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Le buone pratiche che affiorano di tanto in tanto

Un organo collegiale come il Consiglio d’Istituto cui è affidato formalmente la buona gestione della scuola ha davanti a sé un compito difficile da realizzare, sempre più difficile. È sin dalla sua origine un organo elettivo che agisce collegialmente e socialmente.
I due difetti maggiormente ricorrenti di questi tempi sono:

a) Una spirale infernale che comincia con una progressiva spoliazione dei poteri dell’organo collegiale in funzione di un accentramento dei compiti dei Dirigenti Scolastici, prosegue con una partecipazione sempre meno convinta e più rara alle elezioni triennali, poi i Dirigenti il più delle volte si impegnano loro a trovare genitori, insegnanti, ATA compiacenti che accettino di candidarsi e il cerchio si chiude su un organo collegiale fatto a misura del Dirigente.

b) In molti casi gli stessi membri dei Consigli pensano di essere stati eletti per costituire l’ultima ruota del carro ministeriale responsabile della corretta esecuzione della volontà del ministro, sia essa espressa con normativa o millantata e una totale subordinazione al Dirigente Scolastico.

Prima di arrivare al degrado attuale non è che le cose andassero molto meglio. Era raro che un Consiglio di Istituto avesse una propria capacità di riflessione, e perciò una autonoma visone di quale dovessero essere le finalità della scuola pubblica, i compiti attinenti alle singola scuola, alle modalità con cui perseguire finalità e compiti. Ma soprattutto mancava la coscienza di costituire una rappresentanza.

Raramente, molto raramente, rappresentanti dei genitori, rappresentanti degli insegnanti, rappresentanti degli studenti e degli ATA riunivano o indicevano una assemblea della componente che li aveva espressi, votandoli, non solo in previsione di una decisione o una delibera da fare, ma nemmeno per un’informazione puntuale sull’andamento della scuola e dei suoi problemi.

Quindi anche prima che la falsa Autonomia centralizzasse le scelte e la gestione nel Dirigente scolastico era raro imbattersi in documenti di un Consiglio di Istituto che avesse riflettuto e approfondito sui temi di fondo della

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Memorie bambine

Un’attività sulla “memoria scolastica” prodotta nel corso della frequenza della scuola primari.

di Gianluca Gabrielli (University of Macerata)

da Didattica della storia – Journal of Research and Didactics of History, [S.l.], v. 2, n. 1S, p. 650-667, lug. 2020. ISSN 2704-8217

Abstract

Come ricordano la propria esperienza scolastica i bambini e le bambine che frequentano la scuola primaria? Non da adulti, ma nel corso della loro esperienza scolastica in quella scuola?

L’esperienza didattica di cui si tratta è nata da una duplice esigenza. Da una parte proporre ai bambini un’attività didattica di riflessione ed elaborazione della propria memoria individuale e scolastica (cioè collettiva) da riprendere più volte nel corso dei cinque anni di frequenza; allo stesso tempo osservare gli stessi alla prese con i propri ricordi scolastici in fieri, individuando i processi mentali al lavoro in questo complesso lavorio di costruzione individuale e collettiva della memoria.

Il saggio riflette sia su quanto emerge dalle “scritture bambine” e dalle “memorie bambine” che si sono sedimentate, sia sul significato didattico di questa attività, che si situa al confine tra storia, scrittura creativa, costruzione dell’identità tra dimensione individuale e dimensione collettiva.

Come ricordano la propria esperienza scolastica i bambini e le bambine che frequentano la scuola primaria? Non da adulti, ma nel corso della loro esperienza scolastica in quella scuola?

L’esperienza didattica di cui si tratta è nata da una duplice esigenza. Da una parte osservare i bambini alla prese con i propri ricordi scolastici mentre ancora stanno frequentando la scuola primaria, quindi tra i sei e gli undici anni; allo stesso tempo, proporre loro un’attività didattica di riflessione e di elaborazione della propria memoria individuale e scolastica (cioè collettiva) da riprendere più volte nel corso dei cinque anni.

