Archivi tag: meritocrazia

Con Bianchi alla scuola si premia chi è più ricco

Da il Fatto quotidiano
di Tomaso Montanari

Scuola classista

Da qualche giorno, informa ilare il sito del ministero dell’Istruzione, è disponibile “la piattaforma per la compilazione del Curriculum dello Studente: il nuovo documento debutta quest’anno all’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione”. Il curriculum che mezzo milione di maturandi dovranno compilare è diviso in tre parti: Istruzione e Formazione, Certificazioni, Attività Extrascolastiche. In questa ultima parte i ragazzi sono invitati a inserire “informazioni sulle attività svolte in ambito extrascolastico e sulle certificazioni che possiedono, con particolare attenzione a quelle che possono essere valorizzate nell’elaborato e nello svolgimento del colloquio”. E “al termine dell’esame, il Curriculum sarà allegato al diploma e messo a disposizione di studentesse e studenti all’interno della piattaforma”.
Non è un’idea del ministro Patrizio Bianchi, era una delle “innovazioni” contenute nella Buona Scuola di Renzi: per fortuna finora lasciata inattuata da ministri con un residuo di consapevolezza della missione della scuola della Repubblica e della Costituzione. Ma l’economista ferrarese a cui Mario Draghi ha affidato la scuola ha rotto gli indugi, varando il Curriculum. Si tratta di una delle decisioni che chiariscono meglio la natura di questo governo: un gabinetto paleoliberista di destra, guidato dalle idee di Giavazzi e dell’istituto Bruno Leoni.
Il curriculum mette tra parentesi il diploma a cui è allegato: perché al mercato non basta il valore legale del titolo di studio, e nemmeno il voto. Il mercato vuole sapere cosa sta comprando. E così il ministero glielo dice: rendendo ben chiaro che la scuola deve servire non a formare cittadini, e prima persone umane, ma a piazzare capitale umano sul mercato del lavoro. E questo curriculum serve egregiamente a far capire che tipo di “pezzo di ricambio” è il ragazzo a cui sta attaccato – proprio come un cartellino sta su un pezzo di carne, sul bancone del supermercato. Ma il peggio deve venire, ed è legato alle Attività Extrascolastiche. Le commissioni della maturità si troveranno a interrogare e a valutare anche in base a un esplicito documento dell’abisso di diseguaglianza economica, sociale e culturale che divide e inghiotte i ragazzi della nostra scuola. Perché è chiaro a tutti che soggiorni all’estero, viaggi, sport, corsi di lingua, di teatro, di fotografia, di danza, di informatica, di

Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 53)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Apprezziamo molto i pareri puntuali ed articolati del Professor Israel. Condividiamo fino in fondo anche se con motivazioni diverse i suoi decisi NO: alla preparazione specifica ai test, alla prova di esame Invalsi in terza media, alla “somministrazione” dei test e qualsiasi altra somministrazione che debba avvenire nella scuola, alla agenzia tecnocratica esterna addetta alla valutazione…

Ma avremmo molto interesse ad interloquire con il professore rispetto al “merito” che lui ritiene indispensabile valutare. Sarà che noi sperimentiamo e conosciamo l’accezione del merito come un termine esecrabile che serve a designare una eredità sociale, economica e culturale oppure l’altrettanto esecrabile fortuna conseguita “per merito” dai tanti appartenenti alle caste dominanti, o ancora il “merito” da accumulare per conseguire un agognato “paradiso” altrimenti irraggiungibile.

Trovare le parole specifiche ed adatte per valutare il livello di realizzazione delle aspettative, che ha la nostra società, rispetto alla scuola pubblica nei vari contesti, età, discipline ordini di scuole è, tra l’altro, un compito ed un esercizio ineludibile per chi tenta di impostare un qualsiasi metodo di valutazione del sistema scolastico.

Non ci spieghiamo come mai il professor Israel ignori la proposta di processi di valutazione di base, allargati, integrati e democratici come quelli cui si potrebbe aspirare attraverso organi collegiali elettivi che avrebbero già potuto funzionare se amministrazione (MIUR), governi e Parlamento non ne avessero ostacolato il percorso.

