Incidenti sul lavoro: studenti e minori in prima linea

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“Lo scarica barile” è il gioco che imprese e padronato mettono sempre in campo.
Dopo la morte in gennaio di Lorenzo Parelli ancora incidenti occorsi a studenti che stavano lavorando. Il 14 febbraio a perdere la vita è Giuseppe Lenoci di 16 anni mentre il 23 marzo tocca a un giovane di 21 anni di finire in ospedale investito da un muletto, sempre in Alternanza scuola lavoro nel cantiere navale Danese yachting service a Brindisi.

Che fosse Alternanza Scuola Lavoro, un tirocinio in un corso professionale o un stage in un Istituto Tecnico Superiore non si saprà mai con certezza e poco importa, bisognerebbe seguire localmente lo scarica barile fino alla sua conclusione.
L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) continua a relazionare ogni anno al Parlamento, Camera dei Deputati assenti, ignari insipienti, che TUTTO VA BEN MADAMA LA MARCHESA!
Nell’ultima relazione, quella dell’anno 2020, il presidente Franco Bettoni non è andato più in là di qualche miagolio sommesso perché gli ispettori, dopo la riforma Renzi, sono rimasti 246 (erano 269 nel 2019) mentre le aziende poste sotto la vigilanza e il controllo dell’INAIL nel 2020 sono state 3 milioni/219mila e 19 unità. (pag. 6 della relazione2020 del Presidente). E ll prossimo anno con i pensionamenti andrà peggio.
Intanto succede che ogni anno restano incidentati sui posti di lavoro (dal 2016 a 2020) dai 18mila ai 57mila ragazzini di 14 anni che NON dovrebbero lavorare, ma nessuno parla di loro, finché la tragedia non arriva: Dovrebbero ancora compiere l’obbligo scolastico fino a 16 anni, ma governi e Parlamento sono riusciti ad ottenere una deroga per gli studenti degli istituti professionali, ed ecco puntuali le morti sul lavoro: 8 negli ultimi 5 anni senza che avessero superato i 14 anni, in 67 in età compresa tra i 16 e ii 19 anni. (tabella B2 Relazione annuale INAIL 2020 pag. 23)

Fortunato e Piero del Collettivo NiNaNda


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