Archivi tag: Renzi

Bonus premiale. Fra espressione e contenuto

di Renata puleo – Gruppo NoINVALSI

Bonus premiale docentiIn un Istituto Superiore di secondo grado di Roma, un gruppo di docenti manifesta, a ridosso della prima applicazione della valutazione premiale, il proprio dissenso e la volontà di sottrarsi alla pratica valutativa operata dal Nucleo interno. La Dirigente (DS), che presiede il gruppo di lavoro, non si sa quanto provocatoriamente, attribuisce il premio proprio ad alcuni doceti dissenzienti. Gli stessi replicano con un rifiuto argomentato di accettare il corrispettivo in denaro. La DS risponde, e qui viene messo a fuoco il paradosso in cui si muovono i rapporti fra il corpo docente che prova ancora a resistere e una dirigenza ormai esercitata senza senno, rispetto, moderazione.
Qui di seguito trovate i due testi (nota di rigetto dei docenti; risposta dalla DS con l’omissione della intestazione e dei nominativi) e una mia breve nota.

Esercizio
Inizio dalla risposta fornita dalla DS, a suo modo un piccolo capolavoro di letteratura burocratica (a volere essere generosi…). Provo a fare un esercizio di analisi del testo, esercizio dovuto, considerato che non si tratta di una corrispondenza privata, ma fra pubblici funzionari, quali sono ancora i dirigenti e gli insegnanti, in sovrappiù, impiegati in un settore educativo. Siamo nell’ambito di un rapporto contrattuale fra un rappresentante del Ministero e un lavoratore, ed entrambi rispondono con il loro operato alla Continua a leggere


Rapporto di lavoro: altre questioni

la buona scuolaLeggo sulla newsletter di Orizzonte Scuola del 12 luglio¹ che è stata emanata la Direttiva n. 25/2016 che fornisce indicazioni per la valutazione del Dirigenti Scolastici (DDSS) raccogliendo la delega ex art 1 c 93 della legge 107/2015. Si tratta della riproposizione di quanto contenuto nel vecchio DLvo 30/03/2001 n 165. Dopo il decreto citato vennero effettuate le sperimentazioni SIVADIS (Sistema Valutazione Dirigenti Scolastici), dal 2003 al 2006. Il gioco, più linguistico che sostanziale, si basa oggi come allora, su due punti: 1. efficienza e efficacia (spesa per risultato); 2. valorizzazione delle risorse umane rispetto gli obiettivi da conseguirsi in osservanza del punto 1. Infatti, le funzioni ridisegnate dall’autonomia per la dirigenza pubblica sono relative soprattutto alla responsabilità dell’ufficio e alla relativa gestione delle risorse.
Come ho già avuto modo di ricordare da questo blog, l’associazione dei DDSS (ANP), lamentava già allora la scarsa incisività dei risultati della sperimentazione e l’assenza di una norma precisa sulla valutazione della dirigenza scolastica. Il DS Francesco Nuzzaci, anche questo è un commento che mi limito a richiamare, aveva sottolineato l’inattendibilità di quanto effettuato prima e successivamente all’approvazione del DLvo 27/10/2009 n 150, noto come legge-Brunetta, dal suo firmatario e convinto sostenitore. Sostegno, secondo Nuzzaci, rivelatosi inefficace proprio sul nodo a suo giudizio più interessante: la valutazione per l’individuazione del merito, a cui ancorare la premialità ed, eventualmente, le sanzioni. Come era chiaro nella vecchia norma, anche la legge 107 fa piovere a cascata la valutazione dei DDSS su quella dei docenti, sia con il sistema delle assunzioni e della mobilità in base al curriculum, sia mediante l’operazione in capo al nuovo Comitato di Valutazione, ridisegnato ad hoc.
La pervasività ossessiva del termine “sistema” applicato a qualsiasi dispositivo discendente da leggi, decreti, norme, regolamenti, direttive, dovrebbe suggerire ai loro estensori che, appunto, la figura del DS è inserita all’interno di Continua a leggere


Gli immigrati e i loro insegnanti: un popolo di invisibili.

Gli immigrati e i loro insegnanti: un popolo di invisibili.La lettera che pubblichiamo, indirizzata alla Ministra Giannini dal gruppo di Riconoscimento Nazionale della Professionalità degli Insegnanti di Italiano per Stranieri https://riconoscimentoitalianol2ls.wordpress.com/ è stata sottoscritta da un folto numero di insegnanti (oltre quattrocento) che, a vario titolo e con diverse modalità di servizio (compresi lavoratori a partita IVA), insegnano la Lingua Italiana agli alloglotti.
  Per i cittadini immigrati, regolari o no, richiedenti asilo o in transito, l’italiano è una Lingua Seconda (L2) rispetto a quella materna (L1). A seconda della motivazione e del tempo disponibile, la richiesta e l’offerta di percorsi di apprendimento si differenziano. Ovviamente esistono corsi di insegnamento della nostra lingua a chi semplicemente desidera apprenderla come straniera (LS). Una distinzione, L2 e LS,  operata da molti glottologi per sottolineare la differenza  fra la  necessità funzionale all’integrazione tipica di un immigrato, e la decisione liberale e disinteressata ad imparare un altro idioma da parte di uno straniero. E anche qui si giocano diversi
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Le perle del maxiemendamento: perla n. 2

La buona ScuolaEcco la seconda perla con la quale analiziamo la miseria rappresentata dal Fondo per La Buona scuola per il “miglioramento e la valorizzazione dell’Istruzione scolastica” con il quale Renzi vorrebbe edificare la sua “Buona scuola”.

