MOSAICO ANTI-RAV: LE FAQ

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Inauguriamo una nuova modalità di contatto. Le FAQ (Frequently Asked Questions: domande frequenti) ricevono risposte concise. Per gli approfondimenti si consiglia l’accesso ai materiali contro-informativi (www.genitoreattivo.wordpress.com – Gruppo NoINVALSI di Roma)

“Cos’ è il RAV?”
Il RAV è l’acronimo di Rapporto di Auto Valutazione. È un rapporto che viene chiesto di formulare a tutte le scuole di ordine e grado (esclusa la materna) allo scopo di stilare una sorta di ridicola classifica meritocratica tra gli istituti.
A dispetto del suo ipocrita nome (Rapporto di “AUTO” Valutazione) di autonomo questo rapporto non ha nulla in quanto viene richiesta la compilazione di un formulario chiuso dal quale non è consentito sgarrare, non si può per esempio includere nel formulario le criticità oramai strutturali che hanno un peso enorme sui risultati: carenze di fondi, carenze di organico, classi sovraffollate, degrado degli ambienti scolastici, condizioni socio-territoriali ecc. ecc.
Il RAV è stato istituito dalla Circolare MIUR 21/10/2014 n 47, a sua volta applicativa della Direttiva MIUR 18/09/2014 n.11.

“Che rapporto c’è tra il RAV e l’INVALSI?”
Il format RAV è stato elaborato dall’INVALSI; è, come detto sopra, fortemente autoreferenziale nella composizione delle schede e nell’indirizzo fornito per le risposte: la fonte è sempre l’INVALSI medesimo (questionari, prove standardizzate, rapporti, ecc). Il punto è la “premialità”, prevista dalla manovra La Buona Scuola per i finanziamenti agli istituti e per la carriera dei docenti.

“A chi è richiesta la redazione del RAV?”
Al nucleo di valutazione interno previsto dalla Circolare MIUR 21/10/2014, composto dal Dirigente e da membri individuati dal Collegio Docenti.

“Cosa possono fare i Collegi dei Docenti per opporsi al RAV del proprio istituto?”
Nella prima fase (l’attuale, gennaio/febbraio 2015 – mentre stiamo scrivendo) non individuare i membri del nucleo interno, preparare e sottoporre alla votazione mozioni che mettano in luce il carattere autoritario del RAV e distinguano le responsabilità del Dirigente da quelle in capo agli insegnanti (nelle procedure di valutazione degli apprendimenti, autovalutazione degli stili di insegnamento e della efficacia/efficienza dell’operato dell’istituto scolastico).

“Cosa possono fare i Consigli di Istituto per opporsi al RAV del proprio istituto?”
Il Presidente può mettere all’odg la discussione sul RAV; i rappresentanti degli insegnanti, degli ATA (importante il loro coinvolgimento: i DDSS si serviranno di loro per inviare i dati RAV!), dei genitori, votano delibere che si oppongono a tutta l’operazione (utilizzando i materiali contro-informativi diffusi).

“Cosa possono fare i Dirigenti Scolastici per opporsi al RAV del proprio istituto?”
Nel caso in cui ci siano DDSS che intendano opporsi…rischiare in proprio, con una prova di disobbedienza (o di obbedienza civile!).

“Cosa possono fare le RSU (rappresentanze sindacali unitarie) per opporsi al RAV del proprio istituto?”
Portare all’attenzione delle assemblee di istituto la non casuale esclusione della RSU fra gli organismi di rappresentanza e di controllo, nel questionario che l’INVASI ha inviato ai DDSS; opporsi a qualsiasi distrazione di fondi verso il nucleo di autovalutazione e all’inclusione di suoi compiti all’interno dei profili delle figure strumentali.

“Cosa possono fare i genitori per opporsi al RAV del proprio istituto?”
Promuovere con il Consiglio di Istituto iniziative di controinformazione rivolte ai genitori e agli studenti.

“C’è un’alternativa al RAV che le scuole possono mettere in atto?”
Sì, aprendo un percorso sperimentale di “autovalutazione” reale, gestito integralmente da chi dentro la scuola e con i ragazzi ci vive tutti i giorni, finalizzato a dare valore a quelle “buone pratiche” realizzate sul campo sulla base delle più accreditate ricerche epistemologiche nell’ambito pedagogico, attente a valorizzare la relazione educativa e la formazione della persona in tutta la sua complessità e specificità. Su questa base si possono individuare collegialmente i punti critici che non permettono l’espressione di tutte le potenzialità, a partire dalla non-stabilità degli insegnanti, dall’inesistenza di continuità didattica e relazionale, dall’elevato numero degli alunni per classe, dal taglio del “Tempo Scuola” negli Istituti Professionali e Tecnici, delle sperimentazioni nei licei, degli Organici nelle classi a Tempo Pieno, della mancata assunzione dei precari per le supplenze brevi, ecc.


 

CAPIRE IL RAV. SE LO CONOSCI LO EVITI.

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