Archivi tag: Aprea

INVALSI: GLI INCOMPRENSIBILI SILENZI DELLA FLC-CGIL

Storia di una sanzione disciplinare (puntata 77)

A cura di Piero Castello

Sono mesi, forse un anno che, tra i docenti attenti e preoccupati delle vicende INVALSI, gira la voce di un ricorso promosso dalla Flc-CGIL contro il DPR 28/03/2013 n.80, il Regolamento relativo al Sistema Nazionale di Valutazione.
Chi di noi è intento ad opporsi all’INVALSI e alle sue pratiche distruttive, si rende conto di quanto sarebbe importante rendere pubblico questo ricorso, di come esso costituirebbe un grande aiuto per chi sta lottando, con pesanti costi personali, contro le pratiche di valutazione standardizzate.
Mediante una ricerca attenta sul sito ufficiale della Flc, abbiamo riscontrato solo due tracce dell’esistenza di tale ricorso e del suo deposito ufficiale, per cui rimane
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Roma, 4 e 5 dicembre 2014. L’Invalsicrazia secondo Giorgio Israel

Storia di una sanzione disciplinare (puntata 76)

A cura di Piero Castello

Ci fa sempre piacere incontrare dei compagni di strada, soprattutto quando questi “compagni” appartengono a categorie quiescenti o complici come sta avvenendo per buona parte del mondo accademico e, soprattutto del mondo della “Ricerca”.
Ricerca che dovrebbe indignarsi e lottare con ogni mezzo perché la millantata appartenenza al mondo degli enti di ricerca dell’INVALSI costituisce un’offesa permanente a chi la ricerca la fa seriamente e convintamente e vede tagliarsi le risorse che invece abbondano per gli Istituti “padronali” ed etero diretti che agiscono da Agenzie Paragovernative senza legittimazione né scientifica né democratica.
Grazie! Quindi al prof. Israel anche per la continuità del suo impegno anti-furfanteria nei confronti dell’INVALSI. Però aspettiamo con ansia che il professore contribuisca con una sua ipotesi relativa alle cause e al contesto che Continua a leggere


Perché l’INVALSI è il fondamento della “Buona scuola” di Renzi-Giannini-Aprea

Storia di una sanzione disciplinare (puntata 75)

A cura di Piero Castello

L’attacco che la scuola sta subendo da parte del governo Renzi-Giannini, attraverso il “progetto” della “BUONA SCUOLA”, è a 360 gradi. L’impegno che gli insegnanti democratici stanno esprimendo per difendere la scuola pubblica e la loro dignità di docenti emerge dalle decine di delibere e documenti di aperta e argomentata contestazione sia ai singoli aspetti del “progetto” sia al suo impianto complessivo.
Ma questo sforzo rischia di far passare sotto silenzio l’entrata in vigore del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) ed in particolare la fase delicatissima e feroce che va sotto la falsa denominazione “
Autovalutazione” delle scuole. Va rimarcato con forza che la normativa secondaria (Dpr 89/14, Direttiva n. 11/14, Circ. Minist. 47/14) non ha fondamento Costituzionale né di legge, indispensabile fonte primaria di qualsiasi altra normativa.
Per questo il
Gruppo NO Invalsi ha predisposto il testo di dichiarazione/delibera di obbedienza civile allegata, da utilizzare per manifestare la propria opposizione, dei Collegi dei Docenti, Consigli di Circolo, di gruppi e di singoli (insegnanti, genitori, studenti, cittadini) al tentativo di
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L’incubo de “la buona scuola”


Lip ( legge di iniziativa popolare ) vs. la buona scuola di Renzi

Adotta la lipDa settimane sui social network, sulle mailing list tematiche e in generale sul web che si occupa di scuola è partito un tam tam per sostenere la LIP, ovvero la legge di iniziativa popolare nata ormai otto anni fa e ripresentata di recente al Senato e alla Camera da un gruppetto trasversale di senatori provenienti da diverse formazioni politiche.
Anche noi abbiamo deciso di adottarla anche perché tra pochi giorni si chiude la campagna di “ascolto” seguita alla pubblicazione da parte del governo Renzi dell’ennesimo progetto di riforma dell’Istruzione nazionale denominato “La buona scuola”.
Lo facciamo pubblicando e commentando una scheda facilmente reperibile anche su altri
siti in cui le due “visioni” vengono messe schematicamente a confronto.
Ma confrontare nel “merito” i due documenti ha e avrà senso solo rispettando anche le diversità di “metodo” che hanno caratterizzato, ed erano sottese, ai due testi.
Sul piano del metodo è rilevante che la Lip sia stata una proposta di legge popolare con caratteristiche rare anche tra le esperienze di iniziative di base che vogliono occupare il ruolo “legislativo” che la Costituzione affida al popolo (Art. 71, comma 2): ”
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la Continua a leggere


