Archivi categoria: La Buona Scuola di Renzi

3.000 euro l’anno per uno studente che vuole lavorare

Il caporalato legale del governo Gentiloni

Alternanza Scuola Lavoro e legge di bilancio (1)

Si stenta a crederlo: uno studente potrà trovare lavoro nella ditta per la quale ha già fatto centinaia di lavoro gratis nell’ultimo triennio scolastico, se oltre essere stato ubbidiente, silenzioso e solerte, pagherà la “tangente” di 3.000 euro l’anno, nella modalità di una estorsione a beneficio dei padroni.

Non è una delle ormai centinaia di angherie che le aziende inventano per ricattare, sottomettere e sottopagare i giovani neo assunti. NO! È proprio lo stato che, nel Disegno Di Legge n. 2960, la le legge di Bilancio per il 2018, prevede all’articolo 16, comma 9: “I datori di lavoro privati che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, a tutele crescenti… studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola lavoro… (godranno) l’esonero totale dal versamento dei complessivi contributi previdenziali per un importo pari a 3.000 euro su base annua…”.

Dopo i voucher il Governo Gentiloni rilancia la sua vocazione ad istituire il “Caporalato legale di stato”. Infatti i 3.000 euro di contributi l’anno che il giovane ex studente dovrà pagare per poter essere Continua a leggere


Alternanza Scuola Lavoro: CHE FARE?

IL CARATTERE DI OBBLIGATORIETA’ E LO SPAZIO DI CONTRAPPOSIZIONE
Renata Puleo

Bisogna partire dal contingente, dando risposte concrete a bisogni immediati e fare in modo che questi vengano percepiti e praticati appunto dentro un progetto più a lungo termine.
(Marta Fana)

PREMESSA

L’introduzione delle pratiche di alternanza fra scuola e lavoro (ASL) è una delle ricadute, forse la più contraddittoria e nefasta, operate dalla Legge 107/2015. Grande calderone di commi dentro un solo articolo, questa legge rappresenta lo strumento per radicali mutamenti del quadro legislativo e istituzionale che fa capo alla formazione delle creature piccole e dei giovani. Gli interventi sul lavoro (Jobs Act), le scelte governative e le posizioni sindacali sulla nuova composizione delle classi sociali e sui cambiamenti nel modo di produzione, in combinato con la Buona Scuola, hanno generato proprio per l’ASL “una girandola di leggi, accordi, intese, protocolli quasi sempre ispirati a ricette confindustriali che propongono facili scorciatoie dell’aziendalizzazione del nostro sistema di istruzione superiore” (Rossi- Caramia, 2017). Il disorientamento dei docenti, delle famiglie, degli studenti è stato e continua ad essere notevole. Se alcuni collegi docenti (pochi per la verità e in contesti italiani caratterizzati da forme di conflittualità “storiche”) hanno scelto di non progettare percorsi di ASL, altri hanno raccolto la preoccupazione di genitori e studenti in relazione agli effetti dell’obbligatorietà allo svolgimento del monte ore, come condizione per l’ammissione all’esame di diploma superiore.

Per provare a inserirsi nello spazio lasciato vuoto dalla normativa (le modalità di progettazione non sono specificate, semmai suggerite nella Guida, che per altro non rappresenta una norma), propongo in queste righe una strada che credo possa esser percorsa, almeno in attesa di altri eventi, non saprei quanto capaci di cambiare la Continua a leggere


C’è chi merita e chi no

di Renata Puleo

Il 26 settembre scorso i giornali erano occupati in modo quasi equanime da commenti sul flop della proposta di legge sul diritto di cittadinanza e sullo “scandalo” della selezione universitaria. Nessun quotidiano collegava i due fatti, ma io tendo a vedere nella solerzia delle destre anti-cittadinanza, nonché della sinistra ipocritamente pro-cittadinanza, e gli arresti di illustri accademici, un nesso. Un nesso culturale, e dunque politico: viviamo in un paese di predicatori di onestà e di legalità che molto spesso incappano in comportamenti familistici, mafiosi. Traffici, di esseri umani e di capitale umano, non sono aspetti così distanti. Sempre qualcuno approfitta, fa profitto, genera redditi economici e rendite di fatto da situazioni di potere, da posizioni di disuguaglianza. Insomma, li potremmo definire episodi di costume, certamente non più solo italiani, ma ben incardinati nella più ampia cornice della governamentalità neoliberista (come nella lezione di Foucault). Una governance che si esprime attraverso il controllo di ogni quota di sfera pubblica, ben oltre e aldilà della possibilità per il cittadino e i suoi organi di rappresentanza di comprendere le dinamiche e indirizzarle. Ci troviamo di fronte ad una doppia morale: il rispetto della legge e dei valori vale per il migrante ma non per il cittadino italiano, nemmeno quando investito di carica pubblica.

