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Niente quiz, siamo inglesi!!!

Let our kids be kids

Notizie dalla Gran Bretagna, confortanti una volta tanto. I genitori inglesi si ribellano al loro INVALSI (prove oggettive standardizzate, QUIZ per conoscere gli apprendimenti degli studenti). Le notizie che abbiamo sono che le politiche tacheriane con il sostegno della strategia dei quiz abbiano già compiuto grandi disastri nella scuola pubblica inglese.
Ma la notizia in sé ci narra di un’azione forte e profonda che richiede una elaborazione, ed un radicamento sociale, che non si improvvisa. Constatiamo, ancora una volta, che la stampa nazionale di notizie di questo genere e su questi argomenti è assai avara
Siamo particolarmente felici per le storie che ci arrivano, anche se mettono in luce la nostra inadeguatezza rispetto alla informazione che non riusciamo a produrre, far crescere e girare come vorremmo e come sarebbe necessario.
Rinnoviamo l’invito ai nostri lettori di comunicarci eventi, fatti, opposizioni grandi e piccole che si realizzano in Italia, ma anche articoli e libri che ci raccontino di altri paesi. Notizie con cui potremmo arricchire le informazioni e la “coscienza” antinvalsi che resta un obiettivo fondamentale del nostro sito e del Gruppo NoINVALSI.

Gruppo NoINVALSI

Test a scuola: in Gran Bretagna, «scioperano» i bambini di sei anni

Contro le prove di matematica e inglese previste dal governo,  una campagna social che ha raccolto 40mila firme. Molte le assenze per protesta,  martedì. I genitori: «Lasciate che i bambini facciano i bambini». Ma rischiano multe fino a 120 sterline

di Caterina Belloni

Bambini in sciopero per la prima volta in Gran Bretagna contro i test previsti dal Governo: sono troppo difficili e, soprattutto, impongono uno stress eccessivo e impediscono ai piccoli di vivere serenamente la scuola. La piattaforma attraverso la quale la protesta,  prima solo serpeggiante nei…
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Tre nuovi modelli di diffida delle prove Invalsi per i genitori

genitori noInvalsi

L’anno scorso, durante la mobilitazioni contro l’ORRIDA SCUOLA DI RENZI, alcuni genitori e qualche nonno si presentarono al corteo sbandierando dei volantini scritti a caratteri cubitali che pressappoco recitavano così: INVALSI = BANDA DI TORTURATORI DI BAMBINI E GIOVANI AL SOLDO DEI NEMICI DELLA SCUOLA PUBBLICA.
Questi genitori erano quelli di una scuola della periferia romana che avevano capito bene la natura della faccenda già da tempo. Gli stessi, nei prossimi giorni, non manderanno i propri figli a scuola per le prove INVALSI e a turno si organizzeranno per portarli in qualche parco di zona a godersi un giorno di festa NoINVALSI.
Quest’anno se tanti genitori avessero letto le tre puntate da noi pubblicate sul nostro sito in cui sveliamo i trucchi dell’INVALSI insieme alle molte altre nostre scoperte sulla natura fraudolenta e dannosa dei quiz, il numero di quelli determinati ad impedire la somministrazione nefanda dei quiz ai propri figli costituirebbe un esercito.
Se poi scoprissero o avessero avuto modo di essere informati sul fatto evidente che uno dei pilastri/spina dorsale dell’orrida, deleteria, pessima Scuola di Renzi è costituito proprio dai quiz INVALSI, sarebbero ancora più determinati e consapevoli nella loro scelta di rifiuto.
Ma visto che non abbiamo dalla nostra né “La Repubblica” né “Il Corriere della Sera”, né la TV pubblica né le TV private, né il PD né la CGIL… nè… né… né… ci affidiamo ai soliti nostri strumenti artigianali che hanno le gambe corte, ma Continua a leggere


