Boicottiamo il test invalsi

L’Unione Degli Studenti (UDS) da anni non demorde nell’opposizione delle Prove INVALSI.
Anche quest’anno organizza e invita gli studenti a lottare contro i quiz INVALSI, e l’ideologia che li sottendente, elaborando analisi e teorie apprezzabili, convinte ed originali.
Non si ferma l’UDS nemmeno davanti gli ostacoli pretestuosamente frapposti quest’anno dall’Istituto che non sa cosa sia fa ricerca pedagogica ma si preoccupa di soffocare e sottomettere la scuola in mille forme diverse: le prove oggettive e standardizzate, la valutazione degli studenti, il Rapporto di Autovalutazione (RAV), il piano dei miglioramento, la valutazione degli insegnanti… Quest’anno si è aggiunta la modalità del “computer-based” che, vista la mancanza quasi totale delle attrezzature necessarie nelle scuole, gli consente di usare il pretesto di spalmare le prove in 12 giorni tentando di far perdere d’efficacia all’opposizione che consentiva l’indizione degli scioperi, e il collegamento per azioni di massa, dalle scuole a livello cittadino e nazionale.
La gamma delle possibili forme di opposizione indicate dall’UDS lascia margini alla creatività degli studenti e delle scuole. Se qualche scuola individua o realizza forme efficaci di lotta ed opposizione questo Blog è interessato a diffonderle e metterle in circolazione.
Buona mobilitazione e lotta a tutti noi, studenti, genitori, insegnanti.

Gruppo NoInvalsi – Roma

Se sbagli sei fuori

da UnioneDegliStudenti.net

Se bagli sei fuori- No ai quiz Invalsi

Svegliati presto, vestiti comodo, corri a scuola, china la testa, dimenticati il sole primaverile. Memorizza ciò che serve a superare la prova, dunque ciò che presumibilmente vuole sentirsi dire il …
Svegliati presto, vestiti comodo, corri a scuola, china la testa, dimenticati il sole primaverile. Memorizza ciò che serve a superare la prova, dunque ciò che presumibilmente vuole sentirsi dire il prof. Elimina tutto ciò che non serve, ovvero ciò che pensi tu. Ora che c’è? Solleva la testa, rovescia il banco e inizia a parlare con chi sta al tuo fianco, senza nessuno che dice “Se sbagli sei fuori”
Quest’anno arriva la “rivoluzione” al contrario dei Test Invalsi: per le scuole secondarie di secondo grado si svolgeranno dal 7 Maggio al 19 Maggio con la modalità computer-based e non saranno più in contemporanea in tutte le scuole italiane.
Come mai il MIUR ha preso questa decisione imponendo un sistema valutativo che non trova consenso tra gli studenti e le studentesse?
Smascheriamo la retorica dell’innovazione: negli scorsi anni il boicottaggio di massa del test INVALSI ha lanciato uno scomodo segnale al Ministero dell’Istruzione, mettendo in luce la forte contrarietà della scuola nei confronti di un sistema di valutazione non soltanto parziale ma anche dannoso, che Continua a leggere


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Le prove INVALSI secondo NoINVALSI

sciopero 11 maggio 2018

Dopo oltre 10 anni di attività il gruppo romano NoINVALSI si affaccia sul terreno del conflitto diretto.
Lo sciopero che abbiamo indetto per l’11 Maggio rappresenta un modo per dire al mondo della scuola, alle famiglie, ma soprattutto ai vecchi e nuovi affossatori della scuola pubblica fautori della valutazione standardizzata, della certificazione delle competenze, dello sfruttamento del lavoro minorile chiamato alternanza, che la resistenza a questo modello non è finita.
Lo sciopero è un modo per sottoporre a giudizio politico l’inerzia dei sindacati di categoria e la piaggeria della stampa. Stampa impegnata a fare della scuola un campo di battaglie generazionali mentre si sta consumando la sua fine, insieme agli altri due pilastri delle cosiddetta “anomalia italiana”, la sanità e la previdenza sociale.
Tutto si tiene nella trama del pensiero neoliberista. La martellante presenza dei documenti invalsiani (l’ultimo: Le prove Invalsi secondo l’INVALSI) grazie al ruolo invasivo che è stato attribuito all’Istituto da La Buona Scuola; i mille quotidiani obblighi pseudo-didattici e procedurali che i dirigenti impongono ai docenti; la svendita al mercato editoriale delle migliori esperienze pedagogiche del secolo scorso, passate al setaccio delle competenze e delle qualifiche europee. Tutto concorre all’egemonia dominante.
La scuola pubblica viene svuotata di intelligenze e di risorse. Per ricorrere ai finanziamenti occorre, appunto, “correre” dietro il progettificio dei PON, le cui Continua a leggere