Vengo all’università. Come suggerisce il commento di Corrado Zunino su La Repubblica, la selezione universitaria voluta dai precedenti governi, e sancita dall’attuale, come sistema basato sulla meritocrazia contro gli abusi del soggettivismo valutativo, fallisce su due pilastri: l’ANVUR ( le sue Continua a leggere


Percorsi abbreviati, alunni competenti e insegnanti efficaci: cosa significa educare oggi?

Rossella Latempa su Roars.it

Il tema del tempo-scuola e quello delle pratiche didattiche “innovative” sono tornati al centro del dibattito pubblico in occasione della recente firma del decreto che dà il via alla sperimentazione di diplomi quadriennali, da parte del MIUR. Tempo e innovazione sono strettamente connessi nell’esperienza dei percorsi abbreviati, dichiaratamente possibili grazie all’adozione di una didattica non tradizionale e flessibile. L’innovazione, le competenze e la “tecnopedagogia” rappresentano il fil rouge di tutta la nuova narrazione della buonascuola, della scuola “di successo”, più efficiente. L’efficienza, valore economico per eccellenza, è oramai il cuore della questione pedagogica. Ma quali sono i nessi tra nuove metodologie didattiche ed apprendimento? Da quali istanze nasce l’urgenza riformatrice del paesaggio scolastico e cosa comporta aderire ai nuovi paradigmi pedagogici e diventare “effective teachers”?

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Lettera aperta dal Liceo Manara di Roma alla ministra Fedeli

Roma, 6 agosto 2017

Alla cortese attenzione della Ministra dell’Istruzione,

dell’Università e della Ricerca

Sen. Valeria Fedeli

 

 

Gentile Ministra,

 

siamo i genitori di alcuni alunni del Liceo Classico Luciano Manara di Roma, che lo scorso anno hanno frequentato con entusiasmo il quarto ginnasio. Durante le vacanze estive, quando tra compiti, riposo e altre attività di svago ci si preparava in tutta serenità ad una ripresa che sappiamo certo impegnativa, ma, anche per questo, intensa ed appassionante dal punto di vista umano, ci è giunta dalla scuola la notizia che si profilava, per decisione dell’Ufficio scolastico regionale, lo smembramento di una delle future quinte ginnasiali; la motivazione: il mancato raggiungimento, per una sola unità, del numero minimo di 22 alunni in media per classe (109 anziché 110). Numero che subito dopo, come risulta dalla richiesta inviata agli Uffici competenti dai rappresentanti del Consiglio di Istituto del Liceo Classico “Luciano Manara” il 21 luglio 2017, è stato raggiunto e superato. Senza che per questo venisse superata, però, l’ostinazione di chi ha continuato a sostenere che comunque si doveva tagliare. La protesta è stata sempre  corretta ma ferma, e sollecita nel rilevare anche le difficoltà di ordine logistico nella riorganizzazione di cinque classi in quattro, quando le stesse cinque classi svolgono indirizzi interni differenti: Aureus, Cambridge, Tradizionale.

In questo modo non ci sembra rispettato né il principio di ragionevolezza dell’azione amministrativa, più volte richiamato dal Consiglio di Stato, né il criterio di una pubblica amministrazione vicina ai cittadini, in questo caso le giovani generazioni, che certo non trarrebbero da questa vicenda un senso di fiducia nelle istituzioni.

Ma non è soltanto su questi aspetti che vorremmo richiamare la Sua attenzione. Al di là di essi, infatti, questa situazione provoca una profonda amarezza in chi ha sempre creduto nella scuola come servizio pubblico e civico, come luogo di accoglienza formativa. Si continua a parlare di scuola in termini numerici, secondo un’ottica aziendalistica e del tutto spersonalizzata. L’esperienza di genitori di questo anno ci ha parlato di un’altra realtà: una storia di vita vissuta, di esperienze forti, di crescita, di paure superate, di scoperte condivise, di amicizie, discussioni e aspettative, una storia in cui i nostri figli hanno preso coscienza di se stessi grazie al rapporto di fiducia con i loro professori, adulti “altri” di riferimento, e, mi lasci dire, di alto riferimento. Una classe non è una somma di numeri; e, se anche lo fosse, come direbbe Montale “in ogni caso molti anelli non tengono”, i conti non tornano, perché lasciano fuori tutta quella storia di cui Le parlavamo.