I trucchi dell’Invalsi Parte 3

Prove INVALSI: allineamento con le Indicazioni Nazionali

Premessa
no invalsiDicevamo nella seconda puntata (puoi leggere le puntate precedenti nel nostro blog e nel sito: http://www.autoconvocatiscuola.altervista.org) che un percorso di validazione delle prove dovrebbe essere un percorso lungo, ma aggiungiamo, dovrebbe avere a monte una documentazione trasparente e ripercorribile, che i dati forniti dall’INVALSI non ci consentono.
A noi comuni cittadini, genitori, insegnanti studenti un po’ tignosi e rigorosi, a nostro modo, non mancano gli strumenti, la logica, la razionalità e il buon senso per capire cose anche decisive.
Per esempio riusciamo a capire se esiste un allineamento tra gli obiettivi di apprendimento fissati dalle Indicazioni Nazionali e le domande, e le risposte, elaborate per rilevare gli apprendimenti dei bambini alla fine della classe V elementare.¹
Questi “Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria” si trovano nel DPR del 2009, n.89 “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” adottato, in via definitiva dal ministro Profumo nel 2012.
Come è logico che sia, il Ministero chiede all’INVALSI che, per rilevare gli apprendimenti, si faccia riferimento agli obiettivi definiti dalle Indicazioni. Come è ovvio i Quadri di Riferimento elaborati dall’INVALSI fanno riferimento alle stesse indicazioni per la elaborazione e la scelta delle singole prove.
Vista la centralità indiscussa delle Indicazioni Nazionali nella costruzione delle Continua a leggere


Un volantino è un volantino

Un volantino ci è stato richiesto in più circostanze in questi mesi. Genitori isolati, insegnanti carbonari, gruppi che cercano di convincere altri, chi per convocare un’assemblea di genitori, chi per convincere gli altri genitori a non mandare i figli a scuola il 4 e 5 maggio, chi per convincere i colleghi a scioperare.

Così ci siamo messi a ricucire le idee, i temi espressi più efficacemente sui documenti, brani di delibere, interventi ai seminari, incontri….Il frutto di questa miscela lo trovate qui sotto e in allegato sperando che possa essere utile a qualcuno.

Certo il volantino non può essere una riflessione approfondita e attenta, ma può suscitare interesse, approfondimenti, condivisioni… insomma uno strumento insufficiente ma indispensabile. In altri tempi i volantini sono stati un anello importante nei circuiti informativi altri da quelli dei poteri costitutivi ed anche ai circuiti istituzionali distratti ed infedeli.

Abbiamo avuto qualche pudore a firmarlo Gruppo NoINVALSI perché oltre alle nostre idee anche quelle maturate in altri contesti e da altre persone. D’altronde il formato in cui lo diffondiamo consente la modifica di firma testo, cancellazioni, integrazioni, adattamenti.

Come facciamo spesso, invitiamo chi lo userà a darcene informazione e possibilmente mandarcene copia. Ci piacerebbe costituire intera di galleria di volantini, per argomenti diversi, momenti diversi, diverse occasioni, per facilitare i più attivi che li diffondono, per alimentare il circuito informativo, per far crescere la condivisione.

Gruppo NoINVALSI – Roma

SCARICA IL VOLANTINO IN VERSIONE RIEDITABILE

PERCHE LE-PROVE INVALSI SONO DANNOSE DEF


A lezione dagli studenti

''Boycott Invalsi, no Invalsi, no ai quiz'' recita la scritta su uno striscione esposto durante il corteo di alcuni studenti delle scuole superiori e di insegnanti aderenti al sindacato Cobas per boicottare i test Invalsi, 13 maggio 2014 a Napoli. Simbolo della protesta una maschera con una x disegnata su tutto il volto come la x richiesta per indicare le risposte sul test. ANSA / CIRO FUSCO

