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Nelle “Reti di ambito territoriale” si impiglia la democrazia scolastica

I nostri NO


Reti di ambito territoriale

Condividiamo il documento fornitoci da Ilaria in ogni sua parte e soprattutto in quella con la quale viene difesa la sovranità e l’identità di ciascuna scuola, condizione indispensabile perché si possano praticare e vivere processi democratici sia in quanto insegnanti sia in quanto genitori.

L’EPERIENZA PREGRESSA

Le nostre esperienze trascorse ci consentono di testimoniare che le reti quando ancora non “promosse” dalla Legge 107 hanno costituito una sottrazione di democrazia e di responsabilità irragionevoli. Gli organi Collegiali venivano cancellati con una spesso presunta delega alla rete di ogni dibattito, scelta, decisione e ovviamente delibera. In realtà non sono mai esistite “reti” ma feudi autoreferenziali governati dai dirigenti e soprattutto governati dai dirigenti che potevano vantare, o anche millantare, qualche aggancio con i gradi superiori dell’”amministrazione”. Consigli di Istituto e Collegi dei docenti ingessati e inebetiti non avevano altro compito che eseguire i diktat di una inafferrabile “rete” che non aveva mai bisogno di formalizzare e rendere pubbliche le decisioni perché gli unici a decidere erano i dirigenti spesso consultandosi telefonicamente. In alcuni casi la “rete” assumeva i caratteri di una vera e propria mafia con regole e normative sempre sottaciute ma pervasive, tanto che qualche Dirigente le millantava li per lì nel corso di un Collegio dei Docenti o di un Consiglio d’istituto senza che nessuno, genitore o insegnante, potesse risalire alla fonte, ai testi; un imbarbarimento tribale che si limitava ai “comunicati” orali, ma ferrei e dettati da autorità imposte con tutti i mezzi. Questo avveniva già 10 anni fa quando i dirigenti non avevano i poteri loro conferiti dalla legge 107 e quando le scuole non erano state “razionalizzate” sul modello delle “istituzioni totali” con migliaia di studenti, migliaia di genitori, cosa che rende sempre più difficile una partecipazione diretta, una Continua a leggere


Reti di Ambito Territoriale

I nostri NO

Riceviamo da Ilaria Damiani, mamma dell’I.C. via Ferraironi e volentieri condividiamo

reti di ambito territoriale

L’assemblea delle scuole del V Municipio di Roma (insegnanti, genitori, consigliere/i di istituto), riunitasi presso l’I.C. Via Ferraironi il 18 ottobre 2016, afferma e ribadisce la contrarietà all’adesione alle Reti di Ambito Territoriale promosse dall’USR ai sensi della legge 107/2015 (c.d. “Buona scuola”), contrarietà già ufficializzata da molti Consigli d’Istituto.
Attraverso la Rete di Ambito si vogliono azzerare quei margini di democrazia che ancora permangono nella scuola: gli organi collegiali elettivi e rappresentativi di tutte le componenti scolastiche vengono esautorati e sostituiti con un nuovo livello di potere che non è né elettivo né rappresentativo. Infatti, il potere decisionale della Rete viene confinato nelle mani della conferenza dei dirigenti scolastici, le cui determinazioni devono poi essere fatte proprie dalle scuole aderenti.
Con la Rete di Ambito gli insegnanti perdono la titolarità sulla scuola e vengono costretti ad una mobilità selvaggia; ai dirigenti viene conferito il potere di scegliersi i propri docenti (per chiamata diretta dalle liste dell’Ambito cui appartengono), i/le quali potranno quindi essere destinati/e ad altra scuola per merito o per punizione: questa ricattabilità cancella in un colpo solo la libertà d’insegnamento prevista dalla Costituzione e tutti i diritti acquisiti dei lavoratori e delle lavoratrici.
È previsto che anche le scuole private possano partecipare alla Rete di ambito, acquisendo ruolo e potere in un organo che ha funzioni decisionali su tutte le scuole del territorio. Si completa così l’equiparazione tra scuole paritarie e statali e si assesta un ulteriore pesantissimo colpo al sistema pubblico dell’istruzione.
Il rapporto tra le singole scuole e l’Ufficio Scolastico Regionale sarà mediato dalla Rete e rappresentato dal dirigente della scuola nominata capofila. Si promuove in tal modo una gerarchizzazione tra le scuole attraverso Continua a leggere


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