Giorgio Israel: per valutare merito docenti ci vogliono ispettori che assistono alle lezioni. Invalsi all’esame di terza media errore da matita blu

di Eleonora Fortunato

LEGGI TUTTO SU ORIZZONTESCUOLA.IT


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 46)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

INVALSI: Se si scava si scopre sempre più il verminaio

Mano a mano che si scava nella storia e nelle pratiche dell’Invalsi emergono precedenti e pratiche sempre meno nobili e sempre più mascherate. Non torbide, anzi chiarissime e coerenti, ad essere in grado di fare i dovuti collegamenti e ricostruzioni, che diventano difficili mosaici da ricomporre da parte dei singoli.

Per questo “Genitore attivo” si è impegnato a fondo a dare voce a persone diverse e di diversi ambiti per tentare di ricostruire un mosaico che altrimenti Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 45)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Hanno trovato il nuovo pilota, ma l’aereo è da buttare!

Già una volta abbiamo detto che trovare un bravo pilota per un F35, non sarebbe servito a migliorare uno strumento di guerra, caccia bombardiere d’attacco: tanto migliore sarebbe stato il pilota, tanti più danni avrebbe fatto alle città da bombardare. Aver trovato un presidente dell’INVALSI, fosse anche il demiurgo, da alcuni tanto invocato per il “Nostro INVALSI” (Sic!), non cambia una virgola all’assetto istituzionale dell’Istituto.

La prima reazione di Fortunato, un genitore assai avvertito, è stata: “Speriamo che non abbiano trovato una foglia di fico!”. In attesa di conoscere meglio e verificare l’effettiva intenzione della neo presidente ci limitiamo a segnalare le prime reazioni della stampa. Certo la prima impressione tanto entusiasta non Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 44)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Ministro Carrozza, all’Invalsi farebbe bene una moratoria

 

Non ci preoccupa troppo di passare come “i soliti bastian contrari” ma non condividiamo proprio la speranza che l’Invalsi possa essere redento da un qualche demiurgo anche se dotato di buona od ottima volontà.
Non è solo sbagliato l’impianto dell’Istituto ma è proprio la direzione ad essere sbagliata…tutta tecnocratica e senza alcun approccio democratico.
In più stanno emergendo in questo fermento di riflessioni magagne sempre più gravi sia nelle pratiche dell’Invalsi sia su come l’OCSE ha gestito i suoi compiti non solo verso la scuola e i sistemi formativi  ma addirittura per il ruolo giocato di condizionamento dell’intera politica dell’Unione Europea.
Queste ultime considerazioni ci fanno apprezzare molto la proposta di Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 43)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Pratiche sensate di resistenza all’epidemia valutativa

di Franco Lorenzoni e Roberta Passoni

Non dobbiamo mai dimenticare che la scuola, oltre a un luogo di socialità e di apprendimento, ha anche le caratteristiche di una istituzione totale, dove bambini e ragazzi sono sottoposti a frequenti arbitrii da parte di noi insegnanti, praticamente insindacabili.

Ci sono naturalmente coloro che cercano di operare per sviluppare libertà e intelligenza critica e altri che non si accorgono neppure dello spirito di coercizione che permea molti nostri atti. Se ragioniamo sui voti e la valutazione, tuttavia, non dobbiamo mai dimenticare che si tratta degli strumenti più potenti di cui Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 42)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Collaborare non significa essere COLLABORAZIONISTI

Questa che pubblichiamo è l’ennesimo episodio di vessazione da parte di un dirigente scolastico a cui sono quotidianamente sottoposti insegnanti di ogni ordine e grado.
Il protagonista indovinate un po’ è sempre il Maestro Flavio e la protagonista è sempre la sua Dirigente che con una lettera formale richiama il maestro perchè non ha “collaborato” rifiutandosi di prendere in classe un gruppo di alunni la cui maestra era assente e non era stata chiamata la supplente.
Flavio, con la lettera che segue, le ha risposto per le rime come meglio non si potrebbe.
Aggiungo io: genitori fatela girare tra le maestre della vostra scuola per far capire che collaborare non significa essere COLLABORAZIONISTI AL DEGRADO DELLA SCUOLA PUBBLICA CONTRO I BAMBINI.

Piero Castello

Alla Dirigente dell’Istituto Comprensivo

Largo Oriani 1, 00152 Roma

Carmelina Impera

La comunicazione ricevuta il 14 gennaio in merito al mio rifiuto di prestarmi al gioco di sbriciolare un gruppo classe, dividendo i bambini nelle altre aule, parla chiaro. Ma è espressione di una politica scolastica che non posso condividere, per quel suo vizio di guardare colpevolmente il dito e disinteressarsi della luna.

La comunicazione tira in ballo una mia presunta mancanza di collaborazione e Continua a leggere


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: