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Genitori attivi e diffusi

Un imponente signore si avvicina ai genitori di una scuola di Roma, la Giacomo Leopardi, convocati per una riunione pomeridiana, gentilmente offre ai genitori (mamme soprattutto) un articolato volantino zeppo di informazioni sulla scuola dei loro figli in cui stanno entrando. Informazioni di cui, la maggior parte di loro, sono completamente all’oscuro.
Nella succursale della stessa scuola, a qualche chilometro dalla prima, una composta signora sta distribuendo lo stesso volantino a genitori altrettanto stupiti e ignari. La portiera della scuola è del tutto spiazzata da questo atteggiamento di partecipazione, responsabilità e socialità e si sente in dovere di dire qualcosa.
Farfuglia di una qualche autorizzazione che chiede alla signora che sta volantinando, la signora senza scomporsi, dignitosamente risponde che, per esprimere e diffondere le proprie idee, nel nostro paese non serve alcuna autorizzazione.
Il volantino è firmato ”GENITORE ATTIVO”, esattamente come il nome con cui è conosciuto e riconosciuto il blog sul quale state leggendo. Naturalmente la vicenda ci entusiasma perché, senza entrare nel merito dei fatti denunciati di cui non sappiamo di più di quello che possiamo leggere nel volantino, constatiamo che ci sono tanti genitori che rifiutano di sottostare a quanti ci vorrebbero cloroformizzati e passivi rispetto alle derive autoritarie e acefale che molti dirigenti scolastici stanno imponendo a scuole, studenti, genitori e Continua a leggere


Il saccheggio. Racconti dal Chapas e dal mondo passando per i banchi della buona scuola

Estrarre valore

Nelle pagine del testo “Il saccheggio. Racconti dal Chapas e dal mondo passando per i banchi della buona scuola”

(https://www.recommon.org) si ricostruisce il significato delle parola <<estrattivismo>> collocandola nell’ampio spettro semantico che condivide con il concetto di sfruttamento.

Il capitolo “A scuola di estrattivismo, un racconto” ci parla di una singolare esperienza di Alternanza Scuola Lavoro. La sua “bontà” sta nella sua perversione: lo studente arriva a capire cos’è l’estrattivismo e la sua ferocia, lavorando ad un progetto di Corporate Social Responsability, le attività collaterali che le multinazionali intraprendono per guadagnare consenso nei territori che depredano. La lezione che se ne ricava è: se a scuola non alternassimo proprio un bel nulla ma ci occupassimo di far crescere il senso critico dei nostri ragazzi, arriverebbero anche a conoscere cos’è – davvero – il lavoro. Basterebbe il programma di storia, quello di geografia (che non casualmente perdono ore di insegnamento e prestigio disciplinare), il commento degli articoli della nostra Costituzione, magari di quella dell’Ecuador che fa suo il concetto di Buen Vivir ed esclude ogni compatibilità di bilancio nel cercare di promuoverlo.

L’estrattivismo è la modalità con cui – nel modo di produzione attuale – si sfrutta (si toglie il frutto) la forza lavoro. Forza della Natura e quella specie-specifica dell’uomo. Con la Natura l’uomo condivide – a diversi livelli – la potenza di evolvere, di cambiare le forme, di apprendere, di creare, di produrre il necessario e il superfluo. L’uomo può governare questa attività, renderla moralmente giusta, farne una modalità alta di cooperazione sociale e di armonico rapporto con il territorio. Ma può anche pervertirla in estrazione violenta di risorse, nello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il capitale estrattivo – ricordano gli autori del testo – non è un’economia, è un tipo di società che utilizza forme di economia, modalità di lavorare, dentro rapporti di classe profondamente diseguali. È un tipo di società che ha bisogno di formare capitale umano che accetti supinamente questo modello. Lo può fare colonizzando la scuola, utilizzando i dispositivi previsti nella legge La Buona Scuola per creare consenso intorno a false credenze sul significato sociale del lavoro, dell’educazione, dell’istruzione.

Per questo siamo contrari ad ogni maniera di fare “buona” alternanza.

