Archivi tag: Flavio Maracchia

Ai Segretari, ai Portavoce di:

COBAS scuola
FLC CGIL
GILDA
UNICOBAS
USB scuola
USI scuola
Associazione per la Scuola della Repubblica
Auconvocati – Roma
Scuola per la Costituzione
Comitato a sostegno della Lip Scuola

…..

No InvalsiIl 30 aprile 2014 l’Insegnante di Scuola Primaria Flavio Maracchia ha depositato mediante il suo legale un ricorso avverso un provvedimento disciplinare (avvertimento scritto con richiamo ai doveri d’ufficio) con cui la Dirigente Scolastica Carmelina Impera gli contestava la non somministrazione dei test INVALSI di matematica alla classe quinta in cui prestava servizio. Il Maestro Flavio aveva argomentato il suo rifiuto avanzando una riserva di obiezione di coscienza, ampiamente argomentata, il cui nucleo di senso consisteva nel ritenere i test non congruenti con lo stile d’insegnamento impartito, in riferimento al principio di libertà costituzionalmente protetto (art 33). La Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, non produceva proprie deduzioni e delegava la Dirigente Scolastica a rappresentare il MIUR con propria memoria.

La sentenza del Giudice designato dal Tribunale di Roma (Sez. Lavoro 4°), pronunciata al termine dell’udienza pubblica del 28 maggio 2014, respingeva l’istanza del ricorrente. Le motivazioni contenute nel testo si basavano esclusivamente sulla memoria della Dirigente contenente informazioni false (riferimento ad una delibera del Collegio Docenti, la cui convocazione non Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 58)

ANCHE LA POESIA COMBATTE L’INVALSI!È arivato er mese de maggio
a scola, ce ʻnsegnavano li fiori
oggi quer tempo là ormai è ʻn miraggio:
nun cʼè un minuto peʼguardà de fori.
E le finestre ce pareno muri
nun sʼaccorgemo che so trasparenti
se nasconnemo dietro vetri scuri
peʼnun volè mostrà lì sentimenti.
Mo’ a maggio, somminstrano st’invalsi:
già er verbo me riporta in farmacia
poi sto nome che fa rima co falsi
e famola, sta rima, e così sia.
Tutta sta carta qua, tutti sti sordi
A voi ve pare ch’è na cosa bella?
Poi pe’corregge sti quiz balordi
ce sta er compiuter ch’è na livella.
“tutti so uguali di fronte alla prova”
restano fori i pori professori
tranne quarcuno che ‘r trucco ‘o trova
pe’ fregà ministero e carcolatori
semo tutti diversi, sì, è banale
ma a vorte serve fallo ‘n promemoria
co la scusa dell’unità nazionale
ce vonno fa’scordà la nostra storia!
Me piace lo studente che usa er fojo
pe’denuncia co’fantasia e con orgojo
sto sistema a di’ poco malandrino
rifiutando de sta a capo chino.
Nun serve lo sciopero, nun va più de moda,
ce servono i fatti pe’smuove qualcosa
boicotto l’invalsi ne la maniera mia:
è uno dei mezzi che uccide la poesia.

Istrice

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Le ragioni di una storia

Esattamente un anno fa iniziava la “Storia di una sanzione disciplinare”, oggi alla sua 58esima puntata.

Flavio Maracchia, maestro elementare, a maggio del 2013, si era rifiutato di somministrare ai suoi alunni di V primaria le prove Invalsi. La Dirigente Scolastica non aveva voluto sentire ragioni, né quelle di Flavio (oltre 100 pagine per motivare la sua obiezione di coscienza), né quelle del sindacato COBAS che lo aveva sostenuto nel corso del contraddittorio, comminandogli una sanzione.

In questi giorni, l’avvocato Giuseppe Lucchese ha depositato il ricorso del Maestro Flavio contro la sanzione disciplinare, al Tribunale del Lavoro.

Tutti noi, genitori, insegnanti, semplici soggetti politici, ci siamo indignati per molte ragioni, di cui proviamo a ricordare le principali:

  • Le “prove Invalsi”, test oggettivi e standardizzati, veri e propri quiz, nel senso che è impossibile verificare come è stata azzeccata la risposta giusta e perché solo quella è corretta, appaiono in assoluta contraddizione con i compiti educativi e di istruzione di un insegnante.

  • La protervia con cui vengono imposte a tutta la scuola sono inaccettabili; libertà e dignità sono le prime vittime di qualsiasi sistema totalitario che pretenda di coprire l’intero corpo dei sistemi viventi e dei loro complessi percorsi di apprendimento.
  • L’oggettività presunta che dovrebbe garantire la trasparenza, la razionalizzazione economica del sistema-scuola come fine non dichiarato, il disprezzo per la professione-docente considerata priva di cultura sulle strategie di valutazione, sono ulteriori elementi alla base della strategia Invalsi.

  • La sicumera con cui la Dirigente Scolastica afferma e sostiene fatti mai avvenuti: l’esistenza di una delibera del Collegio dei Docenti in materia, la documentazione e la pubblicazione nel POF della scuola di tale deliberazione a favore della somministrazione.

