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Alternanza scuola lavoro. L’Unione degli Studenti presenta i risultati della sua inchiesta

Presentati dati inchiesta nazionale “Diritti, non piegati – Parte il riscatto!” 29/05/17

Oggi (29/05/2017) abbiamo presentato, presso la Camera dei deputati, i dati raccolti attraverso l’inchiesta nazionale sulla qualità dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e lo Statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza. Consultati oltre 15.000 studenti di licei e istituti tecnici e professionali: il 38% ha dovuto sostenere i costi dell’alternanza.

Hanno preso parte, visionato i dati e contribuito alla conferenza forze politiche, sindacati, organizzazioni sociali.

Con la campagna “Diritti, non piegàti” abbiamo raccolto dati sulla qualità dei percorsi e  nelle assemblee abbiamo scritto lo Statuto delle studentesse e degli studenti.
I dati parlano chiaro: il 38% degli studenti ha dovuto sostenere delle spese per partecipare alle esperienze di alternanza, il 57% ha portato avanti
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Confindustria a caccia di studenti

Aumentare le ore di alternanza nei professionali

cultura-dimezzataClaudio Tucci, giornalista de “Il sole 24 ore” e vestale rigorosa del feroce classismo di Confindustria interviene ancora una volta per cercare di vanificare il dettato e gli effetti dell’articolo 3 della Costituzione1. Così ci informa il giornalista guru della scuola nel giornale della Confindustria nell’edizione del 9-2-2017: “Più alternanza scuola-lavoro (almeno il 50% dell’orario scolastico). Robuste dosi di laboratorio, già a partire dal primo biennio. Percorsi didattici di 4 anni (e non di 5), con una identità “chiara” e “subito pratica”, valorizzazione del ruolo delle Regioni ed esigenze del territorio (e con la possibilità per i neo diplomati negli Its (Istituti tecnici superiori). Confindustria ha inviato in Parlamento2 le proprie osservazioni allo schema dei Dlgs (Decreto Legislativo 397 n.d.r.) che riordina l’istruzione professionale dello Stato.”

Viene da pensare che il giornalista portavoce della Confindustria non sappia cosa sta scrivendo, e forse non lo sappia nemmeno la stessa Confindustria. L’orario settimanale degli Istituti Professionali è stato tagliato fino al 25%, dal 2010 sono passati dalle 42/44 ore settimanali alle attuali 32 tagliando equanimemente tra le discipline di base culturali e ore di laboratorio. Così oggi, come in ogni altra Continua a leggere


La scuola, luogo dell’otium formativo

pianto-licei-classiciLa notte bianca al liceo “Luciano Manara” di Roma, mi ha confermato che studiare è sì “una posizione della schiena” per parafrasare Gramsci, ma è soprattutto un lavoro all’insegna della gratuità: non si fa per profitto economico, non si fa per competere spintonando gli altri, non si fa per riuscire in futuro vincenti. Si svolge in un tempo che deve restare sospeso, nella sua in-utilità. Non a caso gli insegnanti e gli studenti che l’hanno organizzata hanno fatto ruotare tutte le rappresentazioni attorno ai classici, alle lingue morte – date per tali dai nostri ignorantissimi governanti – il greco, il latino. Lingue non più in uso, fuori uso, che continuano a operare dentro la nostra cultura, abitano dentro le parole che continuamente usiamo, sorreggono la logica, la filosofia, la matematica. Senza scordarci la loro capacità di essere trans-culturali, di non appartenere solo alla tradizione europeo-occidentale ma anche a quelle civiltà che oggi guardiamo con sospetto e paura.

I due commenti che seguono interpretano – meglio di come potrei fare io – il mio sdegno per le conseguenze della legge 107/ 2015, per uno scherzo macabro denominata La Buona Scuola, e per i testi delle deleghe in consegna in questi giorni.

Il primo è uno stralcio di una intervista al filosofo Roberto Finelli sulle potenzialità del comunismo, oggi, proprio nell’ambito della formazione coniugata con la necessità di essere utopica, di costruire Continua a leggere


Con l’alternanza scuola-lavoro l’istruzione s’inchina al modello McDonald’s

Alternanza scuola lavoro

di

Il 18 ottobre il ministero dell’istruzione (Miur) ha presentato il progetto Campioni per l’alternanza. Si tratta di un protocollo d’intesa con sedici aziende per l’alternanza scuola-lavoro nel triennio delle superiori, ed è il modello con cui il ministero ha deciso di lavorare da qui in avanti.

Di alternanza scuola-lavoro parlavamo – e criticamente – già lo scorso febbraio, spiegando cos’era questa nuova disposizione della legge 107 (la cosiddetta Buona scuola): gli studenti dei licei devono fare obbligatoriamente almeno duecento ore di attività aggiuntiva nel corso del triennio, gli studenti dei tecnici e dei professionali devono fare almeno quattrocento ore.