Quando diciamo il nostro doppio NO! (ai test PISA, INVALSI, alla Certificazione delle Competenze) e all’ASL, è perché non perdiamo mai di vista il quadro d’insieme. Non l’hanno mai perso gli economisti neoclassici, gli ideologici del Monte Pellegrino, i Chicago Boys. Hanno sperimentato che tutto si tiene nell’orizzonte dello sfruttamento, in Cile, in Argentina, in Messico. Come sottolineano gli autori del testo, occorre prestare attenzione a non farne un problema circoscritto al continente sudamericano: stiamo parlando di noi, Italia, 2018. Fra ulivi espiantati, trivelle, alta velocità, erosione e militarizzazione del suolo… il Bel Paese non gode buona salute. Questo è quel che la scuola deve insegnare.

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Invalsi. Leggi, guarda e metti la crocetta. Hai tre secondi di tempo.

PROVE INVALSI –  Pre – prova in seconda elementare

La prova di Italiano di seconda primaria, come negli anni passati, è stata fatta precedere da una prova preliminare di lettura strumentale, comprendente 40 item, ciascuno dei quali formato da una parola seguita da una serie di quattro figure, tra cui l’alunno deve indicare quella corrispondente alla parola letta. Il tempo per leggere le 40 parole e scegliere la figura corrispondente è di due minuti, tempo necessario a un bambino di seconda primaria in grado di leggere scorrevolmente per svolgere senza errori la prova. Il solo scopo di tale prova, che non prevede l’assegnazione di alcun punteggio, è quello di verificare quale percentuale di alunni non abbia ancora raggiunto un sufficiente grado di automatismo nella decodifica di parole scritte, misurato dal numero di parole lette correttamente nel tempo assegnato. La capacità strumentale di lettura costituisce infatti un indispensabile pre-requisito per lo sviluppo della Continua a leggere


Per continuare a dire NO!

Note intorno a una iniziativa che vuole rilanciare dal basso forme di resistenza alla valutazione standardizzata.

di Renata Puleo

Il 20 ottobre, presso la sede dell’associazione Anicia, abbiamo avviato l’iniziativa “Entriamo nel merito”. Lo scopo è creare gruppi territoriali di docenti e studenti che ragionino sulla valutazione cosiddetta oggettiva che, di fatto, sottrae i processi valutativi di tipo formativo e sommativo agli insegnanti. Nell’ottica della formazione di capitale umano ad uso del mercato si sta assistendo alla marginalizzazione e alla svendita della scuola pubblica. Ragionare dal basso, facendo emergere le idee sulla valutazione che dirigono l’azione quotidiana dei docenti di ogni ordine e grado, è lo scopo che ci proponiamo Mario, Riccardo e io (e, come abbiamo constatato, anche altre e altri) come “levatrici” di un pensiero e di una pratica sull’oggetto “valutazione degli apprendimenti”.

Su questa pagina abbiamo pubblicato l’invito all’iniziativa, a cui rimando, con tre nuvolette introduttive e la nostra proposta di “inchiesta”. Le ripercorro sinteticamente.

1. Sulla supposta oggettività. L’esempio della semiotica medica e dei percorsi di umanizzazione della medicina costituiscono un esempio tipico della domanda relativa all’oggettività/soggettività delle attività di indagine, di diagnosi, di prognosi. Operazioni che smontano il “pregiudizio” sulla scientificità inoppugnabile del sapere medico e della lettura oggettiva dei suoi protocolli: qualsiasi comportamento umano è complesso, mutevole nel tempo e Continua a leggere


Gli USA alla conquista del sistema scolastico Finlandese

Preso atto delle fallimentari spedizioni militari degli ultimi 40 anni, il governo USA decide di pensionare i suoi generali incaricando il regista Michael Moore di pianificare le future invasioni di paesi esteri con lo scopo di rubare, al posto del petrolio, le migliori idee in circolazione per trapiantare in patria.

Dopo aver invaso Italia e Francia, per rubare alla prima la bizzarra idea delle ferie dei lavoratori e alla seconda il sistema di refezione scolastica che esclude dalla dieta la coca cola e le patatine fritte, il regista documentarista parte in treno all’assalto di quello che viene universalmente considerato come uno tra i migliori sistemi scolastici del mondo, quello finlandese.

Ecco il terzo episodio tratto da Where to invade next con cui il bravo regista ci introduce alla scoperta di questo oggetto misterioso svelato dalla viva voce dei protagonisti. E lo fa con l’acume che contraddistingue tutti i suoi film.