Una ragione di particolare indignazione deriva dalla procedura adottata dai Dirigenti Scolastici nel comminare le sanzioni. Le contestazioni di addebito, che precedono la sanzione, sembrano fotocopie l’una dell’altra, prive della necessaria contestualizzazione al fatto oggetto di richiamo (il Maestro Flavio ha denunciato “le comunicazioni fatte con il ciclostile”). Evidentemente c’é una regia centralizzata che orienta i Dirigenti operosi. Chi è il regista? Il Ministero, il suo ufficio legale, l’Associazione Nazionale Presidi, o la semplice consultazione tra Dirigenti? Forse tutte queste istanze insieme, suffragate nel loro operato dalle quattro sentenze con cui Tribunali diversi hanno respinto i ricorsi di altrettanti insegnanti alle sanzioni. Le sentenze, che accolgono le tesi dell’Avvocatura dello Stato, banalizzano i fatti allineandosi al preteso obbligo alla valutazione genericamente intesa e contribuiscono a cancellare il potere deliberante e decisivo degli organi collegiali nella scuola.

L’opposizione di studenti, insegnanti e genitori che si è estesa nel Paese ed ha ottenuto una buona risonanza mediatica, può contribuire a modificare le condizioni del percorso legale del ricorso del Maestro Flavio. La nuova Presidente dell’Invalsi ha ridicolizzato i test Invalsi, definendoli dei “trucchetti” messi là per confondere i bambini. E’ in atto uno scontro tra il Miur e l’establishment economico-finanziario che ha sempre tenuto le redini, e la presidenza, dell’Invalsi. Ricordiamo che gli ex presidenti Cipollone e Sistito sono Dirigenti della Banca d’Italia.

Aspettiamo proposte, non solo per sostenere la causa del Maestro Flavio, ma per trasformarla in un precedente giuridico utile alla nostra campagna politica e culturale contro il testing nella scuola.

L’avvocato Lucchese ci ha comunicato che la prima udienza del processo è stata fissata al 27 ottobre 2014, dunque dati i tempi delle procedure di questo tipo, piuttosto tempestiva.

Sintesi del ricorso al tribunale del lavoro, avverso la sanzione disciplinare inflitta al Maestro Flavio Maracchia (2013)

Il ricorso predisposto dall’avvocato Giuseppe Lucchese si articola sostanzialmente su tre diversi aspetti. In estrema sintesi:

a) la manifesta illegittimità della sanzione

b) la nullità della sanzione in quanto il comportamento del Maestro Flavio è stato dettato da motivi di coscienza

c) la richiesta, in subordine, di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale, in quanto la normativa evocata (punto b) costituisce lesione del diritto alla libertà di insegnamento, alla libertà di pensiero e di coscienza del ricorrente.

a) Manifesta illegittimità della sanzione.

1) La Dirigente Scolastica Carmelina Imperatore ha richiamato, prima nella contestazione d’addebito e poi nell’atto in cui irrogava la sanzione, la ragione dell’obbligatorietà della somministrazione delle prove invalsi ai sensi dell’articolo 51 del D.L.del 5/2012.

Tale giustificazione risulta infondata in quanto l’art.51 al cpmma 2. recita: “le istituzioni scolastiche partecipano, come attività ordinaria d’istituto alle rilevazioni degli apprendimenti degli studenti…”

Le attività ordinarie, non previste dagli ordinamenti, dalle Indicazioni Nazionali, e tantomeno dal Contratto Collettivo di Lavoro, non possono costituire obbligo per i docente, né è possibile considerare la parola “ordinario” sinonimo della parola “obbligatorio”.

2) La Dirigente ha affermato, nella contestazione di addebito e nell’atto con il quale irroga la sanzione, esservi una delibera del Collegio dei Docenti che impegna alla somministrazione delle prove Invalsi. In base agli atti tale affermazione risulta infondata. Infatti, nella circolare con la quale veniva convocato il Collegio dei docenti in oggetto, non figura all’ordine del giorno l’argomento Invalsi, tantomeno nel verbale di detto Collegio, che la Dirigente ha consegnato al Maestro su sua richiesta.

3) Sempre nella contestazione d’addebito e nel testo della sanzione, la Dirigente Scolastica cita, in quanto fonte del dovere di somministrazione, il Piano dell’Offerta Formativa per l’anno 2012/13. Anche questa affermazione risulta falsa, poiché nel POF, consultabile nel sito ufficiale della scuola, la somministrazione delle prove Invali non viene nominata.

b) Nullità della sanzione in quanto il comportamento del Maestro Flavio è stato dettato da motivi di coscienza

L’Avvocato Lucchese illustra con dovizia di citazioni giurisprudenziali, di diritto, e legislative che avendo Flavio opposto alla “Somministrazione Invalsi” una articolata e argomentata obiezione di coscienza la successiva sanzione disciplinare viola gli articoli 2 e 21 della Costituzione della Repubblica che dettano:

Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..

c)Richiesta di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale, in quanto la normativa evocata costituisce lesione del diritto alla libertà di insegnamento, alla libertà di pensiero e di coscienza del ricorrente

L’avvocato argomenta e sostiene che se, secondo i giudici, la normativa evocata dalla Dirigente scolastica e contestata in linea di fatto e di diritto, può essere considerata fonte di obbligo per l’insegnante, essa dovrebbe essere sottoposta a vaglio di costituzionalità, della Corte Costituzionale. Si tratterebbe, in quanto normativa in contrasto con la Legge fondamentale dello Stato, di una norma lesiva dei diritti fondamentali, sanciti negli articoli 2, 21, e 33 della Costituzione vigente.