Qual è la considerazione che si ha della scuola? Due governi che hanno insistito così tanto nella valorizzazione della scuola, che hanno promosso e patrocinato la “buona scuola”, poi hanno questo da dire alle famiglie? Discontinuità, interruzione di un lavoro significativo, indifferenza rispetto a domande legittime di garanzia di un serio diritto allo studio nel rispetto dell’indirizzo prescelto?

Davvero si ritiene che le famiglie, i genitori, tutti esaltati dalle novità dell’alternanza scuola-lavoro, perdano di vista i “fondamentali”?

Crediamo nelle istituzioni e per questo non perdiamo la fiducia in un Suo diretto intervento, pronti naturalmente a manifestare la nostra protesta anche a livello di maggiore visibilità mediatica presso giornali e siti dedicati ai temi della scuola dal punto di vista delle famiglie.

Distinti saluti

 

Laura Sacchetti

Sandro Guerrieri  

Concetta Lupo

Francesca Bernacchia

Paola Diotaiuti

Angelo Torresi

Fortunato Della Guerra

Sabrina Spinazzè   

Mauro Brasioli

Fabio Venturini

Paola Biasini

Alessandra Crignano

Enrico De Bernardi

Silvia Vona

Maurizio Schifitto

Maria Luisa Palmieri

Marco Fratini

Teresa Collura

Emanuela De Santis

Laura Manzi

Daniele Sacco

Cesare Papi

Federica Proietti Sperati

Franco Tassi

Francesca Lotti

Stefania Ciuccoli

Luciano Mazzone

 


Alternanza scuola lavoro. L’Unione degli Studenti presenta i risultati della sua inchiesta

Presentati dati inchiesta nazionale “Diritti, non piegati – Parte il riscatto!” 29/05/17

Oggi (29/05/2017) abbiamo presentato, presso la Camera dei deputati, i dati raccolti attraverso l’inchiesta nazionale sulla qualità dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e lo Statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza. Consultati oltre 15.000 studenti di licei e istituti tecnici e professionali: il 38% ha dovuto sostenere i costi dell’alternanza.

Hanno preso parte, visionato i dati e contribuito alla conferenza forze politiche, sindacati, organizzazioni sociali.

Con la campagna “Diritti, non piegàti” abbiamo raccolto dati sulla qualità dei percorsi e  nelle assemblee abbiamo scritto lo Statuto delle studentesse e degli studenti.
I dati parlano chiaro: il 38% degli studenti ha dovuto sostenere delle spese per partecipare alle esperienze di alternanza, il 57% ha portato avanti
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Che vuoi che sia? C’è ben altro…

Sciopero scuola maggio 2017A proposito dei Decreti attuativi della legge 107 (la buona scuola “renzista”)

Sono trascorsi dieci giorni da che il Consiglio dei Ministri ha approvato i testi dei decreti delegati che dettano le modalità di attuazione della legge 107 del 2015, per otto materie più la eventuale redazione di un testo unico. Ma ancora non sono disponibili i testi definitivi.

E’ sicuramente un ritardo inquietante. Ricordiamo ai nostri lettori che ci troviamo nella zona mefitica degli atti aventi valore di legge, quella nei quali navigano tutti i governi degli ultimi venti anni e che stanno sostituendosi al potere legislativo del Parlamento con le motivazioni più improbabili.

Quindi non solo è legittimo ma è anche doveroso chiedersi che inciuci, e chi, con chi, è impegnato il Governo a impastare, se i decreti varati non vengono ancora pubblicati.

Il senatore Bocchino e altri di Sinistra Italiana (nuova compagine a sinistra del PD??? ennesimo pasticcio federativo fra transfughi senza rotta???) dichiarano di aver presentato in Commissione un testo di minoranza contro le deleghe e di volere “aprire alle lotte”. Lotte che, se il senatore non ha perso la memoria, sono iniziate da Continua a leggere