Archivi categoria: alternanza scuola lavoro

La buona alternanza: una contraddizione in termini

Alternanza scuola lavoroCome abbiamo già avuto modo di scrivere, le forme assunte dall’Alternanza Scuola Lavoro in tante scuole italiane dimostrano come tali pratiche costituiscano il nervo scoperto della legge La Buona Scuola. Soprattutto, nella composizione linguistica e ideologica fra lavoro e scuola, esse vanno a fare da perno fra l’idea di lavoro veicolata dalla famigerata Jobs Act e la “riforma epocale” (sic, dalla viva voce di Renzi) del sistema scolastico. L’asse su cui ruota tale nefasta congiunzione è la parola “competenze” presa nell’imbuto della loro “comprovata certificazione”. Parola, femminile-plurale, definita (non una definizione in senso euristico, epistemologico), nei documenti del MIUR dell’INVALSI, nei testi delle Raccomandazioni Europee, come manifestazione di autonomia e responsabilità da applicare nei contesti di studio, essa converge verso la misura dell’adattamento all’ambiente. Ambiente di lavoro, tanto che l’imbuto nel quale scuola e lavoro confluiscono è il Quadro Europeo delle Qualifiche Professionali. Come dice Giordani nella sua testimonianza, formare competenze è una pratica di addestramento al lavoro. Attività occupazionale che esiste solo nelle forme precarie, instabili, ricattatorie dell’attuale mercato della Continua a leggere


Marta Fana Non è lavoro è sfruttamento Laterza, Bari Roma, 2017

di Renata Puleo 

Mentre scrivo queste righe, in televisione l’ex ministro Maurizio Gasparri afferma, fra lo sconcerto dei presenti, che Berlusconi ha veramente creato un milione di posti di lavoro. Di una realtà ben diversa scrive Fana, nota per aver sbugiardato un altro ministro pinocchio, Poletti, sui dati relativi all’occupazione (agosto 2015 su il manifesto). Nel 2015 Garanzia Giovani – bufala polettiana – ha inviato ai Centri per il Lavoro un milione di ragazzi fra i 15 e 29 anni: per un impiego gratis. Di queste mistificazioni, di come esse creino senso comune, del Discorso furbo e spregiudicato di chi ci governa, parla il testo. Convinzione ideologica, pressapochismo, ignoranza sistemica: tutto questo alimenta tre ordini di guerre intestine, contro gli immigrati, fra generazioni, fra giovani in cerca di emancipazione lavorativa. Il concetto di sfruttamento, uso del potenziale di lavoro da parte di chi possiede i mezzi di produzione a danno di chi ne è stato espropriato e può solo vendersi (come corpo-mente), attraversa tutta la riflessione. Puntuale, nella disamina dei Continua a leggere


Scavare nella Storia o semplicemente scavare?

Di Renata Puleo

Il Corriere della Sera pubblica da qualche tempo un inserto intitolato “Buone notizie”. Nelle intenzioni dei curatori si tratta di selezionare fatti ed eventi che rappresentano un voce di speranza per i nostri travagliati paese e epoca storica. Il 14 novembre una delle buone novelle riguardava un progetto di eccellenza nelle pratiche di alternanza scuola-lavoro: “Studenti con il casco. L’Alternanza è scavare nella storia”. L’occhiello metteva a fuoco che i ragazzi del Liceo “Platone”di Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, lavoravano agli scavi in prossimità del teatro greco, invece di pulire cozze come i compagni di Messina1. Dopo averci spiegato a quale storia antica appartiene il sito archeologico in cui lavora (davvero!) un gruppo di archeologi di Varsavia, il giornalista affabulatore di turno, scriveva alcune chicche (talvolta a effetto comico) che provo a commentare in controcanto2.

<<Sono giornate spettacolari!>> esclama Chiara […] distesi sul terreno con i loro caschetti gialli, intenti a scoprire le pavimentazioni, a lavare cocci […] bacinelle di acque tiepida, spazzole e spugnette servono al lavaggio [dei reperti]”.

Effettivamente niente a che vedere con le bacinelle notoriamente luride in cui si lavano i mitili; non solo, prosegue la cronaca, i liceali possono “[dare] uno sguardo all’attività amministrativa, [curare] l’allestimento di una guida online [godere della] possibilità di esercitare l’inglese”

I ragazzi sono entusiasti? Beh, ci sarebbe da immaginarli tutti secchioni o poveri nerd, se preferissero affannarsi sui classici greci e latini invece di stare Continua a leggere


3.000 euro l’anno per uno studente che vuole lavorare

Il caporalato legale del governo Gentiloni

Alternanza Scuola Lavoro e legge di bilancio (1)

Si stenta a crederlo: uno studente potrà trovare lavoro nella ditta per la quale ha già fatto centinaia di lavoro gratis nell’ultimo triennio scolastico, se oltre essere stato ubbidiente, silenzioso e solerte, pagherà la “tangente” di 3.000 euro l’anno, nella modalità di una estorsione a beneficio dei padroni.

Non è una delle ormai centinaia di angherie che le aziende inventano per ricattare, sottomettere e sottopagare i giovani neo assunti. NO! È proprio lo stato che, nel Disegno Di Legge n. 2960, la le legge di Bilancio per il 2018, prevede all’articolo 16, comma 9: “I datori di lavoro privati che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, a tutele crescenti… studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola lavoro… (godranno) l’esonero totale dal versamento dei complessivi contributi previdenziali per un importo pari a 3.000 euro su base annua…”.