Come si vede le tre argomentazioni si intrecciano e sostengono reciprocamente.

Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 47)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

La lettera di solidarietà  dei genitori al maestro obiettore

Questa la lettera di solidarietà che il comitato dei genitori dell’istituto comprensivo di via Ferraironi di Roma ha inviato al Maestro Flavio Marracchia obiettore di coscienza Invalsi. Ricordiamo che, sempre i genitori del medesimo istituto, negli scorsi anni si sono resi protagonisti di un efficacissimo boicottaggio dei quiz non mandando i propri figli a scuola nei giorni delle prove.

Il comitato dei genitori dell’istituto comprensivo di Via Ferraironi (ex-Iqbal Masih/Pisacane/Baracca) esprime la propria solidarietà al maestro Flavio Maracchia, punito per essersi rifiutato, facendo obiezione di coscienza, di “somministrare” i test invalsi ai suoi alunni di quinta Continua a leggere

Storia di una sanzione disciplinare (puntata 46)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

INVALSI: Se si scava si scopre sempre più il verminaio

Mano a mano che si scava nella storia e nelle pratiche dell’Invalsi emergono precedenti e pratiche sempre meno nobili e sempre più mascherate. Non torbide, anzi chiarissime e coerenti, ad essere in grado di fare i dovuti collegamenti e ricostruzioni, che diventano difficili mosaici da ricomporre da parte dei singoli.

Per questo “Genitore attivo” si è impegnato a fondo a dare voce a persone diverse e di diversi ambiti per tentare di ricostruire un mosaico che altrimenti Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 44)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Ministro Carrozza, all’Invalsi farebbe bene una moratoria

 

Non ci preoccupa troppo di passare come “i soliti bastian contrari” ma non condividiamo proprio la speranza che l’Invalsi possa essere redento da un qualche demiurgo anche se dotato di buona od ottima volontà.
Non è solo sbagliato l’impianto dell’Istituto ma è proprio la direzione ad essere sbagliata…tutta tecnocratica e senza alcun approccio democratico.
In più stanno emergendo in questo fermento di riflessioni magagne sempre più gravi sia nelle pratiche dell’Invalsi sia su come l’OCSE ha gestito i suoi compiti non solo verso la scuola e i sistemi formativi  ma addirittura per il ruolo giocato di condizionamento dell’intera politica dell’Unione Europea.
Queste ultime considerazioni ci fanno apprezzare molto la proposta di Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 43)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Pratiche sensate di resistenza all’epidemia valutativa

di Franco Lorenzoni e Roberta Passoni

Non dobbiamo mai dimenticare che la scuola, oltre a un luogo di socialità e di apprendimento, ha anche le caratteristiche di una istituzione totale, dove bambini e ragazzi sono sottoposti a frequenti arbitrii da parte di noi insegnanti, praticamente insindacabili.

Ci sono naturalmente coloro che cercano di operare per sviluppare libertà e intelligenza critica e altri che non si accorgono neppure dello spirito di coercizione che permea molti nostri atti. Se ragioniamo sui voti e la valutazione, tuttavia, non dobbiamo mai dimenticare che si tratta degli strumenti più potenti di cui Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 42)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Collaborare non significa essere COLLABORAZIONISTI

Questa che pubblichiamo è l’ennesimo episodio di vessazione da parte di un dirigente scolastico a cui sono quotidianamente sottoposti insegnanti di ogni ordine e grado.
Il protagonista indovinate un po’ è sempre il Maestro Flavio e la protagonista è sempre la sua Dirigente che con una lettera formale richiama il maestro perchè non ha “collaborato” rifiutandosi di prendere in classe un gruppo di alunni la cui maestra era assente e non era stata chiamata la supplente.
Flavio, con la lettera che segue, le ha risposto per le rime come meglio non si potrebbe.
Aggiungo io: genitori fatela girare tra le maestre della vostra scuola per far capire che collaborare non significa essere COLLABORAZIONISTI AL DEGRADO DELLA SCUOLA PUBBLICA CONTRO I BAMBINI.

Piero Castello

Alla Dirigente dell’Istituto Comprensivo

Largo Oriani 1, 00152 Roma

Carmelina Impera

La comunicazione ricevuta il 14 gennaio in merito al mio rifiuto di prestarmi al gioco di sbriciolare un gruppo classe, dividendo i bambini nelle altre aule, parla chiaro. Ma è espressione di una politica scolastica che non posso condividere, per quel suo vizio di guardare colpevolmente il dito e disinteressarsi della luna.

La comunicazione tira in ballo una mia presunta mancanza di collaborazione e Continua a leggere


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: