Archivi categoria: invalsi

Per continuare a dire NO!

Note intorno a una iniziativa che vuole rilanciare dal basso forme di resistenza alla valutazione standardizzata.

di Renata Puleo

Il 20 ottobre, presso la sede dell’associazione Anicia, abbiamo avviato l’iniziativa “Entriamo nel merito”. Lo scopo è creare gruppi territoriali di docenti e studenti che ragionino sulla valutazione cosiddetta oggettiva che, di fatto, sottrae i processi valutativi di tipo formativo e sommativo agli insegnanti. Nell’ottica della formazione di capitale umano ad uso del mercato si sta assistendo alla marginalizzazione e alla svendita della scuola pubblica. Ragionare dal basso, facendo emergere le idee sulla valutazione che dirigono l’azione quotidiana dei docenti di ogni ordine e grado, è lo scopo che ci proponiamo Mario, Riccardo e io (e, come abbiamo constatato, anche altre e altri) come “levatrici” di un pensiero e di una pratica sull’oggetto “valutazione degli apprendimenti”.

Su questa pagina abbiamo pubblicato l’invito all’iniziativa, a cui rimando, con tre nuvolette introduttive e la nostra proposta di “inchiesta”. Le ripercorro sinteticamente.

1. Sulla supposta oggettività. L’esempio della semiotica medica e dei percorsi di umanizzazione della medicina costituiscono un esempio tipico della domanda relativa all’oggettività/soggettività delle attività di indagine, di diagnosi, di prognosi. Operazioni che smontano il “pregiudizio” sulla scientificità inoppugnabile del sapere medico e della lettura oggettiva dei suoi protocolli: qualsiasi comportamento umano è complesso, mutevole nel tempo e Continua a leggere


Quando reinventammo l’esame di quinta

Renata Puleo, Gruppo NoINVALSI

Correva l’anno mirabilis 2004 anzi, stava per concludersi, nella continuità di governo berlusconiano, con una delle più nefaste performances politiche della storia della scuola italiana.

Il 3 dicembre con la circolare n. 85 la Ministra Moratti, figura chiave della Milano da bere e della scuola da vendere, aboliva l’esame di quinta elementare, ribattezzata in primaria. Si trattava di un provvedimento interno al Dlvo 19/02/04 n 59 che, pomposamente per scelte semantiche e per costruzione di discorso, spostava l’attenzione verso i “nuovi profili” di valutazione, dai programmi ai “piani personalizzati”. Insomma, la solita velenosa ipocrisia, funzionale a far credere agli allocchi che abitano le zone grigie del consenso, che tutto stava mutando in meglio, che i processi sarebbero stati finalmente governati in modo più razionale, scientifico. Secondo il MIUR, e il disattento legislatore parlamentare, bisognava considerare che dalla istituzione dell’obbligo, e soprattutto dalla nascita della media unica (L 21/12/62 m 1859), la quinta classe elementare non era più da considerare una passaggio importante. Insomma, non si “licenziava” (in senso Continua a leggere


Scuola invalsizzata. Stress come parametro del valore?

di Renata Puleo Gruppo NoINVALSI

Leggo sulla rivista <<Art 33>> (maggio-giugno 2017, FlcCGIL) un articolo a firma Pino Salerno sugli effetti di stress dovuti alla somministrazione di test agli studenti di ogni ordine e grado. Nulla di nuovo, visto che da questo blog lo segnaliamo da anni. Ma la novità riguarda due aspetti: i) che dal sindacato più rappresentativo, pur se dall’area non maggioritaria, venga una critica serrata all’INVALSI; ii) che si segnali la corrispondenza fra l’opposizione al Regolamento n. 80 e alla standardizzazione del Sistema Nazionale di Valutazione, e i dati ricavati da una ricerca internazionale.

  1. La posizione in casa Flc è sempre stata piuttosto contraddittoria, orientata a tentare un “miglioramento” delle procedure valutative, spesso con la premessa che “valutare pur si deve”. Come se finora la scuola e gli insegnanti avessero potuto produrre quel che hanno prodotto in termini di buone pratiche se non continuamente sottoponendosi a prove di auto-etero-valutazione. Certo, direbbe il dottor Ricci (responsabile area prove INVALSI), con modalità non scientifiche, non oggettive, alla fin-fine senza garanzie di conseguimento di risultati comparabili statisticamente Continua a leggere

PISA – OCSE contro la pigrizia… e un po’ di opportunismo

ocse - pisaSpesso anche chi sta lottando contro la scuola dei test e la valutazione meramente quantitativa con prove oggettive e standardizzate, quando l’OCSE esibisce dati “accettabili”, non si fa scrupolo di segnalare o addirittura servirsi di dati che promanano dall’esito delle prove PISA o dei voluminosi “repertori” OCSE.

L’articolo di Repubblica online, segnalatoci dalla professoressa Serena di Massa Carrara, ci aiuta a capire la nessuna attendibilità dell’OCSE, dei suoi derivati e delle sue pratiche: le migliaia di tabelle, i milioni di dati che l’organizzazione doviziosamente distribuisce per il mondo non hanno, a breve e a lungo termine, altro fine se non quello di delegittimare sistemi scolastici e formativi pubblici per fare spazio e profondere i finanziamenti per scuole private e prodotti telematici sostitutivi della didattica.