Dopo i voucher il Governo Gentiloni rilancia la sua vocazione ad istituire il “Caporalato legale di stato”. Infatti i 3.000 euro di contributi l’anno che il giovane ex studente dovrà pagare per poter essere Continua a leggere


Vademecum per la lotta e il contrasto all’Alternanza Scuola Lavoro

 

Alternanza scuola lavoro Sta gradualmente evaporando il fascino esercitato dall’Alternanza Scuola Lavoro su genitori, studenti e non pochi insegnanti. Il solo “suono” della locuzione ha abbacinato molti che hanno creduto che già solo la presenza della parola lavoro costituisse un avvicinamento ad una realtà lavorativa oggi negata a milioni di giovani e adulti.
L’influenza magica della parola fa il paio con l’attribuzione “naturalistica-catastrofica” alla parola
crisi, proprio come se la crisi fosse un evento naturale sovrumano, come uno tsunami, un terremoto, che domina l’umanità senza potervi opporre alcun significativo cambiamento o prevenzione.
Ma proprio la realtà della disoccupazione chiarisce meglio di altri fenomeni che essa viene programmata e governata lucidamente affinché chi gestisce il potere possa non incontrare ostacoli nell’esercizio del dominio su uomini e donne resi merci privi di diritti. Anzi! La disoccupazione accresce il potere e la ricchezza di chi lo esercita e spesso annichilisce coloro che la disoccupazione la deve subire.
In questa fase in cui la crisi si manifesta con una sovrabbondanza di beni e merci nul
la è più evidente e criminale di chi riesce a governare perché soddisfazione di bisogni ed esercizio dei diritti e Continua a leggere


Alternanza Scuola Lavoro: CHE FARE?

IL CARATTERE DI OBBLIGATORIETA’ E LO SPAZIO DI CONTRAPPOSIZIONE
Renata Puleo

Bisogna partire dal contingente, dando risposte concrete a bisogni immediati e fare in modo che questi vengano percepiti e praticati appunto dentro un progetto più a lungo termine.
(Marta Fana)

PREMESSA

L’introduzione delle pratiche di alternanza fra scuola e lavoro (ASL) è una delle ricadute, forse la più contraddittoria e nefasta, operate dalla Legge 107/2015. Grande calderone di commi dentro un solo articolo, questa legge rappresenta lo strumento per radicali mutamenti del quadro legislativo e istituzionale che fa capo alla formazione delle creature piccole e dei giovani. Gli interventi sul lavoro (Jobs Act), le scelte governative e le posizioni sindacali sulla nuova composizione delle classi sociali e sui cambiamenti nel modo di produzione, in combinato con la Buona Scuola, hanno generato proprio per l’ASL “una girandola di leggi, accordi, intese, protocolli quasi sempre ispirati a ricette confindustriali che propongono facili scorciatoie dell’aziendalizzazione del nostro sistema di istruzione superiore” (Rossi- Caramia, 2017). Il disorientamento dei docenti, delle famiglie, degli studenti è stato e continua ad essere notevole. Se alcuni collegi docenti (pochi per la verità e in contesti italiani caratterizzati da forme di conflittualità “storiche”) hanno scelto di non progettare percorsi di ASL, altri hanno raccolto la preoccupazione di genitori e studenti in relazione agli effetti dell’obbligatorietà allo svolgimento del monte ore, come condizione per l’ammissione all’esame di diploma superiore.

Per provare a inserirsi nello spazio lasciato vuoto dalla normativa (le modalità di progettazione non sono specificate, semmai suggerite nella Guida, che per altro non rappresenta una norma), propongo in queste righe una strada che credo possa esser percorsa, almeno in attesa di altri eventi, non saprei quanto capaci di cambiare la Continua a leggere


L’alternanza scuola lavoro non è emendabile va semplicemente cancellata

Alternanza scuola lavoroNon sono pochi i genitori e gli insegnanti che pensano: “Alternanza Scuola Lavoro, ottima idea!! Peccato che viene realizzata male! Basterebbe un po’ più di impegno del Ministero, qualche programmazione ben fatta dalla scuola, tutor preparati ad hoc, un po’ di finanziamenti in più…” e via mugugnando.
Le nostre idee sono nettamente diverse:
1) La preparazione degli studenti alla futura, ed eventuale, vita lavorativa non ha proprio bisogno di nessuna formazione professionale. È invece indispensabile avere una preparazione di base, una cultura generale che renda possibile un futuro adattamento a lavori e funzioni future che, onestamente, oggi non sono neppure immaginabili.
2) Lo stato non può e non deve farsi carico di una formazione professionale che non potrà che avvenire sui posti di lavoro a partire da una cultura di base vasta e approfondita che la rende possibile ed efficace. D’altronde la nostra Costituzione proprio questo aveva previsto che la formazione professionale, organizzata localmente fosse successiva l’obbligo scolastico e in nessun caso sostitutiva.
3) Il livello di cialtroneria, approssimazione e improvvisazione con cui è stato predisposta la normativa e la successiva realizzazione dell’esperienza non può essere imputato ad un caso o ad un errore da rimediare. Don Milani avrebbe detto che pensare ciò dell’Alternanza Scuola Lavoro sarebbe come pensare che Continua a leggere