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La nostra Renata Puleo l’11 settembre alla festa per il NO a Reggio Emilia

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Chi non corregge (le prove INVALSI) non è un bravo Maestro

Riprendimo la pubblicazione dei commenti di Renata Puleo (R.P.) del gruppo NoInvalsi alle risposte date da Paolo Mazzoli (P. M.), direttore generale dell’Invalsi, alle domande sottopostegli dai docenti partecipanti al convegno Ricordando Daniela Furlan. Riflessioni sul fare scienze a scuola (Spinea, 17 – 19 giugno 2015). Qui trovate le risposte di Paolo Mazzoli a tutte le domande precedenti.

Renata Puleo (R.P.): Sono arrivata alla puntata numero 7 dell’intervista – o cos’altro sia – concessa da Paolo Mazzoli, attuale Direttore dell’INVALSI, durante un convegno scientifico e, francamente, sono stremata.
Visto che la serie, fra dramma e farsa, è destinata a continuare, mi limito a segnalare a chi ci segue alcuni passaggi di questa puntata, poi cercherò di dimenticare. Del resto, come vedremo, poco può ancora stupirci, nel prosieguo delle puntate, del discorso di Mazzoli. La sua difesa a-critica è molto coerente con l’assunto che l’INVALSI c’è, bisogna farsene una ragione; se è migliorabile lo sarà solo dall’interno, impermeabile com’è ad ogni critica esterna. L’INVALSI segue dunque il suo percorso ormai decennale, senza particolari scosse.
Complice di questo tetragono attestato di esistenza il silenzio della politica, anche di “sinistra”.
È arrivato il momento da parte della scuola di base, dei genitori, degli intellettuali, dei sindacalisti di prestare attenzione alla cornice politico-economica che giustifica la sua esistenza e quella di altrettanti organismi internazionali deputati alla valutazione della scuola pubblica.

Paolo Mazzoli risponde ad una domanda impegnativa: La “somministrazione” e la correzione interna, oltre a costituire un ingiusto carico di lavoro non riconosciuto e Continua a leggere


Le anatre e gli aquiloni dell’INVALSI.

La pagina dedicata alla posta de Il fatto quotidiano, il 5 maggio, pubblicava una breve lettera su uno dei test censuari, standardizzati, obbligatori (?!) proposti dall’INVALSI nel 2014. Si tratta della prova di Lingua Italiana per la classe seconda della primaria del 2014 (sito INVALSI sezione prove). Il lettore, non sappiamo se un genitore o un insegnante, segnalava l’assurdità di alcune domande sottoposte ai bambini, a suo giudizio estranee, fuori luogo, rispetto al contesto della scuola “elementare” e concludeva chiedendosi se chi predispone i quesiti vi fosse mai entrato.
Ho avuto modo più volte di occuparmi di questa prova, ne ho fatto un breve commento sul testo “Muri a secco e colate di cemento. Una buona scuola non ha bisogno dell’INVALSI” (Gruppo NoINVALSI, 2015, p.29) e l’ho utilizzata in diverse occasioni di confronto con gruppi di docenti.
La prova era volta – ripeto – ad accertare la competenza nella comprensione della lettura nei bambini di seconda classe. Il testo, che si intitola “Veloce come il tuono”, è stato tratto da una raccolta di Angela Nanetti “Venti…e una storia”, pubblicato per i tipi di Einaudi Ragazzi (2007); il racconto compare in “Il paese dei soli allegri”, a
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Tutti i video del seminario LA VALUTAZIONE SCOLASTICA FRA “MISSIONE EDUCATIVA E PROTAGONISMO DEI DOCENTI”?

Ecco tutti i video dell’importante e partecipato seminario tenutosi al liceo Cavour di Roma il 25 marzo 2015 organizzato dall’associazione “Per la Scuola della Repubblica” in collaborazione con il Gruppo NoInvalsi di Roma sul tema dell’Invalsi e del perché è necessario opporsi a tutte le sue pratiche che giorno dopo giorno stanno strangolando la scuola pubblica italiana.
Sono graditi commenti che è possibile inserite in fondo dopo l’ultimo video.














Marco e Matteo

Il commento all’articolo a firma Marco Rossi D0ria pubblicato su Micromega n. 6 – 2014 interamente dedicato alla scuola

di Renata Puleo

Il numero monografico che MicroMega dedica alla scuola (n.6/2014), presenta un breve saggio di Marco Rossi-Doria, “un maestro elementare ed educatore sociale, già sottosegretario all’Istruzione” con il precedente Governo (2011-2014), tornato ad occuparsi di ragazzi di Napoli con bassi livelli di scolarità. Noto ai più come “maestro di strada”, in questa riflessione intitolata “La scuola abbandonata”, offre un punto di vista – dall’alto della doppia autorevolezza di maestro e di ex inquilino di un Ministero – e una proposta per “battere il fallimento formativo” (Early School Leavers, abbandoni scolastici precoci).
Vorrei procedere in questa mia breve recensione in modo forse un po’ singolare: vorrei partire dalle note a piè di pagina. Infatti, a parer mio, esse costituiscono per l’intero ragionamento di Rossi-Doria, dei punti di capitone, le cuciture a losanghe che servono a tenere ben salde le fodere dei materassi.
Nota 1 sull’esclusione (droping-out): citazione della Convenzione dei diritti del Continua a leggere


Storia di una sanzione disciplinare (puntata 50)

Storia a puntate in tempo reale a cura di Piero Castello

Abbiamo chiesto a Renata Puleo di mettere per iscritto il suo bell’intervento del 17 febbraio 2014 durante l’incontro “Valutazione e meritocrazia” tenutosi alla biblioteca Plautilla di Roma.
Nel ringraziarla prontamente lo pubblichiamo.

Gli insegnanti italiani e la cultura della valutazione

di Renata Puleo

Questo intervento si articola in quattro parti, come commento ad altrettanti documenti.

Vorrei provare a svolgere, attraverso queste letture, una riflessione intorno ad una considerazione che ormai ascoltiamo quotidianamente: gli insegnanti italiani non hanno una cultura della valutazione. Lo dicono commentatori politici, economisti, funzionari del Ministero e dell’Istituto Invalsi.

Una cultura è un vasto fenomeno fondato su opinioni, la doxa, saperi ingenui, saperi e opinioni autorevoli, l’endoxa, si definisce per aspetti legati ad elaborazioni subalterne, antagoniste e discorsi dominanti, spesso, come diceva Gramsci, molto miscelati fra loro. Gli insegnanti, lo sa chiunque abbia fatto o faccia scuola, non possono che costantemente valutare, ovvero domandarsi quali effetti produce il loro lavoro, maturare un giudizio sul rapporto fra ciò che insegnano e ciò che gli alunni mostrano di aver appreso. Le modalità attraverso le quali si svolge questo valutare dipendono da molti fattori, mai davvero Continua a leggere


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