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Procede la lunga marcia del maestro Flavio

Invalsi - Non obbediscoSenza convulsioni né isterismi prosegue la lunga inesorabile marcia del Maestro Flavio. In pochi se ne accorgono visto il sigillato silenzio che l’istitituto INVALSI è riuscito a creare intorno alle proprie malefatte e a quelle, ben più gravi, dei decisori politici che di esso e delle “sue opere” si avvalgono.
Infatti, mentre il presidente Renzi cinguetta estasiato con quegli insegnanti che servilmente lo ringraziano per i 500 euro di argent de posche elargito a carico dello stato, mentre da sei anni il “salario di diritto” si prosciuga inerte, nessuno da notizia delle decine di insegnanti che come Flavio con lettera aperta a Renzi rifiutano l’elemosina pelosa.

Gruppo NoINVALSI – Roma

da Micromega on-line

INVALSI, NON TUTTO È PERDUTO

di Marina Boscaino

Tra i critici dell’Invalsi nel merito e nel metodo, sono certamente in molti a ricordarsi della dignità e della convinzione del maestro Flavio Maracchia, insegnante della Crispi di Roma, che il 10 maggio 2013 non somministrò le prove Invalsi di Matematica alla sua classe, la VA, con queste motivazioni.

“Il sistema di valutazione Invalsi non funziona. Nel migliore dei casi è frutto di un nonsense pedagogico, un equivoco, o semplicemente il risultato ultimo di un’ingenuità didattica. Nel peggiore dei casi è invece il maldestro tentativo di un appiattimento formativo, il documento certificato di un decadimento culturale, una blasfemía. Ma non è questa la circostanza opportuna per una sua confutazione. Questo è soltanto il momento per una doverosa obiezione di coscienza. Una opposizione netta. Una forma di resistenza, coerente con il faticoso lavoro quotidiano di docente della scuola primaria, nel carrozzone malconcio della scuola italiana. La nostra memoria storica è ricca di persone qualunque, che si sono contraddistinte per il solo fatto di essere…
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Una agenzia di rating mascherata: l’OCSE. Ovvero, chi riconosce chi

OCSELE PREMESSE

Una perplessità nasce spontanea dopo la lettura della dichiarazione, riportata da molti quotidiani, che Maria Elena Boschi, Ministra per le Riforme Costituzionali (addirittura!), intervistata a Parigi dai giornalisti della Rai, ha dichiarato: “Un riconoscimento come quello di oggi è importante e ci spinge ad andare avanti” (sic). È successo che, lunedì 9 novembre, la Ministra “super star”, tailleur scuro e capelli sciolti, come ci informa la giornalista de Il Fatto Quotidiano Luana De Micco, è stata invitata dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)¹ ad aprire il dibattito nella sede dell’OCSE stessa, sul tema dal titolo How to think to long terme in 2015 (come pensare a lungo termine nel 2015).

Chi ha riconosciuto, e cosa ha riconosciuto, la potente organizzazione mediante una mossa retorica tesa chiaramente a indicare la parte per il tutto (Boschi per Renzi)? Quel che l’OCSE, ribadiamo organizzazione di natura economica, ha riconosciuto alla Boschi con una nota favorevole destinata all’intero Governo, è di aver fatto votare una riforma del lavoro “che nessuno prima era riuscito a far avanzare”. Riforma che ha fatto rialzare le stime sulla attuale crescita economica del nostro paese.

Per inciso, ricordiamo che il manifesto del 10 novembre scorso, leggendo fra le righe del rapporto OCSE, evidenziava che si tratta di una annotazione complessivamente non proprio lusinghiera: consolidamento al ribasso e sostanziale stagnazione almeno fino al 2017. Alle felicitazioni per i risultati sugli effetti del Jobs Act e sugli sgravi fiscali ( le cui stime sono assai controverse e cambiano di giorno in giorno), si debbono accostare le Continua a leggere


Il silenzio sugli innocenti

di Renata Puleo (gruppo NoINVALSI)

jobs act, la buona scuola e il lavoro minorile in ItaliaJobs Act e La Buona Scuola sono due testi di fonte governativa da raffrontare a da collegare per non perdere la cornice politica sotto cui operano. Entrambi forniscono un contributo all’ampio disegno di ingegneria sociale, per i più pessimisti di “macelleria sociale”, in atto. Nel contesto di un paese che non si risolleva dalla crisi, perché la “Crisi” è strutturale e perché è diventata un dispositivo di discorsi, di pratiche, di azioni politiche che occultano le cause e manipolano gli effetti.

Il risultato è un rassegnato consenso e, a fronte di una pur disorganizzata opposizione, la mediatica enfatizzazione delle manovre governative che scambia il primo per adesione democratica e occulta la seconda. Penso, ad esempio, al video-messaggio di Renzi che definisce La Buona Scuola “la più grande riforma dal basso mai fatta in un Paese europeo” (Il Fatto Quotidiano, 06/01/2015, p.4), malgrado la pioggia di delibere contrarie e l’ambigua, per numero di adesioni e Continua a leggere


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