Descrizione dell’attività

L’attività – un suo primo propotipo esemplificativo – è iniziata scegliendo delle foto di vita della classe, includendo tra di esse sia gli eventi notevoli e le esperienze significative, sia la quotidianità della didattica e della ricreazione. Una prima selezione (una trentina) è stata stampata e incollata su fogli protocollo che per tre o quattro volte durante l’anno scolastico sono stati messi

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Le riflessioni di Anna Angelucci sull’intervento della direttrice generale dell’Unesco Irina Bokova nella giornata mondiale degli insegnanti

Qualche decina di anni fa l’UNESCO costituiva una voce autorevole per chi aveva interessi culturali, educativi magari incartati in una ampia visione di politica internazionale.
Il neoliberismo trionfante ne ha occultato la voce, l’esistenza, e forse anche condizionato politicamente e pedagogicamente le idee. Ricordo che ci sono state campagne di tutto rispetto sulla educazione degli adulti, sulla scuola materna (oggi dell’Infanzia) sulla alfabetizzazione, sulla educazione sanitaria in cui si leggeva, in trasparenza, una sapienza pedagogica evoluta e in molte circostanze anche l’influenza delle elaborazioni ed esperienze italiane più avanzate.
Come molte altre organizzazioni delle Nazioni unite il ruolo dell’UNESCO è stato messo all’angolo dalle agenzie, tipo OCSE, antidemocratiche di natura Continua a leggere


La Notte Bianca al liceo Manara di Roma

Notte Bianca al liceo Manara di Roma

 


La storia senza frontiere

Pubblicato il volume della nostra Bruna Sferra del Coordinamento Scuole Elementari di Roma per la casa editrice Roma Tre press.

Bruna Sferra - La storia-senza frontiere

Nel mondo contemporaneo la scuola deve tener conto dei mutamenti in atto nella società in quanto il ruolo fondamentale che essa occupa la chiama a rispondere alle sfide poste dalla globalizzazione in termini di formazione e, dunque, di sviluppo di competenze teoriche, pratiche, sociali e…

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Votazioni per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione

Il 28 aprile 2015 i lavoratori del comparto scuola saranno chiamati alle urne scolastiche per eleggere i componenti del redivivo Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Questo fondamentale organo collegiale di fatto abrogato nel 1999 dal ministro Luigi Berlinguer in passato aveva rappresentato un argine allo strapotere lobbistico di tutti quei potentati che da anni (soprattutto gli ultimi 20) dettano l’agenda a ministri e sottosegretari all’Istruzione con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Oggi un ordinanza del Consiglio di Stato costringe torto collo il Ministero a ripristinare lo scomodo organo collegiale.
Il nostro blog si rivolge prevalentemente ai genitori con ragazzi in età scolare che purtroppo in questa circostanza non hanno diritto di voto ma sappiamo per certo che anche molti insegnanti e lavoratori ATA della scuola ci seguono assiduamente. Pertanto, convinti del fatto che i membri di questo organo collegiale debbano essere non solo persone competenti ma anche tenaci e combattive, abbiamo deciso di sbilanciarci a favore di due candidati che per la comunità che si aggrega intorno a questo sito ma soprattutto al Coordinamento Scuole Elementari di Roma sono più di un mito essendo loro anima e cuore di questo piccolo ma tenacissimo drappello di sfegatati, irriducibili difensori della scuola pubblica le cui iniziative sono documentate su tante pagine di questo blog. Sono Bruna Sferra (maestra elementare alla Principe di Piemonte di Roma) e Domenico Montuori (direttore dei servizi dell’ IC Pio La Torre sempre di Roma).

Di seguito riportiamo il contenuto del loro volantino e per concludere diciamo agli  insegnanti della primaria e ai lavoratori ATA:

VOTATELI.
NON VE NE PENTIRETE.

 