COMMA 202 ex articolo 25, comma 2

(Fondo per “La Buona scuola”per il miglioramento e la valorizzazione della Istruzione scolastica)

Fondo per “La Buona scuola” per il miglioramento e la valorizzazione della Istruzione scolastica” in euro
Anno

Importo complessivo annuo*

Media importo a Alunno ** in euro

2015

83.000

0,01

2016

533.000

0,07

2017

104.043.000

13,25

2018

69.903.000

8,90

2019

47.053.000

5,99

2020

43.490.000

5.54

2021

48.080.000

6,12

2022

56.663.000

7,22

2023

45.000.000

5,73

2024

45.000.000

5,73

Totale/Media

45.981.800

5,85

* L’importo annuo è quello specificatamente indicato nel comma 202** Il divisore per individuare la media pro capite è stato il numero degli alunni/studenti iscritti nel 2010 ( 7.852.359 numero costante)

 

CONSIDERAZIONI

  1. La scuola della competizione e della miseria coincidono. Gli importi ANNUALI del nuovo fondo per ciascun alunno/studente sarebbero ridicoli se, nella realtà scolastica quotidiana, non risultassero drammatici.

  2. Si comincia con 1 centesimo ad alunno e nel giro di un decennio si arriva allo stanziamento, stupefacente di 5,73 euro l’anno per alunno.

  3. In un decennio si stanziano per quasi 8 milioni di alunni una media di meno di 6 euro l’anno per ciascun alunno.

  4. Dalla Scuola della Repubblica (scuola della Costituzione) si passa definitivamente alla scuola del Governo, visto che la “ripartizione dei fondi” sarà effettuata dal MIUR e MEF “di concerto” tra loro. Senza nessun criterio dettato dalla legge, il sistema clientelare/mafioso si afferma anche nella scuola.

  5. Che senso abbia uno stanziamento di questa entità per “migliorare e valorizzare l’istruzione scolastica” resta un vero mistero.

  6. Forse servirà per i discorsi solipsistici di un Presidente del Consiglio abituato ad avere spettatori distratti o consenzienti “a prescindere”.

  7. Sarebbe assai appassionante pagare una consulenza al divino Mago Otelma per venire a conoscenza delle ragioni e delle dinamiche degli stanziamenti nei vari anni. Il “tanto Bravo” Renzi di certo non conosce le ragioni neanche lui… ma potrebbe utilizzare i pareri del divino Mago per apprenderle.

NON C’È ALTERNATIVA, O SI SVILUPPA LO STATO SOCIALE E SI AUMENTANO SERVIZI E CURE ALLE PERSONE O NON AUMENTA L’OCCUPAZIONE E NON SI ESCE DALLA CRISI.

Nell’ultimo dopoguerra sviluppo dei servizi sociali, esigibilità dei diritti costituzionali, crescita culturale e civile hanno costituito il volano e il terreno sui quali si sono innestati la crescita dell’occupazione e lo sviluppo economico.

GRUPPO NOINVALSI – AUTOCONVOCATI DELLA SCUOLA – ROMA

SCARICA LA PERLA SOTTO FORMA DI VOLANTINO


La vignetta del giorno

Renzi in Tv con la lavagnetta


La buona scuola è di chi la difende

E inoltre: Napoli, Latina, Sassari, Viterbo, Ostuni, Cagliari, Trieste, Santeramo in Colle (BA), Catania, Palermo, Ladispoli…


La profezia di Calamandrei

Pietro CalamandreiPiero Calamandrei in questo testo è stato certamente profetico. Profetico come può esserlo un uomo sapiente e avvertito amante della democrazia. Aveva previsto lucidamente una delle possibili e più probabili strategie per attaccare la democrazia, ma anche il metodo della denigrazione della scuola pubblica per sconfiggerla e insieme sconfiggere la democrazia.

Certo non poteva prevedere l’INVALSI, le arbitrarie tecniche di misurazione quantitative per gettare tutto il fango possibile sulla scuola pubblica fondamento essenziale dello stato democratico. Ci sono voluti Stati sempre meno democratici con ceti dirigenti dediti alle dismissioni delle funzioni pubbliche al suicidio politico perché potessero essere posti in essere e lautamente finanziati enti nazionali e sovranazionali (OCSE) che dai loro pulpiti di insipienti di tutto e in particolare di educazione, di apprendimento, di scuola, ma con grandi capacità finanziarie e di potere per confondere i cittadini affogandoli in un mare di numeri. Continua a leggere


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