La mappa dello sfruttamento dell’Alternanza Scuola Lavoro

Osservatorio Alternanza Scuola lavoro - La mappa dello sfruttamento - istruzioni per l'uso

LA MAPPA

Oggi la chiamano informazione circolare, uso mirato dei “social”, connessione permanente, informazione virale. Per i genitori, e anche per i nonni, si chiamava: inchiesta operaia, ricerca sociale, ricerca/azione, ma soprattutto CONTROINFORMAZIONE.
LA CONTROINFORMAZIONE negli anni ha raggiunto livelli di grande quailità ed efficacia che sono riusciti a segnare un’epoca, un ciclo di lotte. Pensiamo a “Lettera ad una Professoressa“ della scuola di Barbiana con la quale i ragazzi di Don Milani hanno denunciato e documentato la selezione di classe nella scuola di allora (1967) creando un terreno fertile alla successiva scuola democratica popolare e di massa che ha caratterizzato decenni di lotte e di sviluppo civile in Italia.
O alla “Strage di stato” l’inchiesta di un gruppo giornalisti “di strada” che denunciò storia e, fatti alla mano, nomi dei mandanti ed esecutori della strage della banca dell’agricoltura primo atto della strategia della tensione elaborata dallo Stato per far cessare un lungo periodo di conflitti sociali che stava trasformando il Paese e l’assetto dei poteri politici ed istituzionali.

La “MAPPA DELLO SFRUTTAMENTO” che abbiamo lanciato non ambisce a tanto. Vuole solo documentare, archiviare, organizzare, il “sapere” e i conflitti messi in campo dalle lotte ed iniziative di opposizione all’Alternanza Scuola Lavoro e alla legge 107 della “pessima scuola” renziana che l’ha sancita obbligatoria e distruttiva.
Ci basterebbe farla diventare un “granello di sabbia” che contribuisca non solo ad ostacolare il dominio liberista soffocante sulla scuola, ma anche a far intravedere spazi di un scuola libertaria, di emancipazione e autonomia per gli studenti ed insegnanti.
Non sarà un grande obiettivo ma per un risultato del genere è indispensabile una partecipazione larga e corale che ci faccia riprendere il gusto del lavoro e impegno comune per una scuola Bene Comune. È stata concepita per essere la mappa di tutti e tutti potranno arricchirla.
Quindi invitiamo studenti, genitori, insegnanti, cittadini a partecipare alla crescita della mappa con testimonianze da quattro ad N righe, documenti, cronache, delibere, video e foto.

È possibile farlo in 2 modi:

  • Inviandoci le vostre testimonianze/denunce a grupponoinvalsi@gmail.com, provvederemo noi a inserirle nella mappa.
  • Seguendo le videoistruzioni riportate di seguito in cui spieghiamo come avere pieno accesso alla google map per poter inserire i casi di Alternanza Scuola Lavoro particolarmente vergognosi premettendo che un’Alternanza “Buona” non esiste per i motivi ampiamente trattati su questo blog.


