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Pubblichiamo il Volantino che il Collettivo NiNaNd@ sta distribuendo nel corso delle manifestazioni, scioperi e iniziative a Roma. È una sintesi delle posizioni che il Collettivo a preso nel corso degli anni contro l’Alternanza Scuola Lavoro.

Abbiamo scelto di pubblicarlo in formato doc per facilitarne l’uso da parte di studenti, genitori, cittadini, insegnanti nelle varie occasioni di controinformazione, conflitto e lotta che si stanno sviluppando, e consentire le modifiche, le integrazioni, gli adattamenti che i lettori riterranno opportuni e necessari.

Ricordiamo che questo sito da tempo ha messo a disposizione dei lettori uno strumento di raccolta delle testimonianze delle nefandezze causate dall’Alternanza Scuola lavoro ma anche delle iniziative di dissenzo che sono state realizzate. Pensiamo che possa essere uno strumento efficace, per far circolare le esperienze e diffondere l’opposizione.
Invitiamo chi fosse interessato a divulgare testimonianze, esperienze e iniziative di contrasto a inserirle direttamente nella mappa (in alto a destra) o mandarci il testo per e-mail perché lo si possa inserire noi.

Di seguito il testo del volantino

Lorenzo Parelli, un nostro studente ucciso dalla nuova scuola

Quando a partire dal 2015 criticavamo e contestavamo l’Alternanza Scuola Lavoro e ne paventavamo i rischi per i/le giovani, per la scuola, per i lavoratori e le lavoratrici, per la società tutta, non osavamo pensare alle possibili tragedie, che invece oggi arrivano a mostrarci cosa è diventato il mercato del “capitale umano”, quale vengono considerati dal governo e dalle aziende i nostri ragazzi e ragazze.

L’introduzione delle pratiche di alternanza scuola lavoro (ASL) è una delle ricadute, forse la più nefasta, operate dalla Legge 107/2015 (Buona Scuola). Questa “innovazione”, in combinato con gli interventi sul lavoro (Jobs Act), le scelte governative e le posizioni dei sindacati concertativi degli ultimi decenni, ha attuato le ricette confindustriali per l’aziendalizzazione del sistema di istruzione superiore. In nome dell’ASL hanno tagliato ore e risorse alle attività di laboratorio, che permettevano la sperimentazione tecnico-pratica delle conoscenze teoriche proprie di un progetto didattico-formativo interno al percorso scolastico; con il nuovo sistema, invece, hanno mitizzato un “saper fare” meramente esecutivo e funzionale solo agli interessi del mercato e non della formazione.

L’ASL (ora ribattezzata PCTO) era stata presentata come soluzione al problema della disoccupazione giovanile, del mancato incontro fra offerta e domanda causato dalla scarsa propensione della scuola a formare competenze; in realtà la cosiddetta “buona scuola” di Renzi si è rivelata buona solo per le imprese e gli enti che beneficiano gratuitamente della presenza nei posti di lavoro di circa 1.500.000 studenti l’anno. Alle stesse imprese lo Stato concede sgravi fiscali, sottraendo di fatto risorse da destinare al diritto allo studio (quello vero!)

L’ASL nuoce gravemente alla salute e alla vita di studenti, disoccupati, precari e lavoratori. Con 180 milioni di ore di lavoro gratuito e obbligatorio cedute ogni anno alle imprese, agli enti pubblici e al terzo settore l’ASL sottrae oltre 100.000 posti di lavoro.

Nuoce agli studenti perché li priva di tempo essenziale per l’acquisizione di sapere e conoscenze indispensabili per leggere, comprendere e trasformare il mondo nel quale vivono. Li immerge invece in una realtà di sfruttamento, dove si cancellano il diritto allo studio e la dignità nel lavoro, producendo ignoranza funzionale al sistema. Sostituisce il pensiero critico con l’obbligo all’obbedienza, al silenzio, alla subalternità ai datori di lavoro. Aggredisce la quotidianità dei giovani, costretti a fare i salti mortali per conciliare gli impegni di lavoro con quelli dello studio e a ridimensionare la propria socialità e il proprio tempo libero.

Studio, relazioni umane, spazi di riflessione e tempo libero concorrono tutti alla scoperta della vita e alla formazione dell’individuo molto prima del tempo del lavoro. E non hanno un prezzo.

Un furto di tempo e libertà troppo grave per poterlo consegnare a chi ne vuole fare solo una palestra di allenamento alla disciplina aziendale e all’ideologia totalitaria del mercato.

Chi fa differenze tra alternanza, stage, tirocini vuole solo legittimare lo status quo.

Negli istituti tecnici e professionali, nella formazione professionale, questo sistema assume la forma di vero e proprio sfruttamento del lavoro gratuito degli studenti fuori da ogni norma di sicurezza: questo perché si ritiene che tali segmenti scolastici non siano luoghi per imparare ma per essere addestrati allo sfruttamento; nei licei, accanto a forme di bassa manovalanza, c’è quella che viene definita “buona alternanza”, ossia progetti che sembrano non avere a che fare con il lavoro: la foglia di fico per coprire le nefandezze delle forme più brutali.

LA BUONA ALTERNANZA NON ESISTE!

I progetti considerati “meno svilenti” si rivolgono a un numero esiguo di studenti, innescando un meccanismo concorrenziale e spesso sono addirittura a pagamento! Anche questi hanno conseguenze negative sulla didattica nonché sulla formazione dello studente e sono portatori di un contenuto discriminatorio e classista. Soprattutto condividono il valore delle attività considerate “pessime”, in quanto ne riproducono il contenuto simbolico di addestramento al lavoro senza diritti e retribuzione, ed anzi ne costituiscono una pericolosa forma di normalizzazione/sublimazione.

Il lavoro viene considerato da questo Stato una forma di disciplinamento sociale.

CHI ACCETTA E ORGANIZZA L’ALTERNANZA TRA SCUOLA E LAVORO NUOCE ANCHE A TE

ABOLIRE IL PCTO

ELIMINARLO SUBITO DAGLI ESAMI DI STATO

GIUSTIZIA PER LORENZO

SCARICA IL VOLANTINO RIEDITABILE IN FORMATO DOC

Collettivo Ninand@
NoInvalsi-NoAlternanza-NoDidatticaadistanza
ninanda2020@gmail.com
https://genitoreattivo.wordpress.com


COMUNICATO-APPELLO

Ai referenti dei PCTO

Ai tutor aziendali

Ai docenti di tutte le scuole

Gli apologeti del lavoro precario, flessibile, contrattato fuori dalle regole, mal pagato, sfruttato, fin dalla MalaScuola di Renzi si sono detti favorevoli alle attività di alternanza scuola-lavoro. È ovvio: vogliono avviare precocemente ragazze e ragazzi ad accettare proprio quelle condizioni di ricatto e subalternità.
La disgrazia di Udine, la morte di Lorenzo, non è un incidente da derubricare nella gestione normale del rischio: questa morte toglie il velo alle ipocrisie. I “percorsi formativi” alla conoscenza del mondo del lavoro sono, paradossalmente, davvero rivelatori. Essi mostrano cosa oggi è diventato il mercato del capitale umano, della forza-lavoro a tutti i livelli.
Non esiste una Buona Alternanza. Un educatore non può essere complice della forma più vergognosa di attacco alla funzione costituzionale della scuola. A scuola si va, e vale anche per gli studenti dei percorsi professionalizzanti che pagano il prezzo più alto, non per entrare nel proprio destino adulto, ma per provare a costruirlo con consapevolezza, in un mondo più giusto e solidale.
Pertanto, chiediamo ai tutor dei PCTO (eufemismo per mascherare la sudditanza della scuola alle esigenze delle imprese) di riprendere consapevolezza della priorità del loro ruolo educativo e di PRESENTARE LE DIMISSIONI DALL’INCARICO.

ABOLIAMO L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO!

Collettivo NiNaNd@ – NoInvalsiNoAlternanzaScuolaLavoroNoDidatticaadistanza

ninanda2020@gmail.comhttps://genitoreattivo.wordpress.com

gennaio 2022


Tra la propaganda di Confindustria e la realtà c’è un abbisso mortale

Lorenzo-Parelli

Pensiamo non ci sia lettore, spettatore Tv, ascoltatore radio che non abbia appreso del dramma di Lorenzo Parelli lo studente di 18 anni di Castions di Strada, in provincia di Udine morto il 21 gennaio nell’ultimo giorno di Alternanza Scuola Lavoro vittima di un incidente mentre lavorava gratis presso l’impresa a cui la sua scuola lo aveva assegnato.
Solo l’ultimo e il più tragico di una serie di incidenti che noi di questo blog riportiamo, monitoriamo e denunciamo sin dall’istituzione di questa merda inserita nella Buona Scula di Renzi/Confindustria e mai messa in discussione dai governi che si sono susseguiti.
Il videospot che di seguito pubblichiamo porta la firma appunto di Confindustria ed è stato esibito alcuni giorni fa da un tecnico esperto dell’AMPAL durante un’attività seminariale proposta dal liceo P. Albertelli di Roma ai genitori. Il video fa ancora più rabbia e si carica di un significato macabro alla luce della traggedia appena consumata.
Confindustria non solo ha le porte spalancate per piazzare i suoi prodotti, ma dispone a suo uso e consumo del personale dell’AMPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) ossia un ente pubblico con personale pagato dallo Stato inviato per le scuole d’Italia a tenere seminari per genitori e possibilmente anche per studenti e piazzare materiale per propagandare la sua creatura.
Mentre questa associazione educativa NiNaNda (No INVALSI-No – Alternanza Scuola Lavoro – No Didattica a Distanza) composta da Insegnanti, genitori, studenti in dieci anni di vita non è riuscita nemmeno una volta ad ottenere un’aula scolastica per realizzare un’assemblea in cui poter discutere con genitori, studenti e insegnanti il proprio punto di vista sull’Alternanza.


Gli attori dello spot tentano goffamente di far credere agli spettatori che il video sia un documentario girato tra gli studenti della scuola, mentre si tratta di una grottesca fiction prodotta a fini propagandistici da Confindustria. Propaganda tutta tesa a mostare una fantomatica collaborazione paritaria tra scuola e impresa per progettare e programmare l’attività cosiddetta di Scuola Lavoro. Cosa che al contrario non abbiamo mai visto accadere. Abbiamo visto i 30.000 studenti mandati a servire i clienti di Mac Donald o quelli di Zara o quelli prestati alla FIAT (FCA) o quelli mandati nei teatri a sistemare le sedie per gli spettatori e strappare i biglietti ed essere poi cacciati perché sorpresi a parlare tra di loro. O quelli mandati Alla FAI per dividere le file dei visitatori e poi chiudere le porte.
Ma soprattutto abbiamo visto il NON LAVORO visto che non c’è salario con l’aggravante che le spese di trasporto di mensa, annessi e connessi sono a carico delle famiglie.
Recentemente abbiamo appreso che proprio gli studenti dell’Albertelli sono stati mandati a fare corsi di 10 ore di primo soccorso sanitario frequentate le quali gli organizzatori insistevano perché completassero il corso di 30 ore, con le restanti 20 a pagamento a carico delle famiglie, pena l’impossibilità di ottenere il certificato di presenza.
Alternanza Scuola lavoro: la sciacallaggine di Confindustria che oggi grida vendetta, messa in atto da governi succubi, con lo zampino e la complicità di sindacati compiacenti.


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