Nel 2015, primo anno di sperimentazione, per molti dirigenti scolastici è stato complicato trovare le aziende disposte ad accogliere – e formare – centinaia di migliaia di studenti. Eppure, il numero fornito dal ministero sugli studenti partecipanti del 2015/2016 è 652.641, e la previsione è di portarlo a 1,1 milioni e 1,5 milioni rispettivamente nel 2016/17 e 2017/18.

Per questo l’accordo Campioni per l’alternanza è stato accolto dal ministero con entusiasmo: le prime sedici aziende coinvolte – Accenture, Bosch, Consiglio nazionale forense, Coop, Dallara, Eni, Fondo ambiente italiano, Fca, General

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L’alternanza scuola lavoro nel 2016

alternanza-scuola-lavoro

(1° puntata)

FACCIAMO QUATTRO CONTI

La legge 107/2015 stanziava 100 milioni l’anno per l’attuazione dell’Alternanza Scuola Lavoro.

La ministra Giannini nel suo comunicato del 18 ottobre ha dichiarato che gli studenti che avevano realizzato il nuovo obbligo Nell’anno scolastico 2015/2016 hanno partecipato 652.641 ragazzi” “Quelli che hanno frequentato per il primo anno il nuovo obbligo sono stati 455.062” :

  • Studenti del Liceo: 227.308, erano 12.371 nel 2014/15 (+1.737%)

  • Studenti degli Istituti Tecnici: 140.699, erano 31.592 nel 2014/15 (+345%)

  • Studenti degli Istituti Professionali: 87.055, erano 45.789 nel 2014/15 (+90%)”

Se i soldi stanziati non hanno subito variazioni, per ciascuno studente sono stati spesi 153,22 euro, nell’ipotesi che le risorse dello Continua a leggere


Federmeccanica fa i soldi con l’alternanza scuola lavoro

Confindustria: il fiore all’occhiello

Confindustria e l'alternanza scuola lavoroDi cosa stiamo parlando

Nel corso della strada che porterà alla piena attuazione dell’Alternanza Scuola Lavoro la Confindustria ha indossato il vestito della festa e si è messa all’occhiello un fiore dall’odore stomachevole, quello del milione e 200mila euro che la Federmeccanica incasserà dalla stato per realizzare il progetto della formazione “on the job”, come lo chiama il Sole 24 Ore con l’intento di dare lustro ad una volgare e usuale forma di sfruttamento dei giovani a lavoro.

Il progetto che viene messo a punto nel mese di luglio, dopo aver firmato un protocollo con il MIUR alla fine di giugno, prenderà il via il prossimo anno scolastico coinvolgendo 104 imprese meccaniche e 50 scuole. Ma il progetto, a regime, prevede il coinvolgimento di 500 aziende e 5.000 studenti.

Partiamo dai soldi

Il Comma 39 della legge 107 * (la pessima scuola renzista) prevede la spesa per annua per la realizzazione dell’Alternanza Scuola Lavoro 100 milioni di euro l’anno. Il finanziamento complessivo, quindi sarebbe di 66,6 euro l’anno per ogni studente. Questo primo anno, se i dati sono quelli che pubblica la Confindustria sul suo quotidiano, il finanziamento di 1,2 milioni dovrebbero Continua a leggere


Alternanza scuola lavoro. Ecco i “benefattori” che accoglieranno i nostri studenti

lavoro infantilePremessa
Nella legislazione, nella normativa, le imprese hanno assunto da tempo il ruolo di modello della società futura. Modello sia nel senso valoriale generale: il merito al comando, la gerarchia intoccabile, la competitività, l’economia al vertice, il profitto come principio ordinatore salvifico. Ma anche modello quotidiano di comportamento: i tempi, i modi, i perché, la gestione. Individui, gruppi, comunità devono ispirarsi all’impresa per risolvere i loro problemi per acquisire modelli positivi e risolutivi. Mano a mano che i diritti, la certezza del diritto, la regolamentazione, la solidarietà, l’uguaglianza, il lavoro di gruppo, la collegialità, la cooperazione vengono messi al margine ed eliminati, l’impresa e il mercato dilagano diventando i modelli di riferimento della classe politica dominante e legiferante.

I nuovi protagonisti
In questo testo vorremmo documentare chi sono realmente, cosa fanno, come si comportano i nuovi protagonisti che ci dettano le regole e ci impongono, spesso con la forza e la violenza, i comportamenti, i valori, i fini, perché e come spendere la vita dei cittadini, dei giovani, degli esseri umani che restano e resteranno lontani al di fuori della gestione del potere.

L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro)
Spunto di questo testo è la relazione che il presidente dell’Istituto presenta ogni anno al Parlamento. L’ultima disponibile è quella del luglio 2015 che riporta i dati del 2014; è da questa relazione che sono tratti i dati che presenteremo. In questo inizio di discorso ci limitiamo a prendere in considerazione la documentazione relativa ai “bambini che lavorano”, non quindi i “minori” di 18 anni, ma i bambini e ragazzini fino a 14 anni ai quali, tra l’altro è negata la scuola, visto che l’obbligo scolastico è previsto per legge fino a 16 anni. Con la Continua a leggere