Il vademecum di resistenza all’Alternanza Scuola Lavoro

On line il vademecum di resistenza all’Alternanza Scuola Lavoro rivolto agli studenti e realizzato dal gruppo No Alternanza Scuola Lavoro di Roma.
In copertina anche il cartellino, ormai diventato famoso, degli studenti del Liceo classico Vittorio Emanuele II di Napoli, sui quali è scattata la ritorsione  della scuola per aver protestato il 25 marzo 2018 (domenica delle palme) per essere stati costretti a far da guide “volontarie” del famigerato FAI durante la giornata dei musei aperti.

Vademecum di resistenza all'Alternanza Scuola Lavoro

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Quando l’alternanza è tra scuola e sfruttamento

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Domenica 25 marzo è giornata FAI, musei aperti e volontari a far da guida. C’è qualcuno, però, che non lo fa per passione o per libera scelta, e siamo noi, studenti e studentesse dell’#alternanzascuolalavoro.
Noi della VB del Vittorio Emanuele II sabato, tornati dal viaggio d’istruzione, abbiamo comunicato che quasi nessuno il giorno dopo sarebbe andato all’alternanza, per la stanchezza, perché abitiamo lontano dal centro, per studiare, per pranzare in famiglia. Il problema della coincidenza con il ritorno dal viaggio lo avevamo già fatto notare un mese prima, ma il giorno non era stato cambiato. Subito sono arrivate, tramite i professori, minacce di seri provvedimenti disciplinari da parte della dirigenza, così abbiamo deciso di andare, ma portando con noi un simbolo di protesta.

Le ragazze e i ragazzi della VB del Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Napoli

Articoli correlati

La legge che rende inutile insegnare

di Filippo Maria Pontani

L’alternanza scuola lavoro è stata resa obbligatoria dalla riforma della Buona Scuola, la legge 107/2015. Introdotta inizialmente nel 2003, sulla carta è una metodologia didattica in cui gli alunni affiancano un periodo di formazione teorica in classe con uno di esperienza e pratica presso un’azienda. Nella pratica è diventata spesso l’occasione per alcune imprese di avere lavoro non retribuito per le mansioni meno qualificate, spesso gli studenti lamentano di fare poco o nulla.

“Le lezioni frontali ormai sano considerate un optional, ora i docenti devono anche valutare i tirocini, con voti che alzeranno la media. Cosi i ragazzi capiscono quanto poco è considerato lo studio”….

LEGGI TUTTO


Due iniziative a Roma contro La Buona Scuola

La prima, in ordine di tempo, vede impegnati insegnanti di ogni ordine intorno ai temi caldi già evidenziati nell’Appello per la Scuola Pubblica sottoscritto da 12.000 persone.

La seconda, interamente dedicata ad un dibattito sui guasti dell’Alternanza Scuola Lavoro, è stata organizzata da un collettivo composto da studenti, genitori, docenti di ogni ordine.

La politica è presa nelle maglie della fase di transizione, non sappiamo verso quale compagine governativa (al peggio non c’è mai fine), nel frattempo il MIUR continua a macinare le azioni di sempre. Una montagna di soldi dell’Europa destinati ai PON, divenuti ormai un cantiere di progetti a sostegno delle iniziative dell’INVALSI e di quelle legate all’Alternanza Scuola Lavoro, è messa sul tavolo delle parti sociali e del Comitato di Sorveglianza sul centro di costo. Alacremente al lavoro anche l’Osservatorio per l’Inclusione, organismo istituito in applicazione del Dlgs n 62/2017, i cui gruppi di lavoro vedono la presenza anche dell’associazionismo.

In entrambi i casi si tratta di discussioni fittizie che chiamano a ratificare scelte già adottate ai vertici.

Mentre le locuste neoliberiste continuano a dettare gli ordini del giorno della politica scolastica, si evidenzia la complicità delle forze maggioritarie nelle OOSS e di esponenti di storiche associazioni italiane.

In ordine a questi temi, mi auguro di potere intervenire durante un’altra iniziativa programmata dalla FLC-CGIL il 21 e 22 marzo, a Roma, a cui sono stata invitata come parte del gruppo di redazione dell’Appello per La Scuola Pubblica.

Renata Puleo, NoINVALSI

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