Scuola del futuro ostacolata dalla scuola “tradizionale”?

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Da Tecnicadellascuola.it

Gentilissimi,

i difensori dell’ “innovazione” a prescindere (cioè della burocrazia, della scuola-azienda, della sottrazione di istruzione e di conoscenza agli studenti) dicono che la scuola soffre a causa di alcuni attardati insegnanti e di conservatori che stentano ad accedere alle meraviglie dell’ “autonomia”, del digitale, della “didattica per competenze”, della figura dell’insegnante come “facilitatore” che aiuta gli studenti a utilizzare pacchetti proposti dalle multinazionali dell’informatica e simili. Sarebbe proprio questo ibrido – scuola del futuro ostacolata dalla scuola “tradizionale” – a rendere il sistema poco efficace. Eliminata l’anomalia degli insegnanti che vogliono ancora insegnare e magari – horribile dictu – “spiegare” le cose ai propri studenti, tutto andrà a posto: autonomia, nuove tecnologie e nuove metodologie (non si sa applicate a cosa, ma tant’è), didattica per competenze, “formatori” e aziende potranno finalmente raggiungere appieno i loro meravigliosi risultati.

Non si rende conto, chi fa questi ragionamenti, di un fatto che sarebbe abbastanza semplice, se lo si volesse vedere: la persistenza di una scuola in cui si insegnano, si imparano, si elaborano, si fanno propri dei contenuti culturali (cioè umani) attraverso la parola e la relazione si spiega non con l’ostinazione “conservatrice” degli insegnanti, ma semplicemente perché questa è LA scuola, un modello di istruzione che funziona (con i necessari, continui aggiustamenti, certo, specie nella scelta dei contenuti da proporre), che garantisce una crescita umana e culturale a un grandissimo numero di ragazzini, e che invece si vorrebbe sostituire con uno che non funziona affatto.

Non è che le spinte “conservatrici” fermino il “progresso”, è il contrario: è che

un’idea assurda come quella di una scuola senza conoscenza – nella quale i “metodi” (validi solo se “innovativi”, al di là di qualunque riflessione sulla loro opportunità ed efficacia) non siano più un mezzo per veicolare contenuti culturali significativi, ma diventano essi stessi IL contenuto – non riesce a imporsi del tutto perché va contro il buon senso, nonostante sia sostenuta da decenni di indottrinamento ideologico e da un sistema politico decisissimo a regalare il campo dell’educazione a poteri economici che hanno bisogno di consumatori, non di esseri umani a tutto tondo.

Luca Malgioglio

Draghi… un regaletto per le fondazioni private

La lettera che abbiamo pubblicato è stata mandata da un professore di un Istituto Tecnico Statale al periodico on Line “la Tecnica della Scuola”

Finalmente un riscontro alle nostre denunce con le quali documentiamo che gli ITS privati (Istituti Tecnici Superiori) istituiti dalle Fondazioni sono delle vere e proprie bufale per i gonzi disposti a credere alla propaganda che si è sviluppata in tutti questi mesi per spingere gli studenti ad iscriversi a dei “Percorsi” fatti soprattutto di lavoro gratuito, tirocini gratuiti, laboratori gratuiti tutti svolti nelle imprese partner o fondatrici delle Fondazioni che istituiscono gli stessi percorsi, il tutto spacciato per un percorso formativo altamente innovativo.

Percorsi che in maggioranza si realizzano “on the Job”, “Sul Lavoro” senza uno straccio di un salario di retribuzione, pensati per insegnare l’obbedienza, la subalternità, senza un filo di saperi né di conoscenze. Semmai proprio i saperi e le conoscenze sarebbero utili a formare le COMPETENZE.

Competenze che hanno subito la torsione e la selezione perché siano quelle, e non altre, funzionali per eseguire i lavori di oggi, cioè quelli che non richiedono cultura, autonomia, senso critico, Inutili orpelli di ostacolo alle dirigenze e ai Management farciti da Bocconiani e da rampolli di papà.

Lavori, quali? Lavori di oggi, quelli per i quali basta l’addestramento, non certo quelli di domani o dopodomani quelli che non sappiamo quali saranno e per i quali servirà una grande cultura di base per accedere attivamente alle novità, ai saperi che saranno richiesti.

Invero i “percorsi degli ITS sono indubbiamente un percorso per arrivare ai lavori più esecutivi e dequalificati, meno pagati, senza prospettive se non quelle di una futura disoccupazione ed emarginazione: un lavoro come i limoni, spremi e getta.

Ma anche quelli di lavori… non sono per niente assicurati: Tutta la propaganda dei “percorsi” ha come fulcro l’83% dei diplomati assunti!!! Ma Fondazioni, Regioni, INDIRE (Ente di stato che ha il compito di monitorare gli ITS) dimenticano di scrivere che su 10.000 candidati che avevano fatto la domanda ne sono stati allontanati più di 6.000, forse erano troppo inquieti, disobbedienti, critici e intelligenti: non adatti al lavoro on the Job nelle imprese. Quindi i diplomati sono stati solo 3.800 su 10.000 candidati!

Ma si potrebbe dire che questi percorsi sono gratuiti per gli allievi? Assolutamente NO!, nella maggioranza dei corsi c’è una retta da pagare che va dagli 800 ai 1.500 euro, poi ci sono i mezzi di trasporto da pagare, le merende da pagare, non proprio gratuite.

Ma Certamente, se va in porto il PNRR formulato da DRAGHI, i corsi non saranno gratuiti per lo stato e per la fiscalità generale pagata dai cittadini. Infatti Il PNRR ha messo in bilancio 1.500 milioni da trasferire alle Fondazioni. Se le fondazioni dovessero rimanere nel numero di 100, attive l’anno scorso, ogni fondazione verrebbe irrorata di ben un milione e mezzo. Una cifra da sogno che per la scuola pubblica invece rimmarrà tale.

Ci stupiamo quindi che dopo la propaganda battente durante tutta l’estate, pagata soprattutto con i soldi pubblici delle Regioni, il mondo accademico, quello della ricerca, quello della università non abbiano manifestato alcun disaccordo o contestazione. Il regime a vinto a 360 gradi!

Vorremmo avvissare però agli insegnanti delle scuole pubbliche che prendendo piede gli ITS privati anche i posti di lavoro da insegnante si ridurranno a meno di non avvitarsi nel misero e precario mercato delle Fondazioni e dei loro umilianti stipendi.

Agli studenti rivolgiamo l’invito a leggere il rapporto 2019 dell’INDIRE.: “Istituti Tecnici Superiori Monitoraggio Nazionale 2020” Facilmente scaricabile dal sito Ufficiale dell’INDRE e lasciarsi affascinare dal lavoro gratuito, dai tirocini gratuiti, dai laboratori in azienda gratuiti e dalla miseria futura garantita dagli ITS privati.

Piero del Collettivo NiNaNda


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