Per la democrazia scolastica e per la scuola della costituzione: fermare la proposta di legge sul governo delle istituzioni scolastiche

E attualmente all’esame della Commissione Cultura ed Istruzione della Camera una proposta di legge (ex Aprea) che in sintesi propone:

1)      La trasformazione del sistema scolastico statale, previsto dalla Costituzione (“la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”) per garantire a tutti/e una formazione democratica e culturale il più possibile uguale in un sistema nazionale formato da scuole statali, paritarie private (e quindi anche di orientamento confessionale) e pubbliche, già delineato nella legge di parità ed ora più accentuato e definito.

2)      La frantumazione del sistema scolastico unitario a livello nazionale  anche se aperto alle diverse realtà  territoriali  in un insieme di scuole-azienda, ciascuna con una propria specifica identità statutaria con  il rischio di forti caratterizzazioni localistiche e di forme di privatizzazione: dalla scuola per l’uguaglianza alla scuola delle disuguaglianze.

3)      L’accentuazione della tendenza all’aziendalizzazione della scuola con il rafforzamento dei poteri manageriali del Dirigente Scolastico e l’indebolimento del ruolo degli organi di democrazia scolastica.

4)      La riduzione degli spazi di autonomia dell’attuale Collegio dei docenti e, con l’accentuazione dei poteri del Dirigente Scolastico, la riproposizione del rapporto di subordinazione gerarchica dei docenti al Dirigente Scolastico, già previsto nel RD del 1924. Andrebbe, viceversa,  reso più cogente il fatto che la responsabilità gestionale del DS viene svolta nell’ambito della collegialità, di cui lo stesso DS è espressione e parte attiva.

5)      Gli organi di democrazia scolastica, affidati ai singoli statuti, possono essere  o ridimensionati o soppressi. Il Consiglio dell’autonomia,  ha generiche  competenze d’indirizzo e limitate funzioni deliberanti e  sempre su “proposta del dirigente scolastico”. Il consiglio dei docenti, non essendone esplicitato il potere deliberante, rischia di vedere indebolite le  funzioni di programmazione e di valutazione. I consigli di classe sono fortemente ridimensionali nelle loro competenze e nella loro composizione.

6)      Non è accettabile che sia lo Statuto a definire in ogni scuola le modalità attraverso le quali genitori e studenti esercitano il diritto di partecipazione. in tal modo, tra l’altro, vengono anche messe in discussione le assemblee degli studenti in orario di lezione.

7)      L’organizzazione degli organi collegiali territoriali è attribuita alle discrezionali scelte delle Regioni in palese violazione della Costituzione che invece, per garantire l’assetto unitario del sistema scolastico, attribuisce allo Stato la competenza per le norme generali sull’istruzione.

8)      Il governo nazionale della scuola è mantenuto al Ministro dell’istruzione con un ruolo sempre più evanescente del cd Consiglio nazionale delle Autonomie scolastiche.

9)      All’interno di queste scelte che mettono in discussione il ruolo istituzionale del sistema scolastico statale tutta la necessaria articolazione è demandata in gran parte al potere regolamentare del Ministro: dalla Scuola della Repubblica alla scuola ministeriale.

Queste scelte mettono in discussione la scuola della Costituzione; se l’iter legislativo non sarà fermato, la proposta sarà approvata dalla Commissione della Camera in sede legislativo, senza alcun dibattito né in Parlamento né nel mondo della scuola: chiediamo pertanto che l’iter legislativo sia fermato e sia avviato sin dall’inizio del prossimo anno scolastico un ampio dibattito nelle scuole in modo che la riforma del governo della scuola statale, senza dubbio necessaria, con la partecipazione democratica del mondo della scuola e della cultura, segni un rafforzamento della democrazia scolastica per una scuola statale pluralista ed aperta a tutti e tutte .

SI  PUO’ SOTTOSCRIVERE QUESTO APPELLO INVIANDO UNA MAIL CON L’ INDICAZIONE DI NOME, COGNOME, INDIRIZZO a:

tavoloregionalelazio@gmail.com


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