Bruna Sferra

Può essere votata dagli insegnanti della primaria

Domenico Montuori

Può essere votato dal personale ATA

Il Consiglio di Stato a metà febbraio ha imposto al MIUR di ripristinare il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, un organo che ha avuto in anni passati un ruolo importante, intervenendo sugli orientamenti della scuola pubblica, pronunciandosi sui provvedimenti più importanti che la riguardavano. Esso è formato da docenti (di ogni grado di scuola), ATA e dirigenti scolastici scelti direttamente con elezioni in ogni istituzione scolastica.
Il CNPI (ora Consiglio Superiore Pubblica Istruzione), le cui ultime elezioni si sono svolte nel 1996, pur essendo un organo solo consultivo, con i suoi diversi pronunciamenti contro riforme distruttive proposte dai vari governi, è stato utile in varie mobilitazioni contro di esse, proprio per l’autorevolezza dell’organo da cui provenivano.
Le elezioni si terranno solo martedì 28 aprile, dalle ore 8.00 alle ore 17.00, e sarà presente un seggio nel plesso “Principe di Piemonte”.
– Possono votare anche i precari ma solo quelli con nomina annuale o fino al termine delle lezioni. Il personale assente dal servizio nel giorno delle votazioni per qualsiasi motivo (malattia, aspettativa, congedi), mantiene il diritto al voto e può quindi recarsi a scuola per votare.
– Si vota per “componenti”, cioè ogni lavoratore, voterà per la componente di cui fa parte (es. il personale docente scuola primaria voterà per i candidati della scuola primaria e gli ATA per i candidati ATA).
– Si vota così: le schede elettorali contengono le denominazioni delle liste presentate contrassegnate da specifico motto.
La lista COBAS, si trova al secondo posto (nella scheda: Lista II) e denominata semplicemente: COBAS.
Il voto si esprime contrassegnando con una croce il numero romano che individua la lista prescelta nella scheda elettorale.
– All’interno della lista votata, si possono esprimere 4 preferenze per la componente personale docente scuola primaria; 1 preferenza per la componente personale ATA. Le preferenze si esprimono indicando nell’apposito spazio affianco al motto identificativo della lista il cognome del candidato oppure il numero arabo assegnato al candidato nella rispettiva lista secondo gli elenchi pubblicati nel seggio.
Sono candidata nella lista II COBAS, personale docente scuola primaria e sono il numero 2 della lista.
Gli interventi a livello normativo, organizzativo, finanziario, nonché pedagogico, dal 1996 ad oggi sono stati molteplici e queste elezioni rappresentano un’occasione molto importante per la difesa della scuola pubblica, del diritto alle pari opportunità formative e delle condizioni salariali e di lavoro di docenti ed ATA.

Sinteticamente, consideriamo il nuovo CSPI come un luogo importante in cui poter sostenere:
Sì al Tempo Pieno con 2 insegnanti per classe e 4 ore di compresenza
No alla valutazione in decimi
Sì all’assunzione di tutti i docenti di sostegno necessari per il diritto all’apprendimento degli alunni diversamente abili
No ai test Invalsi
Sì ad aumenti per docenti e Ata e a forti investimenti nella scuola pubblica
No al blocco dei contratti e all’immiserimento delle scuole
Sì alla assunzione stabile da settembre 2015 di tutti i precari che da anni lavorano nella scuola
No all’ulteriore rafforzamento della funzione del Dirigente
Sì alla gestione collegiale della scuola
No agli sgravi fiscali per chi iscrive i figli a scuole private


 

RICAPITOLANDO, PER GLI INSEGNATI:

Lista II – COBAS – 2 BRUNA SFERRA

PER IL PERSONALE ATA:

Lista II – COBAS – 1 DOMENICO MONTUORI

 


Albino Bernardini. Se ne va un altro pezzo di scuola militante

Albino Bernardini

Desidero condividere la brutta notizia che ho appreso stamattina: è morto a 98 anni Albino Bernardini.
Un grandissimo maestro, non conosciuto quanto don Milani, Alberto Manzi e Gianni Rodari, ma che come loro ha dedicato la sua vita alla scuola, ad una scuola diversa, fondata su nuove metodologie, su una didattica viva.
A partire dalla militanza politica, la scuola sarà per lui il terreno sul quale continuare la lotta a favore degli ultimi, dei senza voce. È riuscito a tradurre Il suo senso di comunità e della dimensione sociale in pratica di vita, dentro e fuori la scuola, ovunque abbia operato e oltre.
Spesso in conflitto con i/le colleghe/i, i direttori didattici e le autorità, ha portato avanti il suo impegno con semplicità, determinazione e coraggio. L’essere contro la scuola selettiva e autoritaria gli è costato continui trasferimenti d’ufficio.
Ha sempre contrastato la scuola “tradizionale”, il perbenismo di facciata e l’immobilismo pedagogico sia come maestro che come cittadino.
In pensione nel 1977, ha continuato la sua opera di educatore incontrando migliaia di bambine e bambini, ragazze e ragazzi nelle scuole.
Bernardini ha raccontato le sue esperienze nella scuola, ricordo Le bacchette di Lula, Un anno a Pietralata, La scuola nemica, La supplente, ma ha anche scritto libri per l’infanzia.
Tra le grandi maestre e i grandi maestri, Bernardini è stato per me una guida professionale di cui ho sempre condiviso e sposato ogni istanza pedagogico-didattica.
Vi allego un mio lavoro di qualche anno fa su Albino Bernardini, di cui copio e incollo le ultime righe.

L’auspicio è quello di una riscoperta di tutta l’opera di Bernardini, non solo nel campo dell’editoria, ma anche in quello della formazione magistrale, poiché, non soltanto rappresenta un tassello fondamentale della storia della scuola italiana, ma potrebbe dare una “scossa” al nuovo immobilismo pedagogico in cui è tornata la scuola pubblica odierna.
Grazie, Mastru Bernardini.

Bruna Sferra


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