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Bonus premiale. Fra espressione e contenuto

di Renata puleo – Gruppo NoINVALSI

Bonus premiale docentiIn un Istituto Superiore di secondo grado di Roma, un gruppo di docenti manifesta, a ridosso della prima applicazione della valutazione premiale, il proprio dissenso e la volontà di sottrarsi alla pratica valutativa operata dal Nucleo interno. La Dirigente (DS), che presiede il gruppo di lavoro, non si sa quanto provocatoriamente, attribuisce il premio proprio ad alcuni doceti dissenzienti. Gli stessi replicano con un rifiuto argomentato di accettare il corrispettivo in denaro. La DS risponde, e qui viene messo a fuoco il paradosso in cui si muovono i rapporti fra il corpo docente che prova ancora a resistere e una dirigenza ormai esercitata senza senno, rispetto, moderazione.
Qui di seguito trovate i due testi (nota di rigetto dei docenti; risposta dalla DS con l’omissione della intestazione e dei nominativi) e una mia breve nota.

Esercizio
Inizio dalla risposta fornita dalla DS, a suo modo un piccolo capolavoro di letteratura burocratica (a volere essere generosi…). Provo a fare un esercizio di analisi del testo, esercizio dovuto, considerato che non si tratta di una corrispondenza privata, ma fra pubblici funzionari, quali sono ancora i dirigenti e gli insegnanti, in sovrappiù, impiegati in un settore educativo. Siamo nell’ambito di un rapporto contrattuale fra un rappresentante del Ministero e un lavoratore, ed entrambi rispondono con il loro operato alla Continua a leggere


L’incubo de “la buona scuola”


Le scuole si mobilitano contro la PESSIMA SCUOLA di Renzi-Giannini-Aprea-Ghizzoni-Fondazione Agnelli

Firenze, 30 ottobre 2014

Questa la delibera approvata oggi (all’unanimità) dal Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo Verdi di Firenze

Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo Verdi di Firenze, in risposta all’invito del Governo, del MIUR e dell’USR (nota MIUR prot. n° 3043 del 2/10/2014; circolare USR prot. n° 25529 del 3/10/2014) a discutere sulla proposta della “Buona scuola”, esprime profonda preoccupazione per ciò che si configura come un disegno atto a promuovere un’idea di “scuola-azienda” alternativa al concetto di scuola per l’uguaglianza così come concepita dalla nostra Carta Costituzionale.
Respingiamo, dunque, il piano scuola proposto dal presidente del Consiglio Renzi in quanto prevede:
– l’aumento dei poteri del dirigente scolastico che scardina i principi della Continua a leggere


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