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Gli immigrati e i loro insegnanti: un popolo di invisibili.

Gli immigrati e i loro insegnanti: un popolo di invisibili.La lettera che pubblichiamo, indirizzata alla Ministra Giannini dal gruppo di Riconoscimento Nazionale della Professionalità degli Insegnanti di Italiano per Stranieri https://riconoscimentoitalianol2ls.wordpress.com/ è stata sottoscritta da un folto numero di insegnanti (oltre quattrocento) che, a vario titolo e con diverse modalità di servizio (compresi lavoratori a partita IVA), insegnano la Lingua Italiana agli alloglotti.
  Per i cittadini immigrati, regolari o no, richiedenti asilo o in transito, l’italiano è una Lingua Seconda (L2) rispetto a quella materna (L1). A seconda della motivazione e del tempo disponibile, la richiesta e l’offerta di percorsi di apprendimento si differenziano. Ovviamente esistono corsi di insegnamento della nostra lingua a chi semplicemente desidera apprenderla come straniera (LS). Una distinzione, L2 e LS,  operata da molti glottologi per sottolineare la differenza  fra la  necessità funzionale all’integrazione tipica di un immigrato, e la decisione liberale e disinteressata ad imparare un altro idioma da parte di uno straniero. E anche qui si giocano diversi
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Sospendere la competizione. Un esercizio etico.

Sospendere la competizioneDurante alcuni incontri di formazione tenutesi a Roma (“Misericordia vo’ cercando” a cura di Altramente e Cercasi un fine) è stato ripetutamente fatto notare dai relatori che la scuola educa alla competizione. Sì, purtroppo è sempre più vero. Basta leggere i documenti del MIUR e dell’INVALSI per capire che la “competenza di vita” è l’acquisizione delle abilità atte all’imprenditoria personale, egoistica. Suggerisco pertanto la lettura del bel testo di un’insegnante sulla necessità che, chi la scuola la agisce, comprenda la portata della sfida culturale intrapresa dal neoliberismo.
La recensione che segue è stata pubblicata sul numero di gennaio de Le Monde Diplomatique, attualmente in edicola.

Bonato Beatrice, Sospendere la competizione. Un esercizio etico, Mimesis Edizioni, Milano-Udine 2015

Renata Puleo

Si può cogliere lo spirito del testo della Bonato, insegnante e filosofa, fin dal titolo, come accade quando un autore vuole mettere subito in chiaro lo scopo della sua riflessione. Occorre poi, arrivare all’ultimo capitolo perché appaia con Continua a leggere


Un Direttore in terza media

Paolo Mazzoli direttore Generale dell’INVALSINel corso del convegno “Ricordando Daniela Furlan. Riflessioni sul fare scienze a scuola” (Spinea, 17 – 19 giugno 2015) Paolo Mazzoli, direttore generale dell’INVALSI, lIstituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione, si è confrontato con i docenti partecipanti sul sistema di valutazione della scuola italiana rispondendo ad alcune domande, tre fondamentali:

1 – Cosa sono i test INVALSI?

2 – Cosa indicano i dati raccolti con le prove e con il rapporto di autovalutazione?

3 – Perché i test INVALSI fanno media con le altre prove negli esami di stato? Ciò crea confusione sulla loro natura e funzione: valutazione delle scuole (tramite alcuni esiti di apprendimento) o valutazione degli esiti di apprendimento dei singoli alunni? Non è più utile il confronto fra i risultati?

Paolo Mazzoli, dirigente scolastico a Roma, ha assunto lincarico di Direttore dellIstituto dal 1°giugno 2014 per la durata di un triennio; come si evince dal suo CV è stato un maestro elementare dal 1983 al 1996. Laureato in Fisica a Roma ha fatto parte, come dirigente scolastico ed esperto, del Gruppo di lavoro Capire si può allinterno del Progetto Ministeriale Scienze e Tecnologia (SeT – C.MIUR 131/2000)

Insieme a Mazzoli lavora ai vertici dellINVALSI, come Presidente, Anna Maria Ajello ordinaria di Psicologia dello Sviluppo e della Educazione presso lUniversità di Roma La Sapienza, ricercatrice e coautrice di molti testi anche con Mazzoli.

