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25 giugno 2020 – Priorità alla scuola – Roma

25 giugno 2020 manifestazioni di Priorità alla scuolaIN TUTTA ITALIA

dalle ore 18.00.

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di Priorità  alla scuola della tua città


Giovedì 11 aprile 2019 contro la regionalizzazione della scuola


La buona scuola siamo noi

manifestazione in difesa della scuola pubblica Roma 10 ottobre 2014


Le foto del presidio al Mministero dell'istruzione del 5 giugno 2014

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Presidio al Ministero dell'Istruzione 4 giugno 2014 contro gli infiniti tagli al tempo pieno nelle scuole elementari di Roma e Provincia

Come tutte le scuole di Roma e provincia anche la scuola dei tuoi figli è investita dai pesantissimi tagli al personale docente che si traduce nella riduzione del tempo pieno VERO.
Questi tagli si sommano a quelli dell’anno scorso, a quelli dell’anno prima e a quelli dell’anno ancora prima.
Come molti ricorderanno, alcuni genitori delle scuole romane si erano rivolti al TAR del Lazio per chiedere che venissero restituiti gli insegnati illegittimamete sottratti, ma, purtroppo, pilatescamente i giudici decisero di respingere il ricorso in quanto materia non di loro competenza.
Rimane dunque la mobilitazione che l’anno scorso e gli anni passati ha dato frutti importanti senza i quali oggi la situazione sarebbe anche peggiore.
Per questo motivo è imperativo fare un sacrificio, prendere un permesso dal lavoro, far saltare per una volta le attività pomeridiane dei nostri figli per non far mancare la nostra presenza pacifica ma rumorosa e determinata. Non dobbiamo dare l’impressione di remissività o peggio menefreghismo.

È in ballo la qualità del tempo che i nostri figli passano a scuola.

Dobbiamo rifiutare gli orari spezzatino alle elementari con 4/5/6 insegnanti che si alternano in classe.

Non possiamo ne dobbiamo accontentarci di una tempo pieno ridotto a PARCHEGGIO PER SCOLARI.

Dobbiamo rifiutare con forza la vergogna dei ragazzi diversamente abili abbandonati a se stessi.

Dobbiamo rifiutare le classi pollaio.

DOBBIAMO SMETTERLA COL GIUSTIFICARE L’IMPOVERIMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA  CON LA SCUSA DELL’EMERGENZA (MENTRE LA SCUOLA PRIVATA INGRASSA).

Ci era stato promesso che l’Istruzione dei nostri figli sarebbe tornata al centro degli impegni di Governo

MANTENGANO LE PROMESSE.

MERCOLEDI 4 GIUGNO 2014
ORE 17.00
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE

L’articolo di Repubblica del 3 giugno 2014 dedicato ai tagli e al presidio orgnaizzato dal Coordinamento Scuole Elementari di Roma. CLICCA SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRE

L'articolo de il Tempo

L’articolo de il Tempo – CLICCA SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRE

 


Sabato 2 febbraio corteo nazionale scuola

Manifestazione scuola - Roma 2 febbraio 2013Mentre i temi della campagna elettorale si limitano a parlare di IMU, di scandali e mignottocrazia, l’Istruzione Pubblica muore, come anche la sanità pubblica e gli altri beni comuni. Ma la realtà è ben diversa da queste miserie che ammorbano il dibattito pseudopolitico in corso. La realtà vede milioni di famiglie combattere tutti i santi giorni col disfacimento a cui è sottoposta la scuola e l’università dei propri figli. La realtà è che esiste un partito trasversale che ha ben chiaro quale debba essere il futuro dell’istruzione pubblica, ma si guarda bene dal dichiararlo apertamente. Questo lento, inesorabile avvelenamento dell’Istruzione pubblica disegna un futuro che è già cominciato da tempo che è quello di un paese con una scuola per i ricchi e una scuola per i poveri. È quello che mira all’immobilità sociale dove chi entra nel pantano della scuola statale debba rimanere invischiato in una prospettiva di precariato e disoccupazione. È quello che mira ad un ferreo controllo della futura classe dirigente allevata nelle scuole private, acritiche e confessionali.
Queste subdole, trasversali politiche, che si fanno scudo di una crisi di cui l’istruzione pubblica non è responsabile, hanno il miglior alleato nell’indifferenza e nell’inadeguatezza a concepire una se pur minima resistenza da parte di tutti noi. Non è più tempo di delegare ad altri la difesa dei nostri diritti e quelli dei nostri figli.
Sabato 2 febbraio si presenta un’occasione irripetibile per chiedere a gran voce che il partito trasversale si esprima sui temi veri che vorremmo sentire in una campagna elettorale appena decente. Sabato 2 febbraio il mondo della scuola scende in piazza per chiedere al partito trasversale se i conti dell’ennesima crisi li debbano continuare a pagare artificiosamente sempre e solo l’istruzione e la sanità pubblica. Per chiedere al partito trasversale se sia intenzionato a continuare con l’andazzo attuale e di esprimersi con chiarezza su quale idea di scuola abbia intenzione di portare avanti.

sabato 2 febbraio 2013 – Roma

CORTEO NAZIONALE DELLA SCUOLA

ORE 14,00 – Partenza da piazza dell’Esquilino
con la partecipazione della Murga dei bambini

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Il ministro bastone e carota, più bastone che carota

Roma, 19 novembre 2012 – ricevo dalla mailing list del Coordinamento Scuole Elementari di Roma in relazione ai fatti del 14 novembre.

Il ministro bastone e carota, più bastone che carotaIo non c’ero sul lungotevere ma a me sembra si ripeta (magari in piccolo) quello che successe nel 2001 a Genova.

Da una parte c’è l’esigenza di rendere la protesta ‘visibile’ e, per quanto possibile, ‘efficace’. Il che vuol dire che non può bastare, oggi, scendere in piazza, sfilare, scandire due slogan ed essere, nel migliore dei casi, relegati ad essere citati di sfuggita in un TG tra il fidanzamento del principe di turno e l’anteprima del film di Boldi. 

Del resto le parole del ministro Cancellieri sono chiare: “Chi fa manifestazioni le faccia in maniera libera, ma secondo le disposizioni che vengono date: libertà di manifestare nel rispetto della libertà di tutti di vivere una vita serena”. 
Si può, quindi, manifestare a patto che non si disturbi il manovratore. Si può manifestare a patto che poi loro possano tranquillamente continuare a fare, indisturbati, quello che gli pare.
Manifestare così, a mio parere, non avrebbe più alcun senso, oggi come oggi.
Dall’altra parte c’è il problema che bisogna trovare il modo per far sì che l’attenzione rimanga focalizzata sui problemi, sulle proposte, sulle critiche, Continua a leggere

Per la democrazia scolastica e per la scuola della costituzione: fermare la proposta di legge sul governo delle istituzioni scolastiche

E attualmente all’esame della Commissione Cultura ed Istruzione della Camera una proposta di legge (ex Aprea) che in sintesi propone:

1)      La trasformazione del sistema scolastico statale, previsto dalla Costituzione (“la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”) per garantire a tutti/e una formazione democratica e culturale il più possibile uguale in un sistema nazionale formato da scuole statali, paritarie private (e quindi anche di orientamento confessionale) e pubbliche, già delineato nella legge di parità ed ora più accentuato e definito.

2)      La frantumazione del sistema scolastico unitario a livello nazionale  anche se aperto alle diverse realtà  territoriali  in un insieme di scuole-azienda, ciascuna con una propria specifica identità statutaria con  il rischio di forti caratterizzazioni localistiche e di forme di privatizzazione: dalla scuola per l’uguaglianza alla scuola delle disuguaglianze.

3)      L’accentuazione della tendenza all’aziendalizzazione della scuola con il rafforzamento dei poteri manageriali del Dirigente Scolastico e l’indebolimento del ruolo degli organi di democrazia scolastica.

4)      La riduzione degli spazi di autonomia dell’attuale Collegio dei docenti e, con l’accentuazione dei poteri del Dirigente Scolastico, la riproposizione del rapporto di subordinazione gerarchica dei docenti al Dirigente Scolastico, già previsto nel RD del 1924. Andrebbe, viceversa,  reso più cogente il fatto che la responsabilità gestionale del DS viene svolta nell’ambito della collegialità, di cui lo stesso DS è espressione e parte attiva.

5)      Gli organi di democrazia scolastica, affidati ai singoli statuti, possono essere  o ridimensionati o soppressi. Il Consiglio dell’autonomia,  ha generiche  competenze d’indirizzo e limitate funzioni deliberanti e  sempre su “proposta del dirigente scolastico”. Il consiglio dei docenti, non essendone esplicitato il potere deliberante, rischia di vedere indebolite le  funzioni di programmazione e di valutazione. I consigli di classe sono fortemente ridimensionali nelle loro competenze e nella loro composizione.

6)      Non è accettabile che sia lo Statuto a definire in ogni scuola le modalità attraverso le quali genitori e studenti esercitano il diritto di partecipazione. in tal modo, tra l’altro, vengono anche messe in discussione le assemblee degli studenti in orario di lezione.

7)      L’organizzazione degli organi collegiali territoriali è attribuita alle discrezionali scelte delle Regioni in palese violazione della Costituzione che invece, per garantire l’assetto unitario del sistema scolastico, attribuisce allo Stato la competenza per le norme generali sull’istruzione.

8)      Il governo nazionale della scuola è mantenuto al Ministro dell’istruzione con un ruolo sempre più evanescente del cd Consiglio nazionale delle Autonomie scolastiche.

9)      All’interno di queste scelte che mettono in discussione il ruolo istituzionale del sistema scolastico statale tutta la necessaria articolazione è demandata in gran parte al potere regolamentare del Ministro: dalla Scuola della Repubblica alla scuola ministeriale.

Queste scelte mettono in discussione la scuola della Costituzione; se l’iter legislativo non sarà fermato, la proposta sarà approvata dalla Commissione della Camera in sede legislativo, senza alcun dibattito né in Parlamento né nel mondo della scuola: chiediamo pertanto che l’iter legislativo sia fermato e sia avviato sin dall’inizio del prossimo anno scolastico un ampio dibattito nelle scuole in modo che la riforma del governo della scuola statale, senza dubbio necessaria, con la partecipazione democratica del mondo della scuola e della cultura, segni un rafforzamento della democrazia scolastica per una scuola statale pluralista ed aperta a tutti e tutte .

SI  PUO’ SOTTOSCRIVERE QUESTO APPELLO INVIANDO UNA MAIL CON L’ INDICAZIONE DI NOME, COGNOME, INDIRIZZO a:

tavoloregionalelazio@gmail.com


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