Gli studenti, in merito alla valutazione, alle prove oggettive standardizzate, alle pratiche acefale ma distruttive dell’INVALSI, stanno manifestando un grado di consapevolezza decisamente encomiabile. Ci aspettiamo che insegnanti e genitori mostrino, anche loro, analoga determinazione e conflittualità. Tanto più importante perché, nel corso dei primi mesi della sua attuazione, la legge di deformazione della scuola pubblica, la “buona scuola per maxiemendamento” di Renzi e dei renziani,  mette in chiaro il suo impianto e le sue finalità.
Ci limitiamo a segnalare due aspetti.
Il primo, riguarda le migliaia di assunzioni a tempo indeterminato, certo non effettuate per potenziare la scuola, gli insegnamenti, le funzioni educative, l’accesso alle conoscenze e al sapere. Infatti, paradossalmente, l’organico per il potenziamento sta provocando un clima di provvisorietà, di precarietà all’interno delle scuole, oltre un notevole tasso di ricatto da parte dei dirigenti sui neo-assunti.
Si moltiplicano le testimonianze e le esperienze di docenti assegnati alle scuole senza alcun criterio logico rispetto agli ordinamenti, ai programmi (indicazioni), o alle classi di concorso, in aperto conflitto con le manifeste necessità e lacune di organico che dovevano essere volte al recupero dell’orario indispensabile ad un normale svolgimento dell’attività di insegnamento, o ad eventuali progetti di potenziamento, come sbandierato nella legge.
La legge non consente che vengano potenziate le discipline e le ore di Continua a leggere


Pillole NoInvalsi. Pillola n° 3/bis: L’istituto Invalsi fa il gioco sporco

Pillola NoInvalsi

Proprio in queste ore l’Istituto Invalsi ha spostato le date delle prove al 6 e 7 maggio (anzichè come previsto da molto tempo il 5 e 6 maggio). Ricordiamo che l’Invalsi non è né il Ministero dell’Istruzione né l’Ufficio Scolastico Regionale (ex-provveditorato) che sono gli unici soggetti a cui la scuola deve rispondere.

Questo spostamento è palesamente una sporca risposta alla protesta che si sta allargando sempre di più sugli Invalsi (ed in generale sulla riforma della scuola)! Infatti proprio il 5 maggio è previsto uno sciopero nel mondo della scuola (anche contro gli INVALSI) che si preannuncia molto partecipato: proprio per vanificare lo sciopero l’istituto Invalsi ha modificato le date!

Per i genitori contrari agli Invalsi comunque cambia poco: non manderanno i bambini a scuola nè il 6 nè il 7!
http://www.invalsi.it/invalsi/doc_evidenza/Comunicato_stampa_Post_Prove_INVALSI_2015_PRIMARIA.pdf

Pillole prescritte dai genitori No-Invalsi della Principe di Piemonte/L.Da Vinci di Roma


Pillole NoInvalsi. Pillola n° 3: cosa producono gli Invalsi?

Pillola NoInvalsi

Da uno stralcio di un’intervista a Renato Foschi (Specialista in psicologia e dottore di ricerca, ricercatore in psicologia generale presso la Sapienza Università di Roma)
IN COSA CONSISTONO QUESTI TEST?

Sono test di abilità per verificare le capacità nella lettura e il livello di apprendimento in matematica e in inglese degli studenti italiani dalla seconda elementare fino alla maturità. Possono essere usati per verificare i disturbi di apprendimento nel bambino, ma anche per misurare la capacità delle scuole nel veicolare un pacchetto di conoscenze standardizzate che vale per tutti, a prescindere dalle culture o dalle nazioni di appartenenza. L’Invalsi pensa così di potere misurare mediamente i ragazzi di una certa scuola o di una certa regione, stabilendo una comparazione con le scuole di altre regioni o di altre nazioni. Con ogni probabilità questi test produrranno tutt’altro. COSA?

Pur di non essere categorizzate come inferiori, le scuole insegneranno ai bambini come superare i test Invalsi. Useranno il tempo della didattica per preparare i bambini ai quiz, un po’ come succede nella scuola guida.

Pillole prescritte dai genitori No-Invalsi della Principe di Piemonte/L.Da Vinci di Roma


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