La loro nomina, proprio in virtù dei trascorsi di studio e di lavoro ha costituito per alcuni una speranza di cambiamento; per noi, che seguiamo la storia decennale dellINVALSI da tempo, si è trattato della foglia di fico messa a copertura degli Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 53)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Apprezziamo molto i pareri puntuali ed articolati del Professor Israel. Condividiamo fino in fondo anche se con motivazioni diverse i suoi decisi NO: alla preparazione specifica ai test, alla prova di esame Invalsi in terza media, alla “somministrazione” dei test e qualsiasi altra somministrazione che debba avvenire nella scuola, alla agenzia tecnocratica esterna addetta alla valutazione…

Ma avremmo molto interesse ad interloquire con il professore rispetto al “merito” che lui ritiene indispensabile valutare. Sarà che noi sperimentiamo e conosciamo l’accezione del merito come un termine esecrabile che serve a designare una eredità sociale, economica e culturale oppure l’altrettanto esecrabile fortuna conseguita “per merito” dai tanti appartenenti alle caste dominanti, o ancora il “merito” da accumulare per conseguire un agognato “paradiso” altrimenti irraggiungibile.

Trovare le parole specifiche ed adatte per valutare il livello di realizzazione delle aspettative, che ha la nostra società, rispetto alla scuola pubblica nei vari contesti, età, discipline ordini di scuole è, tra l’altro, un compito ed un esercizio ineludibile per chi tenta di impostare un qualsiasi metodo di valutazione del sistema scolastico.

Non ci spieghiamo come mai il professor Israel ignori la proposta di processi di valutazione di base, allargati, integrati e democratici come quelli cui si potrebbe aspirare attraverso organi collegiali elettivi che avrebbero già potuto funzionare se amministrazione (MIUR), governi e Parlamento non ne avessero ostacolato il percorso.

Giorgio Israel: per valutare merito docenti ci vogliono ispettori che assistono alle lezioni. Invalsi all’esame di terza media errore da matita blu

di Eleonora Fortunato

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Test INVALSI? Facciamoli fare al ministro

test invalsiRiceviamo e pubblichiamo

Oggi pomeriggio (17 aprile 2013 per chi legge) alla scuola Toti di Roma, dove le maestre hanno chiesto l’acquisto dei libri per l’addestramento ai test provocando la reazione di alcuni genitori, c’è stato un incontro con il dottor Ricci, ricercatore invalsi.
Alla fine della riunione noi genitori contrari ai test abbiamo ribadito la volontà di coordinarci a livello territoriale per organizzare il boicottaggio delle prove, cioè per diffondere l’informazione su che cosa sono i test invalsi, sulle ragioni del nostro no e sulle forme di intrattenimento collettivo dei bambini nei giorni dei test (7 e 10 maggio 2013 per le elementari, 14 Continua a leggere


Dopo l’incontro farsa con i dirigenti del Miur, si torna al ministero dell’istruzione il 31 maggio

Roma 24 maggio 2012, presidio al ministero dell'istruzione 24 maggio 2012 presidio al ministero dell'istruzione

Roma, 24 maggio 2012

Torna la pressione al Ministero dell’Istruzione di centinaia tra genitori, insegnanti, ATA e, naturalmente, bambini, per ribadire che noi cittadini non ci stiamo. Non si illudano che basta cambiare quattro pedine ai vertici del ministero per narcotizzarci e far passare sotto silenzio lo stupro della scuola pubblica italiana che anche l’attuale ministro Francesco Profumo sta perpetrando in perfetta sintonia con la passata gestione.
Anzi la cosa ci fa incazzare ancora di più, perché, mentre il sabotaggio era scontato da parte di figuri come la Gelmini e mandanti, lo era un po’ meno da parte di personaggi che vengono dal mondo accademico e da sottosegretari che si fregiano di ormai retorici quanto ridicoli appellativi quali “maestro di strada”.

Ecco perché siamo tornati in piazza e perché torneremo anche il 31 maggio:

  • 245  posti docente di tipo comune “tagliati” (soltanto a Roma), a fronte di un aumento di nuove iscrizioni di circa 3.600 alunni
  • Nuove classi prime richieste a Tempo Pieno non autorizzate
  • Classi a Tempo Pieno ridotte a spezzatino con continuo cambio di insegnanti
  • Distruzione del modello organizzativo didattico del Tempo Pieno
  • Assegnati gli insegnanti di sostegno con un rapporto di 1 ogni 4 alunni
  • Cancellati gli insegnanti specialisti di Inglese

Ci avevano detto che la stagione dei tagli all’istruzione pubblica era finita. Non saranno le chiacchere che ci faranno abbassare la testa.

