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Ennesimo gravissimo incidente in Alternanza Scuola Lavoro


Incidente Alternanza Scuola Lavoro a Rovato - Brescia

Rovato – 17 giugno 2021

Apprendiamo da Fanpage.it di questo nuovo gravissimo incidente avvenuto il 16 giugno a Rovato in provincia di Brescia dove uno studente di 16 anni è precipitato da una piattaforma alta 5 metri.
Si trovava lassù per issare uno striscione nell’ambito dell’attività di Alternanza Scuola Lavoro.
Rilanciamo la notizia di Fanpage perché al momento è l’unico organo di informazione che ha avuto il coraggio di specificare che l’incidente è avvenuto in Alternanza Scuola Lavoro. Una vergogna voluta fortemente da Confindustria e avallata dal governo Renzi nella sua “Buona scuola. Pratica che noi abbiamo sempre aspramente combattuto per le sue infauste impicazioni: manodopera forzata gratuita, tempo scuola sottratto agli studenti e, come dimostra questo ennesimo incidente, pericolosità per l’incolumità di chi vie è costretto.
Ribadiamo con forza che di ennesimo incidente si tratta perché già un altro studente rimase coinvolto in un caso analogo riportando lesioni e fratture alle gambe mentre svolgeva attività di Alternanza Scuola Lavoro. In quell’incidente, accaduto nel 2017 a Faenza, perse la vita l’artigiano di 45 anni che lavorava con lui, anche loro precipitati da una gru con una dinamica molto simile a quella che ha visto coinvolto il giovane sedicenne di Rovato.
Sempre nel 2017 a La Spezia un ragazzo di diciassette anni che frequentava la classe IV indirizzo meccanico dell’Istituto professionale “Capellini-Sauro” si fratturò una tibia guidando un muletto mentre svolgeva le ore obbligatorie dell’Alternanza Scuola Lavoro.
Constatiamo con incredulità e sconcerto come gli altri organi di stampa, in primis il Corriere della Sera, hanno trattato la notizia sorvolando sul fatto che il ragazzo in pericolo di vita per l’incidente dell’altro ieri stesse svolgendo attività di Alternanza Scuola Lavoro dopo averlo e classificato come “apprendista“.

Il nostro blog è al fianco dello sfortunato ragazzo di Rovato e alla sua famiglia nella speranza che le conseguenze siano meno gravi di quelle riscontrate al momento dell’incidente.

Riportiamo di seguito l’unica voce politica che al momento si è alzata per denunciare l’accaduto e cioè quella di Maurizio Acerbo.

Un ragazzo di 16 anni è stato ricoverato in ospedale ieri a Brescia in condizioni gravissime, intubato e in pericolo di vita. È precipitato da 5 metri di altezza mentre stava appendendo uno striscione nel comune di Rovato. Questo ragazzo avrebbe dovuto stare finalmente in vacanza invece era su un braccio meccanico grazie alla vergognosa legge della cosiddetta “Buona Scuola” voluta da Renzi e da Confindustria. A 16 anni non si mandano i ragazzi al massacro. L’alternanza scuola-lavoro va abolita subito! La vostra formazione al lavoro sarebbe mandare i ragazzi ad appendere striscioni? Bisogna alzare l’età dell’obbligo scolastico a 18 anni e non usare la scusa della formazione per procurarvi manodopera gratuita. Grazie alle vostre riforme siamo tornati a una società iper-classista. Chi ha voluto queste controriforme è un nemico della classe lavoratrice. Chi ha introdotto questa legge e l’ha votata è da ritenersi politicamente responsabile di quanto sta accadendo. A 16 anni si deve insegnare ai ragazzi ad amare la lettura, i libri, la conoscenza non mandarli al macello. Non si può rubare la vita ai ragazzi in questa maniera barbara. A E.B. e ai suoi familiari l’augurio più sincero di farcela. A governo e parlamento chiediamo di abolire immediatamente questa legge infame di cui portano le responsabilità tutte le maggioranze che non l’hanno cancellata. 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea


Edifici scolastici, lo stato amaro dell’arte

I dati relativi all’edilizia scolastica non sono facilmente conoscibili perché, nonostante il sito ufficiale del MIUR dedichi all’argomento uno specifico portale fino a circa un mese fa perfettamente funzionante, oggi cliccando sui link più significativi che dovrebbero condurre ai dati imbarazzanti dell’anagrafe si accede a pagine rimosse. Noi fortunatamente siamo in possesso di uno screenshot acquisito nel mese di dicembre prima che le pagine venissero oscurate dove campeggia un dato sconcertante: ben 3.042 edifici “inattivi” più 34 “terremotati” a fronte di 40.160 edifici attivi.