Ricordiamo, ancora una volta, ai nostri lettori che l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) non ha nessun titolo né accademico né democratico, che ne accrediti l’attendibilità. L’unica rappresentanza a cui l’OCSE risponde è quella dei poteri finanziari emergenti nei vari paesi che delegano propri Continua a leggere


Studenti contro l’Invalsi. Di base autorganizzati ma non autarchici

studenti contro l'invalsiSono ormai più di 10 anni che i docenti sono costretti a somministrare e a correggere i quiz dall’INVALSI e sono dieci anni che si manifesta un’opposizione antagonista, irriducibile. Se un qualunque cittadino, studente, genitore o insegnante, andasse a cercare le tracce di questo movimento ne troverebbe molte, disperse, spesso occasionali, soprattutto in rete.

Ma ciò, a nostro parere, è assolutamente insufficiente a far cresce un movimento consapevole e soprattutto basato su una memoria consolidata. Ogni nuovo arrivato, ogni generazione deve ricominciare da zero o quasi.

Sarebbe utile, se un collettivo di secondo ginnasio, un comitato di genitori di scuola elementare, avesse un’antologia in cui siano archiviate tutte le innumerevole forme di lotta che gli studenti hanno saputo mettere in campo: gli sberleffi sui fascicoli INVALSI, ai cortei, i flash-mob in piazza, gli striscioni calati dalle facciate delle scuole, i documenti di analisi approfondita.

Un‘antologia sicuramente utile ma anche interessante e divertente. Siamo anche convinti, che un tale deposito organizzato ed articolato, disponibile, pubblico, sia indispensabile per fare un salto dalla mera Continua a leggere


Il tutore e i compagni di strada: uscire dal tunnel o entrarci definitivamente?

Di Renata Puleo

Da leggere assolutamente come incipit: C’È UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL? by Wouter J. Hanegraaff – http://www.roars.it/online/ce-una-luce-in-fondo-al-tunnel-la-qualita-come-risposta-al-neoliberismo-e-alleccesso-informativo/

Quelle che seguono sono alcune riflessioni in margine al convegno organizzato dal Movimento 5Stelle, il 12 maggio scorso, dal titolo “Scuole e docenti: la valutazione fra mythos e praxis. Orizzonti culturali, buone pratiche e critica della valutazione del sistema d’istruzione” (si veda la locandina in calce). Una annotazione sul titolo, veramente un po’ pretenzioso, e sul luogo. Sia mito che prassi sono parole densissime, appartengono al canone culturale classico della filosofia, della letteratura, della politica alta. Solo un intervento (Gianluigi Dotti, Associazione Docenti Art 33) ne richiama la portata e in qualche modo l’inadeguatezza rispetto allo stile degli interventi di apertura. La sala del Senato: un modo per accreditarsi come forza di governo da parte dei pentastellati? Qualcosa di più democraticamente vicino alla scuola, che so, l’aula magna di un liceo o di un istituto comprensivo? Una diffusione meno elitaria dell’iniziativa poteva provocare qualche vulnus al regime delle alleanze in fieri?

Dopo un saluto da parte del Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, la senatrice Silvia Chimienti svolge un’ampia introduzione al tema, sottolineando come sono le criticità del SNV che interessano al Movimento, vista l’opposizione condotta contro la legge 107/2015. Il ruolo di moderatore è affidato a Lorenzo Vendemmiale, giornalista de Il Fatto Quotidiano.it che Continua a leggere


Che fare il 9 maggio contro i quiz invalsi?

divieto di scioperoRiceviamo e volentieri pubblichiamo i consigli di una professoressa toscana destinati ai colleghi per non restare inerti al diktat di regime della Commissione di Garanzia, del Governo e dell’ INVALSI.

Vista l’impossibilità coatta a scioperare per il giorno 9, i colleghi che intendono opporsi ai quiz possono:

1. inviare al preside la dichiarazione di indisponibilità a somministrare e /o correggere i quiz (a destra trovate il kit di resistenza con allegati due modelli da adattare alle situazioni specifiche: uno è più completo e può essere usato sia per dichiarare l’indisponibilità alla Somministrazione, Correzione e/o Tabulazione, mentre con il secondo ci dichiariamo indisponibili alla correzione e tabulazione nei casi in cui non si siano somministrati i quiz ed i DS chiedano di svolgere le altre attività). Spesso i presidi, pur di non avere rogne, individuano docenti “più disponibili”;

2. se il preside insiste, fare presente che prenderete in considerazione solo ordini di servizio scritti;

3. di fronte all’ordine di servizio scritto, è possibile fare rimostranza (sempre in allegato nel kit di resistenza scaricabile a destra); accade che i presidi si fermino qui e non facciano la reiterazione dell’ordine di servizio;

4. se il preside non reitera l’ordine di servizio, si può tranquillamente non somministrare né correggere i quiz, senza incappare in nessun tipo di sanzione;

5. se il preside reitera l’ordine di servizio ci sono due possibilità: o ottemperare e dunque svolgere la somministrazione e /o la tabulazione oppure rifiutarsi comunque, senza svolgere le attività relative ai quiz oppure mettendo in atto una sorta di didattica attiva capovolgendo le richieste dell’Invalsi e facendo svolgere le prove come una normale lezione: discutere la prova, allungare i tempi, non allontanare gli studenti portatori di handicap, ecc.

Occorre però avere la consapevolezza che, rifiutando di eseguire la reiterazione dell’ordine di servizio, c’è la possibilità di avere una contestazione disciplinare, probabilità che dipende in gran parte dall’atteggiamento del preside con cui si ha a che fare; la sanzione disciplinare può andare dalla censura scritta deliberata dal DS, ma può essere anche una sanzione più grave, quale per esempio la sospensione dal Continua a leggere