacco – non sono mai cessate del tutto, in modo intermittente sono sempre riprese a volte con successi che hanno superato gli obiettivi immediati. Fino a qualche anno fa il Coordinamento per il Tempo Pieno di Roma ha ottenuto risultati estesi anche a livello nazionale attraverso le sentenze riuscendo a mantenere condizioni migliori soprattutto in presenza delle bambine e dei bambini disabili nelle classi: deroghe con insegnanti uno ad un per i casi con maggiore difficoltà, restituzione delle ore di sostegno rispetto a quelle indebitamene tagliate dagli uffici regionali, numero contenuto di alunni per le classi in cui erano inseriti.
Sebbene negli anni in cui il Coordinamento Scuole Elementari è stato attivo la percezione fosse che i risultati ottenuti fossero insufficienti, la pressione esercitata sul Ministero, sia sotto forma di manifestazioni che in forma di azioni legali attraverso i ricorsi per difendere i diritti delle bambine/i disabili, ha costituito un deterrente che ha avuto il merito di contere il degrado del modello del tempo pieno.
Il numero delle classi richieste, la composizione degli organici per effettuare il Tempo Pieno nelle ore di scuola cui le classi a T. P. avevano diritto, in una certa misura fu salvaguardato proprio grazie a quelle lotte.
A distanza di pochi anni dalla cessazione del Coordinamento a Roma registriamo sia una forte ripresa nella politica dei tagli alle ore settimanali sempre più ridotte, sia un degrado nell’organizzazione e svolgimento della didattica che sta traformando un modello scolastico studiato e imitato nel mondo in una scuola parcheggio sempre più umiliata e degradata.
Ormai il modello Tempo Pieno originario viene difeso con i denti in poche scuole e poche classi nelle città e queste purtroppo sono le conseguenze.

Piero e Fotunato collettivo Ninand@

Lotta per il tempo pieno


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