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Di Nucleo in Nucleo. La valutazione dei Dirigenti Scolastici.

onedollarschoolCome ci si aspettava dopo l’approvazione della legge di riforma della scuola, è stato pubblicato il documento Linee Guida per la valutazione dei dirigente scolastici (DDSS), in ottemperanza alla Direttiva Ministeriale n. 36 del 18 agosto 2016 che a tale guida faceva riferimento (www.istruzione.it/snv/novità 28/09/2016)
Leggendo le 12 paginette mi sono chiesta: Cosa cerchi? E in seconda battuta: cosa pensi serva oggi a un dirigente (uso il maschile per comodità, ma le donne sono oltre il 53%) per la sua formazione e su che cosa credi che verrà valutato?
Alla prima domanda è facile rispondere: quello che mi aspettavo di trovare, date le premesse costituite dalle molte azioni in atto all’interno delle procedure di valutazione delle scuole. Fase valutativa ormai decennale, caratterizzata dalla somministrazione “obbligatoria” dei test agli alunni e – di recente – dalla compilazione, sempre “obbligatoria”, del Rapporto di Autovalutazione (RAV). Dunque, dato l’uso pervasivo, nella prosa ministeriale, del termine valutazione e di tutta l’area semantica che lo circonda, tutto è noto a chi si occupa di scuola.
La seconda risposta non è sganciata dalla precedente, ed è circolare, tautologica. Serve a un DS quello che per tale figura è stato ridisegnato dall’autonomia (aziendalizzazione delle scuole) e dalle azioni appena Continua a leggere


Via libera ai “contrastivi”, ma…

Insegnanti contrastiviIl professor Mario Rusconi, Vicepresidente nazionale dell’ANP*, è intervenuto autorevolmente, pochi giorni fa, per mettere finalmente a tacere le chiacchiere allarmistiche e inutilmente polemiche che a dicembre avevano avuto come oggetto le “mani” dei dirigenti scolastici, alfine “non legate”, grazie alla legge 107, nei confronti dei docenti cosiddetti “contrastivi”.
“I dirigenti scolastici – ha chiarito il professor Rusconi nell’intervista riportata da ‘OrizzonteScuola’ il 4 gennaio – avranno d’ora in poi il compito di individuare i docenti funzionali al POF, e chiaramente non tutti lo sono. La sola contestualizzazione possibile è in riferimento al POF, mentre sono da considerarsi del tutto fantasiose e strumentali le interpretazioni che la riconducessero a eventuali opzioni politico-partitiche o religiose o sportive del preside!”.
Un intervento risolutivo, non c’è che dire. Pertinente, puntuale, di livello.
Adesso la smetteranno di lamentarsi tutti quei docenti che temevano di dover adottare lo stesso taglio di capelli del loro dirigente, o di doverne condividere la passione per i vini piemontesi e le immersioni in apnea! Nessun imbarazzo a festeggiare le vittorie della propria squadra e ad acquistare il quotidiano preferito! Possiamo accantonare i timori infondati e tornare ad occuparci delle questioni serie. Io, per esempio, mi soffermerei sul tema della funzionalità dei docenti al POF, ovvero sul loro allineamento o dis-allineamento con le priorità e il percorso additati all’istituto dal dirigente di turno.
Il professor Rusconi ha generosamente rassicurato quanti temevano di dover dissimulare la propria confessione religiosa o la propria invincibile avversione per il basket; ma non ha avuto una sola parola per tutti quelli che si sono preoccupati e si preoccupano di non poter più insegnare se non nel modo voluto dal proprio dirigente. Non ha saputo dire nulla alle migliaia di docenti che per mesi hanno denunciato questa
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La dirigenza del terzo millennio

di Renata Puleo¹

Strade parallele e crocevia

Per comprendere le trasformazioni della dirigenza scolastica fino all’attuale Legge 13 luglio 2015 n.107, bisogna ripercorrere i passaggi legislativi, e dunque squisitamente politici, delle “rottamazioni”1 subite dall’intero impianto della scuola pubblica. Lo faccio con uno sguardo parziale, sia al tema specifico – la dirigenza – sia alla numerosità dei provvedimenti relativi al pubblico servizio, spesso di difficile lettura essendo la materia di cui trattano fitta di sovrapposizioni e di richiami.

Il giro di boa mediante il quale si arriva all’attuale normativa avviene durante il decennio ’90 del secolo scorso e non riguarda solo il “riordino” dell’istruzione o del pubblico impiego, ma gli stessi concetti di pubblico e di statale.
Tra il 1993 e il 1994 vengono liquidati due provvedimenti i cui effetti dureranno nel tempo: la contrattualizzazione del pubblico impiego e l’emanazione del

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¹Maestra elementare dal 1971 al 1981; Direttrice Didattica fino al1998, anno in cui diventa Dirigente.


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