LEGGI SUL SITO DEL COORDINAMENTO SCUOLE ELEMENTARI DI ROMA IL RESOCONTO DELL’INCONTRO FARSA TRA UNA DELEGAZIONE DI GENITORI, INSEGNANTI E ATA COL SOLITO ABULICO GRUPPETTO DI DIRIGENTI MINISTERIALI

giovedì 31 MAGGIO 2012

dalle ore 17,00

TORNIAMO A MANIFESTARE

sotto al Ministero dell’Istruzione per chiedere a gran voce di restituire ai nostri figli il maltolto.

viale trastevere, 76

Presidio indetto dal Coordinamento Scuole Elementari di Roma

Avventure in questura

Di Piero Castello

Pochi nel Coordinamento scuole elementari di Roma sanno che in quanto nonno e pensionato, sono condannato ad andare ogni volta in questura per notificare le nostre manifestazioni. Ma era una condanna che già esisteva: da maestro di classi a Tempo Pieno avevo due/tre mattine a settimana per dedicarmi a questo simpatico sport.

Oggi, sabato 25 maggio, vado dunque in questura e sono solo nella grande sala d’attesa, sontuosamente arredata, dell’ufficio notifiche. Di solito c’è sempre una piccola folla di 4/6 persone.

Arriva subito il funzionario addetto (F.) che in modo cordiale mi dice:

F. – Professò se non veniva lei mi sa che oggi restavo solo tutto il giorno.

Prende il foglio già pronto sul tavolo lungo 12 metri, si siede comodo e comincia a leggere.
F. è come al solito molto elegante e atticciato con una delle sue giacche blu e cravatta intonata. Oggi che ha tempo si mette seduto e legge attentamente e mentre legge fa Sì con la testa e assente con espressione di condivisione. Poi alza la testa:

F. – Come dobbiamo fare, mio figlio quest’anno ha fatto la quarta e non ha fatto nemmeno un’ora di inglese! Speriamo che l’anno prossimo che fa la quinta gliela ridiano. Ha fatto inglese con una brava maestra fino in terza, poi quest’anno l’hanno mandata a fare la maestra d’italiano in prima.

P. (Piero che sarei io) – ma in che scuola va?

F.  – Alla Ghandi.

P.  – A san Basilio?

F. – Sì. Già conosceva i numeri, li scriveva pure…tante frasi. A 9 anni si impara con facilità. Alle medie sarà indietro. A scuola due classi quarte non hanno fatto inglese quest’anno, ma in quinta il prossimo anno sicuramente glielo fanno fare!

P. – Non credo proprio, l’anno scorso ne hanno tolte solo di maestre di’inglese più di 200  a Roma, ne erano rimaste solo una decina, il prossimo anno non ce ne sarà più nessuna.

F. – Ma come si fa? E’ obbligatorio!

P. – Si fa che faranno fare a maestre non specialiste un corsetto di 200 ore “on line” e così potranno ingannare genitori e bambini. Ma ci sarà sempre qualche maestra coscienziosa che non si presterà all’inganno e perlomeno il problema ogni anno riemerge.

F. – Mi sa che quest’anno glielo faccio fare pure io privato. Ci sono state alcune mamme che si sono organizzate e con 15 euro a lezione mandano a ripetizione di inglese i figli. Che dobbiamo fare?

P. – Venite alla manifestazione in tanti che così imponiamo al ministero di daci le maestre d’Inglese!

F. – Siiii, che mò con una manifestazione quelli ci danno 300 maestre…piuttosto stia attento Lei che se la Fornero s’accorge che lei è pensionato la fa ritornare a lavoro.

In questura ho incontrato sempre tanta condivisione e simpatia per le nostre manifestazioni soprattutto quando si trattava di funzionarie donne e quando le manifestazioni avevano per oggetto la difesa del Tempo Pieno.
Confesso che qualche volta mi sono anche illuso che qualcuna di loro l’avrei vista alla manifestazione…ma non è mai successo!

25 maggio 2012 presidio al ministero dell'istruzione


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