INVALSI. Mettiamoci una croce sopra

Un gioco serio

Da questo blog, abbiamo chiesto a chi ci segue, di cimentarsi con il test di Lingua per la classe seconda di scuola primaria, formulato dall’Invalsi lo scorso anno, e ora proviamo a tirare le somme.

Le adesioni manifeste, quelle di coloro che hanno completato le tre fasi dei gioco inviando anche i loro commenti, non sono state molte, anche a causa di qualche problema tecnico.

Il passa-parola ha comunque prodotto un significativo effetto a cascata: moltissime persone hanno curiosato fra le domande, qualcuno ha stampato e diffuso nei luoghi di lavoro e fra gli amici il testo. Fra coloro che si sono esposti giocando, qualcuno lo ha fatto con l’atteggiamento scettico e divertito di chi compila i test delle riviste e dei tabloid, forse ricavandone la convinzione che il compito non era difficile, niente di così allarmante. Altri, sono rimasti sconcertati o ulteriormente convinti che si tratta di una procedura difettosa e quanto meno inutile, quando non dannosa.

La nostra intenzione – mostrare la sciatteria teorico-linguistica dell’impostazione e la mancanza di valenza formativa di questo tipo di valutazione – ha trovato terreno fertile nel particolare clima di critica diffusa a questa pratica. Citiamo alcuni episodi:

  1. La lotta intestina per il rinnovo degli incarichi in seno all’Invalsi che ha spesso usato anche argomenti tecnici come arma (si veda il testo della famosa “Cordata per il nostro Invalsi”);

  2. La sortita della neo-presidente, la professoressa Ajello, che ha definito la prova della classe seconda uno stupido imbroglio ai danni dei bambini;

  3. La pubblica esposizione di accademici italiani e stranieri contro il testing

  4. Il balbettio con cui le Fondazioni amiche dell’Istituto (Agnelli, Treelle) nei loro rapporti, hanno rimandato alla opportunità di cambiare rotta, accusando, ora la corporazione docente, ora i ricercatori, ora la politica, per l’evidente mancanza di consenso al lavoro dell’Invalsi.

Ma noi, a giochi fermi per l’arrivo della pausa estiva e a fronte del disinteresse della politica, quella del nuovo che avanza, non vorremmo proprio un Invalsi migliore. Il nostro lavoro di riflessione e di controinformazione chiede una sospensione delle pratiche valutative a test. Vorremmo che la sintonia, anche internazionale, fra coloro che chiedono una ricerca seria sui sistemi di valutazione utilizzati dai docenti – buone pratiche esistenti e ignorate – sulla problematicità del valutare sistemi umani complessi, portasse ad una profonda trasformazione dell’Invalsi (estinzione per mancata risposta al mandato?) e una restituzione di ruolo, di protagonismo, alle scuole e alle università.

Sempre in relazione al dissenso, manifesto, malcelato, consapevole, rimandiamo ad una discussione fra esperti, molto implicati, diremmo compromessi. Sulla newsletter Learning4, a cura del gruppo Scuola Democratica in cui sono confluiti, sotto la protezione di un aggettivo ormai usurato, Benadusi, Campione, ma anche Pontecorvo e Zucchermaglio, e molti altri nomi di provenienza non scolastica, come Sestito, Invalsi-economy, (fate lo sforzo di andarvi a cercare i curricula vitae: sono emblematici), il tema è proprio l’Invalsi.

Secondo Bruno Losito che firma l’intervento più controcorrente (con la moderazione tipica di chi è dentro ma si dice fuori… anche qui controllate), il problema è non aver ottemperato al motivo ispiratore, sia nel lavoro di Invalsi, sia in quello dei consociati autorevoli a carattere internazionale(Pisa/OCSE): l’analisi dei bisogni educativo-formativi nelle società avanzate. Ma, la critica si attenua nel dire che non bisogna parlare di PISA se si vuole parlare di INVALSI. Infatti, continua, qui il guaio è più serio: arretratezza e assunzione indebita di dati; perdita di spessore del ruolo educativo della scuola italiana; debolezza della valutazione interna, mai osservata, valorizzata, formata. Un modo diplomatico per affermare che la ricerca su come si costruisce conoscenza è arenata sul lido del testing, sul paradigma quantitativo che, accumulando dati presunti oggettivi, tenta di collegare concetti generali (pochi) a evidenze empiriche (molte e tralasciate). Eppure, insistono Sestito e Benadusi, sulla stessa pagina della newsletter, un merito l’Invalsi ce l’ha: ha prodotto un fiorire di studi sulla valutazione!

Per noi, certo. Da oltre dieci anni è un’occasione di studio e di attivismo politico in favore della scuola pubblica.

Renata Puleo

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Se anche così trovi difficoltà comunicaci le tue crocette e soprattutto i tuoi commenti per mail (genitoreattivo@gmail.com).

Questi sono i test di Italiano che l’anno scorso (maggio 2013) l’Invalsi ha voluto sottoporre a tutti bambini delle seconde classi della scuola primaria. In tutta Italia e senza alcuna differenziazione (anche in caso di bambini con specifiche difficoltà).

Vi proponiamo un gioco, molto serio, consiste nel rispondere alle domande contenute nel fascicolo Invalsi.

Scopo di questo gioco serio è prendere diretta consapevolezza di cosa sia realmente il test Invalsi, fuori da ogni chiacchiera o speculazione, anche rispetto alle critiche che andiamo facendo alla valutazione mediante “prove oggettive e standardizzate”. Vorremmo, inoltre, documentare, se i dati ce lo consentono, il rapporto tra la natura delle prove, il sistema di valutazione, e le finalità politico-ideologiche che con esso si vogliono perseguire.

Abbiamo frazionato in tre parti l’opuscolo proposto dall’Istituto alle scuole conservando in tutto e per tutto l’originale, compresa la suddivisione in tre parti che corrisponde ai tre diversi gruppi di domande.

Le prove verranno inviate ai giocatori un gruppo per volta, a distanza di una settimana.

È necessario rispondere seguendo le istruzioni fornite all’inizio del fascicolo, mettendo una crocetta nello spazio attivo, evidenziato con il colore azzurro chiaro. Nell’ultima pagina di ogni sezione c’è lo spazio per dire quanto tempo è stato impiegato nel rispondere a tutte le domande e per poter scrivere, in modo sintetico, pareri, commenti, ragionamenti, esplicitare dubbi relativi all’esperienza fatta.

Una volta completato, il file dovrà essere inviato a genitoreattivo@gmail.com

Il gioco proseguirà con la pubblicazione di tutti i risultati ottenuti in base alle griglie di valutazione predisposte dall’Invalsi. Soprattutto verrà dato conto di tutti i commenti, le osservazioni, i dubbi.

Ognuno avrà così la possibilità di trarre le sue conclusioni. Al fine di una corretta riflessione sulla prova va tenuto in considerazione che i bambini hanno 45 minuti per rispondere a tutti i 23 quesiti. Durante questo tempo non possono alzarsi dal banco (neanche per andare in bagno).

Chi partecipa al gioco riceverà l’esito delle prove in corso, tutti gli altri potranno leggere lo stesso materiale, strada facendo, sul questo sito.

A chi accetterà di giocare, speriamo tante e tanti, chiederemo anche una partecipazione attiva alla campagna di informazione antiInvalsi.

Grazie e buon gioco!


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