Prima pagina del Portale dell'anagrafe dell'edilizia Scolastica

Prima pagina del Portale dell’anagrafe dell’edilizia Scolastica attualmente oscurata

In base alle conoscenze di cui disponiamo vorremmo affrontare l’argomento in due paragrafi diversi; il primo relativo al reperimento delle scuole abbandonate che dovrebbero immediatamente essere oggetto di una rilevazione e valutazione tecnica.
3.042 scuole sono un patrimonio eccezione, almeno 70.000 aule “inattive” da ripristinare al più presto che consentano la formazione di almeno 140.000 classi con un numero sostenibile ognuna di studenti in sicurezza.

Ma questo non è il solo TESORO edilizio non attivo, Ci sono migliaia di scuole funzionanti che hanno al loro interno un certo numero di aule inutilizzate le

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La scuola azienda spiegata bene da Alessandro Barbero


I dati di Fieramonti sull’edilizia scolastica

“582 scuole sono state costruite prima del 1800, 944 tra il 1800 e il 1920, 3.099 hanno visto la luce tra il 1921 e il 1945; le restanti 11.969 scuole sono state edificate tra il 1961 e il 1975. La maggior parte degli edifici, oltre 21mila, non hanno il certificato di agibilità che posseggono invece 15.689 istituti. Ma ci sono anche le scuole che a questo proposito non hanno fornito informazioni.”

Lorenzo Fioramonti


Che succede nella scuola?

La valutazione nelle mani dell’INVALSI diventa sempre più il pilastro della SCUOLA AZIENDA

L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO, mascherata da PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento), lega la formazione alle leggi di mercato.

COME RESISTERE RIVENDICANDO UNA SCUOLA DEI SAPERI LIBERI?

Presentazione del libro

“Valutare senza INVALSI si può”

sarà presente l’autrice
RENATA PULEO

Interverranno:
Gruppo no invalsi
Collettivo No alternanza di Roma

31 GENNAIO 2020 ORE 18.30

GIARDINO POPOLARE Via Italo Belardi 48

Genzano di Roma


A scuola da cittadini a sudditi la strada per la trasformazione autoritaria di un paese

Non è sempre facile dimostrare, nella situazione attuale il carattere regressivo e reazionario dei provvedimenti che governi e Parlamento adottano per la scuola. Nel caso in questione, modifica dell’esame di stato al termine del ciclo scolastico, la dimostrazione è più facile perché governo e Parlamento non possono mascherarsi dietro “ il costo proibitivo” dello “stato quo” o il mantra della “stabilità di bilancio e lotta al debito pubblico” visto che il costo dell’esame resterà sostanzialmente lo stesso.
Questo governo in assoluta continuità con i precedenti agisce con un atteggiamento autoritario e dispotico nei confronti di studenti e insegnanti che è di monito per tutti i cittadini e non riguarda solo la scuola.
I professori veneziani descrivono nel documento che segue un provvedimento, che come molti altri negli anni, tratta docenti e studenti privandoli di ogni dignità degradando gli uni come gli altri a sudditi rispetto alla loro aspirazione alla cittadinanza Costituzionale.
Anche la scuola nel suo insieme perde il suo status di istituzione della repubblica e prosegue il suo degrado a scuola di regime (un regime per altro cialtrone), scuola governativa, scuola ostaggio dei partiti ai fini Continua a leggere


Cronache di consiglieri economici e capitalismo buono

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) è un organismo di rilievo costituzionale, istituito dall’art 99 della Carta e fondato nel 1957. Attualmente presieduto da Tiziano Treu si compone di rappresentanti delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali. La sua attività consiste nella proposta di iniziative legislative a carattere economico-sociale e nella organizzazione di convegni e seminari tematici. Il Governo Renzi ne propose la soppressione mediante legge costituzionale, bocciata dal referendum del 2015. Quel che segue è un commento relativo a incontri a cui ho assistito, particolarmente interessanti per l’attenzione al tema assai caldo del rapporto fra mercato del lavoro e politiche scolastiche.

Renata Puleo, NoINVALSI

 

Cronache di consiglieri economici e capitalismo buono
da ROARS.it

Nell’attuale fase di ridefinizione della soggettività, del suo formarsi e del suo consolidarsi nel rapporto fra forme di vita e lavoro, sono più pericolose le locuste capitaliste o le api lavoriste e riformiste? Per entrambi gli sciami si tratta di lanciare catene di assiomi corredati da dati statistici atte a creare consenso intorno al nodo fra lavoro e competenze certificate. La questione non riguarda solo la pericolosa china in cui stanno precipitando la scuola, la valutazione e il valore legale del titolo di studio, è in gioco un mutamento culturale profondo che attraversa tutti i campi della vita politica. Diventa così di qualche interesse praticare i luoghi dove si elabora il pensiero sul lavoro, sulle sue trasformazioni sul sistema della formazione pubblica e privata. Il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro (CNEL) ha mostrato di recente un notevole attivismo come promotore di iniziative di studio su tali temi, forse per sottolineare la sua importanza dopo il tentativo del governo Renzi di abolirlo con la riforma costituzionale. Di seguito, alcune riflessioni su Continua a leggere


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