BUONA VISIONE

P.s.: Consigliamo la visione del film completo.
WHERE TO INVADE NEXT



Lettera aperta dal Liceo Manara di Roma alla ministra Fedeli

Roma, 6 agosto 2017

Alla cortese attenzione della Ministra dell’Istruzione,

dell’Università e della Ricerca

Sen. Valeria Fedeli

 

 

Gentile Ministra,

 

siamo i genitori di alcuni alunni del Liceo Classico Luciano Manara di Roma, che lo scorso anno hanno frequentato con entusiasmo il quarto ginnasio. Durante le vacanze estive, quando tra compiti, riposo e altre attività di svago ci si preparava in tutta serenità ad una ripresa che sappiamo certo impegnativa, ma, anche per questo, intensa ed appassionante dal punto di vista umano, ci è giunta dalla scuola la notizia che si profilava, per decisione dell’Ufficio scolastico regionale, lo smembramento di una delle future quinte ginnasiali; la motivazione: il mancato raggiungimento, per una sola unità, del numero minimo di 22 alunni in media per classe (109 anziché 110). Numero che subito dopo, come risulta dalla richiesta inviata agli Uffici competenti dai rappresentanti del Consiglio di Istituto del Liceo Classico “Luciano Manara” il 21 luglio 2017, è stato raggiunto e superato. Senza che per questo venisse superata, però, l’ostinazione di chi ha continuato a sostenere che comunque si doveva tagliare. La protesta è stata sempre  corretta ma ferma, e sollecita nel rilevare anche le difficoltà di ordine logistico nella riorganizzazione di cinque classi in quattro, quando le stesse cinque classi svolgono indirizzi interni differenti: Aureus, Cambridge, Tradizionale.

In questo modo non ci sembra rispettato né il principio di ragionevolezza dell’azione amministrativa, più volte richiamato dal Consiglio di Stato, né il criterio di una pubblica amministrazione vicina ai cittadini, in questo caso le giovani generazioni, che certo non trarrebbero da questa vicenda un senso di fiducia nelle istituzioni.

Ma non è soltanto su questi aspetti che vorremmo richiamare la Sua attenzione. Al di là di essi, infatti, questa situazione provoca una profonda amarezza in chi ha sempre creduto nella scuola come servizio pubblico e civico, come luogo di accoglienza formativa. Si continua a parlare di scuola in termini numerici, secondo un’ottica aziendalistica e del tutto spersonalizzata. L’esperienza di genitori di questo anno ci ha parlato di un’altra realtà: una storia di vita vissuta, di esperienze forti, di crescita, di paure superate, di scoperte condivise, di amicizie, discussioni e aspettative, una storia in cui i nostri figli hanno preso coscienza di se stessi grazie al rapporto di fiducia con i loro professori, adulti “altri” di riferimento, e, mi lasci dire, di alto riferimento. Una classe non è una somma di numeri; e, se anche lo fosse, come direbbe Montale “in ogni caso molti anelli non tengono”, i conti non tornano, perché lasciano fuori tutta quella storia di cui Le parlavamo.

Qual è la considerazione che si ha della scuola? Due governi che hanno insistito così tanto nella valorizzazione della scuola, che hanno promosso e patrocinato la “buona scuola”, poi hanno questo da dire alle famiglie? Discontinuità, interruzione di un lavoro significativo, indifferenza rispetto a domande legittime di garanzia di un serio diritto allo studio nel rispetto dell’indirizzo prescelto?

Davvero si ritiene che le famiglie, i genitori, tutti esaltati dalle novità dell’alternanza scuola-lavoro, perdano di vista i “fondamentali”?

Crediamo nelle istituzioni e per questo non perdiamo la fiducia in un Suo diretto intervento, pronti naturalmente a manifestare la nostra protesta anche a livello di maggiore visibilità mediatica presso giornali e siti dedicati ai temi della scuola dal punto di vista delle famiglie.

Distinti saluti

 

Laura Sacchetti

Sandro Guerrieri  

Concetta Lupo

Francesca Bernacchia

Paola Diotaiuti

Angelo Torresi

Fortunato Della Guerra

Sabrina Spinazzè   

Mauro Brasioli

Fabio Venturini

Paola Biasini

Alessandra Crignano

Enrico De Bernardi

Silvia Vona

Maurizio Schifitto

Maria Luisa Palmieri

Marco Fratini

Teresa Collura

Emanuela De Santis

Laura Manzi

Daniele Sacco

Cesare Papi

Federica Proietti Sperati

Franco Tassi

Francesca Lotti

Stefania Ciuccoli

Luciano Mazzone